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PUNTO DI VISTA
In linea generale, si può dire che il punto di
vista è l'angolo prospettico, il fuoco
narrativo, il punto ottico in cui si colloca il
narratore per raccontare la sua storia. Si basa
sui rapporti tra il narratore, la materia
narrata e il lettore, rapporti per i quali sono
state proposte anche altre denominazioni: «
prospettiva », « fuoco della narrazione »,
«visione », « aspetti e modi della finzione »,
ecc.
Spetta a Brooks e Warren [1938]
l'identificazione di quattro "fuochi" narrativi:
1) quello della "prima persona" (un personaggio
racconta la propria storia);
2) quello della "prima persona spettatrice" (un
personaggio narra, in prima persona, una storia
da lui osservata);
3) quello del "narratore spettatore" (il
narratore non penetra nella coscienza dei
personaggi, né aggiunge commenti personali);
4) quello del "narratore onnisciente" (proprio
della narrazione classica e in particolare
dell'epopea).
Per conto suo, Pouillon [1946] stabilisce una
triplice focalizzazione:
1) "visione alle spalle" (tipica della narrativa
fino al sec. XIX, che presuppone un narratore
onnisciente);
2) "visione con" (il narratore si pone allo
stesso livello di conoscenza dei personaggi; può
essere usata indifferentemente la prima o la
terza persona);
3) "visione dal di fuori" (il narratore si
limita a raccontare quello che vede.
È l'atteggiamento tipico dei narratori
naturalisti e dei behavioristi
(comportamentismo), oltre che di alcune scuole
moderne che perseguono il massimo di
oggettività).
Collegandosi a precedenti proposte di Percy
Lubbock, N. Friedman [1965] divide i punti di
vista nel seguente modo:
1) "onniscienza editoriale" (il narratore si
inserisce nella storia con osservazioni e
commenti);
2) "onniscienza neutra" (il narratore usa la
terza persona e non interviene direttamente
nella storia);
3) "l'io come testimone" (un personaggio narra
in prima persona e non conosce se non
parzialmente i pensieri degli altri personaggi;
il lettore percepisce la storia soltanto da
questa prospettiva);
4) "l'io come protagonista" (il narratore non è
un personaggio secondario, ma il protagonista
della vicenda);
5) "onniscienza multiselettiva" (la storia
giunge direttamente al lettore attraverso la
coscienza dei personaggi; apparentemente non c'è
narratore);
6) "onniscienza selettiva" (il punto di vista
ruota intorno a un unico personaggio);
7) "modo drammatico" (il lettore deve dedurre il
pensiero dei personaggi dalle loro parole e dai
loro gesti).
Con riferimento al luogo (la persona) nella cui
prospettiva (nel cui campo di visione) la
narrazione è condotta, Genette [1972] distingue
tra racconto "a focalizzazione zero" (cioè, la
narrazione in cui non si assume mai la
prospettiva dei personaggi);
"a focalizzazione interna" (a. "fissa": quando
tutto è visto da un solo personaggio; b.
"variabile": quando piú d'un personaggio,
secondo gli episodi, diventa di volta in volta
focale; c. "multipla": quando lo stesso
avvenimento è visto successivamente con gli
occhi di piú personaggi);
"a focalizzazione esterna" (quando i personaggi
agiscono davanti al narratore senza che egli
mostri mai di conoscerne pensieri e sentimenti).
A grandi linee, si può dire che nella narrativa
fino al sec. XIX il punto di vista era ristretto
alla prima persona o alla terza persona
onnisciente, mentre il Novecento ha introdotto
tutti gli altri tipi di punto di vista anche
alternandoli all'interno della stessa opera.
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