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POESIA DIDASCALICA

Genere letterario che, in forma di poemi o di più brevi componimenti metrici (capitoli, epistole), si propone di impartire precetti morali e religiosi o di diffondere teorie filosofiche, estetiche, scientifiche, argomenti storici, geografici, tecnici. Il più antico esempio è costituito dal poemetto Le opere e i giorni di Esiodo (sec. VIII a.C.), contenente una serie di consigli per le operazioni agricole delle singole stagioni. Altri poemi, georgici, astronomici, botanici, zoologici, farmacologici, vennero scritti in età alessandrina: tra i più famosi, i Fenomeni di Arato di Soli, i Rimedi contro i veleni animali e gli Antidoti di Nicandro.

La letteratura latina ha i suoi capolavori nel De rerum natura di Lucrezio (poetica interpretazione della filosofia di Epicuro), nelle Georgiche di Virgilio e nell'Arte poetica di Orazio.

Scienza e magia si mescolano in alcune compilazioni tipiche del medioevo, dedicate alle proprietà e agli influssi degli animali (bestiari), delle pietre (lapidari), delle erbe (erbari). Ma le più eloquenti espressioni dell'estetica pedagogica e dell'enciclopedismo dell'epoca sono i poemi allegorico-didattici. Il modello più imitato è il Roman de la Rose di G. de Lorris e J. de Meung, cui si rifanno il Tesoretto di Brunetto Latini, Il Fiore (attribuito a Dante) e l'anonima Intelligenza. Legami diretti e indiretti col genere ha anche la Divina Commedia di Dante.

Agli esempi classici, soprattutto alle Georgiche virgiliane, si richiamano invece i poemi didascalici del Cinquecento: La coltivazione dei campi di L. Alamanni, Le api di G. Rucellai, Il podere e La balia di L. Tansillo ecc. Anche in Francia, nello stesso periodo, si ha una ripresa del gusto didascalico, ma con poemi che stentano ad affrancarsi dall'allegorismo medievale: il Tempio di Cnido e l'Inferno di C. Marot, lo Specchio dell'anima peccatrice di Margherita di Navarra, la Settimana o creazione del mondo di G. Du Bartas.

Di carattere più spiccatamente umanistico sono semmai le numerose Ğarti poeticheğ scritte tra il Cinque e il Seicento, fino alla celebre Arte poetica di N. Boileau (1674).

Trascurato dalla cultura barocca, il genere si riafferma nel Settecento, per l'esigenza illuministica di una poesia socialmente utile. In Francia L. Racine, Voltaire, J.-F. Saint-Lambert coltivano la forma didascalica in ogni direzione, filosofica, descrittiva, religiosa; in Inghilterra A. Pope, col Saggio sulla critica e col Saggio sull'uomo, espone in versi le sue idee letterarie e filosofiche, mentre J. Thomson riprende nelle Stagioni il tema georgico, ma con accenti elegiaci che preannunciano la sensibilità romantica; in Svizzera A. von Haller celebra nel poema Le Alpi la vita a contatto con la natura; in Russia M.V. Lomonosov scrive un'Epistola sull'utilità del vetro.

Abbondante anche la produzione italiana, con poemi filosofici (Il globo di Venere e Lo scudo di Pallade del sensista A. Conti, L'origine delle idee del lockiano C.C. Della Torre di Rezzonico), scientifici (L'invito a Lesbia Cidonia di L. Mascheroni, Il sistema dei cieli ancora di Rezzonico), agricoli (Il canapaio di G. Baruffaldi, Le fragole di G.B. Roberti, La coltivazione del riso di G.B. Spolverini). Continuato stancamente nell'Ottocento da alcuni poeti neoclassici (C. Arici, A.M. Ricci), il genere si esaurisce col romanticismo.

Poesia didascalica ellenistica

 

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