SATURNIO
Il saturnio è una tipologia di verso arcaico,
tipico della poesia latina di argomento epico,
adottato anche per epitaffi ed epigrammi
celebrativi fino al I secolo a.C. Il tono
solenne dei versi scritti in saturnii (il nome
del verso è usato in modo univoco dagli antichi,
e criticato – ad esempio – da Orazio e Virgilio)
risultava congeniale a minacce come quella
pronunciata dai Metelli contro il poeta Nevio:
malum dabunt Metelli Naevio poetae (I Metelli
faranno del male al poeta Nevio).
L'interpretazione del saturnio ha suscitato
sempre un ampio dibattito, fin dalle discussioni
dei metricisti antichi: Cesio Basso interpretava
per esempio il verso che si è appena citato come
una sequenza giambica (una sequenza, cioè, di
metri giambici, ciascuno dei quali costituito da
una sillaba breve e una lunga) e una sequenza
trocaica (una struttura opposta, composta da
unità metriche costituite da una sillaba lunga e
una sillaba breve). La discussione ha coinvolto
anche le interpretazioni dei moderni (F. Leo, G.
Pasquali, E. Frankel e, più recentemente, B.
Gentili), i quali – di volta in volta – hanno
posto maggiore o minore enfasi sui principi
quantitativi in base ai quali il saturnio
sarebbe costituito e sul rapporto maggiore o
minore con la metrica e ritmica greca. Il
contatto con analoghe esperienze della metrica
greca (si insiste soprattutto sui cosiddetti
kat'enoplion epitriti, e in particolare
sull'esperienza poetica del greco Cercida di
Megalopoli) si sarebbe realizzato in età molto
remota nell'ambito delle città greche
dell'Italia meridionale. Il nome del verso
appare in ogni caso connesso con il dio Saturno
e, di conseguenza, con le popolazioni italiche:
la saturnia tellus, la terra su cui Saturno
aveva regnato, è infatti da identificarsi con
l'Italia.
Livio Andronico tradusse l'Odissea di Omero in
saturnii, sostituendo così al ritmo dattilico
(un dattilo è costituito da una sillaba lunga
seguita da due brevi) un ritmo molto diverso: al
greco àndra moi ènnepe Moùsa polytropon
corrispondeva il latino virùm mihì camèna ìnsecè
versùtum. Con il passare del tempo, il saturnio
fu sostituito nella letteratura latina
dall'esametro dattilico.
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