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IL ROMANZO

Innumerevoli sono i romanzi del mondo. Ma come parlarne?

Il romanzo è un grande fatto culturale,che ha ridefinito il senso della realtà, il fluire del tempo e dell' esistenza indivinduale, il linguaggio e le emozioni e i comportamenti.


Il romanzo è un genere narrativo che compare in ogni letteratura europea ed extra europea, ed ha origini antichissime; esempi ne troviamo anche nell'antica letteratura egiziana e babilonese-assira, dove, per ampiezza di ritmo e linea narrativa, non si differenziava dalle novelle.
In Italia ne abbiamo esempi sin dal sorgere della nostra letteratura: dapprima fu poco piú che una versione, o un rifacimento, di romanzi francesi, narranti antiche gesta cavalleresche; dipoi assunse un carattere piú personale con il Boccaccio (nel Filocolo, per esempio) e con Andrea da Barberino, che riprese la materia cavalleresca nei Reali di Francia e nel Guerrin Meschino. Il nostro romanzo subí l'influsso delle letterature straniere nel Seicento (influsso francese e spagnolo) e nel Settecento (influsso francese e inglese), per poi seguire una linea propria con il romanzo epistolare di Ugo Foscolo, Le ultime .lettere di Jacopo Ortis (opera non nuova strutturalmente, ma singolare come tono lirico) e con I Promessi Sposi del Manzoni: opera, quest'ultima, che stabili uno dei caposaldi della narrativa moderna, anche se il suo influsso immediato si tradusse solo in una serie di romanzi storici. —Si può comunque affermare che il romanzo vero e proprio si affermò nelle varie letterature europee soltanto a cominciare dal Seicento, per avere il suo maggiore sviluppo, e le piú varie espressioni, nell'Ottocento e, dipoi, nel Novecento: narrazione di vicende storiche, o di vicende fantastiche, o familiari, o della vita di un uomo, o riflesso della vita dell'autore stesso. — Per lo piú di media misura, il romanzo può assumere anche le dimensioni di un racconto ampio, o amplissimo, dando la narrazione continua delle vicende di un ambiente, o di una famiglia, o, addirittura, di piú generazioni. Esempio modernissimo di quest'ultimo tipo di romanzo, è Il mulino del Po, del Bacchelli.

La definizione di romanzo è piuttosto generica e complicata per vari motivi. Si tratta di un genere misto che nel tempo ha subito numerosissime trasformazioni, mentre in esso si mescolano forme stilistiche e generi diversi. Allo scopo di precisare meglio la natura di una certa opera, talvolta si ricorre a qualche specificazione, come, per esempio, romanzo epistolare, romanzo storico, romanzo di formazione ecc. Alcune forme primordiali sono note fin dai tempi delle civiltà orientali (Epopea di Gilgamesh) e mediterranee (soprattutto in Grecia: favole milesie, Gli amori di Dafni e Cloe di Longo Sofista, Eliodoro). Dell'epoca romana si possono ricordare il Satyricon di Petronio e le Metamorfosi o Asino d'oro di Apuleio. L'origine del romanzo moderno va però ricercata nella commistione tra imprese cortesi e ciclo bretone, che ebbe come risultato in Francia il roman, genere che comprendeva storia, fantasia, prosa e poesia in lingua volgare (romanza): Roman de Thèbes, Roman de Troie, Roman d'Alexandre, Roman de Renart, Roman de la rose.

Tra le forme specifiche del romanzo, con qualche riferimento significativo a titoli e autori, si citano:
cicli di romanzi, intesi a fornire un quadro della società di una determinata epoca (H. de Balzac, G. Flaubert, É. Zola, C. Dickens, W. M. Thackeray, L. Tolstoj, Eça de Queiros, G. Verga);
romanzo d'appendice o roman-feuilleton pubblicato a puntate in appendice ai quotidiani e alle riviste a partire dal 1830 (Alexandre Dumas padre, I tre moschettieri, 1884; Eugène Sue, I misteri di Parigi, 1840);
romanzo epistolare (J.-J. Rousseau, La nuova Eloisa, 1761; J. W. Goethe, I dolori del giovane Werther, 1774; U. Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, 1802; Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose, 1782);
romanzo storico (Walter Scott, Ivanhoe, 1820; A. Manzoni, I promessi sposi; L. Tolstoj, Guerra e pace, 1863-1869);
romanzo di formazione che narra il percorso di formazione del carattere e dell'identità di un giovane protagonista (J. W. Goethe, Wilhelm Meister, 1796, 1829; I. Nievo, Le confessioni di un italiano, 1867);
romanzo sociale (C. Dickens, Tempi difficili, 1854; H. de Balzac, Commedia umana, 1834 in poi; É. Zola, I Rougon-Maquart, 1871 in poi; G. Verga, Mastro don Gesualdo, 1889);
romanzo psicologico (H. James, Ritratto di signora, 1879; J. Joyce, Ulisse, 1922; Virginia Woolf, Gita al faro, 1927);
romanzo per ragazzi (L. Carrol, Alice nel paese delle meraviglie; C. Collodi, Le avventure di Pinocchio);
romanzo d'avventura (H. Melville, Moby Dick, 1851; R. L. Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, 1886; R. Kipling, Il libro della giungla, 1894);
romanzo di fantascienza (J. Verne, Viaggio al centro della terra, 1864; H. G. Wells, L'isola del dottor Moreau, 1896);
romanzo picaresco con protagonisti furfanti e vagabondi che affrontano numerose avventure (Lazarillo de Tormes, 1554, di autore anonimo; Guzmán de Alfarache, 1599, di M. Alem´n; Il pitocco, 1626, di F. de Quevedo);
romanzo fantastico (E. A. Poe, Le avventure di Gordon Pym, 1838; N. Hawthorne, La casa delle sette torri, 1851; E. T. Hoffmann, La pentola d'oro, 1815; J. Swift, I viaggi di Gulliver);
romanzo fantasy avente carattere esclusivamente fantastico, con atmosfere medievaleggianti, mitologie nordiche e personaggi fiabeschi (J. R. R. Tolkien, Il signore degli anelli, 1955; M. Ende, Momo, 1979; H. P. Lovecraft, Il richiamo di Chthulhu, 1929);
romanzo poliziesco o detective story (E. A. Poe, I delitti della Rue Morgue, 1841; A. C. Doyle, Uno studio in rosso; A. Christie, Poirot a Styles Court, 1920);
romanzo gotico o nero che si compiace di narrare gli aspetti tenebrosi e misteriosi della realtà, dando spazio a scene di terrore e atmosfere lugubri di cupa ambientazione medievale (H. Walpole, Il castello di Otranto, 1764; A. Radcliffe, I misteri di Udolpho, 1794);
romanzo di spionaggio o spy story (A. Conan Doyle; J. Conrad; S. Maugham; G. Greene; J. Fleming);
romanzo rosa, narrativa di consumo rivolta solitamente a un pubblico femminile, che si incentra sul racconto di avventure sentimentali quasi sempre a lieto fine (Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi, Signorsì, 1931).

IL ROMANZO STORICO

 

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