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La tragedia


La tragedia nacque in Grecia. È la piú antica fra le rappresentazioni drammatiche e si propone di riprodurre sulla scena passioni veementi che conducono ad uno scioglimento luttuoso. Predominano in essa forze superiori alla volontà umana, come il fato, la divinità, gli eventi storici. — In Italia, le prime tragedie si può dire che si ebbero solo nel Cinquecento, ma furono poco piú che imitazioni delle tragedie greche e latine; soltanto nel Settecento le nostre lettere ebbero un vero trageda, in Vittorio Alfieri, che seppe dare alla tragedia una impronta poetica e personale, potentemente umana, oltre che, in alcune, un contenuto politico nazionale: « dalla scena mosse guerra ai tiranni ». Nell'ambito dell'influenza alfieriana hanno origine alcune tragedie del Monti e del Foscolo, finché con il Manzoni nasce un nuovo tipo di tragedia, permeato fortemente dal motivo religioso che caratterizza tutta l'opera del Manzoni, il quale interviene anche nell'azione per esprimere opinioni e osservazioni di carattere personale. Inoltre ambedue le tragedie del Manzoni, Il conte di Carmagnola e Adelchi rompono lo stampo della tragedia alfieriana e classicheggiante, in quanto non rappresentano piú la crisi ultima e violenta di un contrasto di volontà e di passioni, la cui preparazione ci è ignota perché l'azione è ristretta nel giro di poche ore (come appunto avviene nelle tragedie dell'Alfieri), « ma raccolgono le file di una serie molteplice di casi, di contrasti e di affetti, i quali reagiscono gli uni sugli altri e preparano le peripezie di cui la catastrofe è l'inevitabile conseguenza » (Galletti).
Le tragedie del Manzoni si sogliono chiamare anche « drammi ». Il dramma è la forma universale del teatro moderno (con il nome generico di « dramma » si chiama, oggi, ogni forma drammatica complessa di tragedia e di commedia, rappresentazione di scene tragiche e comiche, dolorose e liete, sublimi e umili...) e corrisponde, si può dire, al romanzo messo in azione rappresentativa.
Il dramma ha tre varietà principali: il dramma storico, che —come nota il Casini — prende a fondamento un avvenimento reale, uscente dai limiti del fatto privato, anche se pertinente a un solo personaggio principale, e lo svolge drammaticamente in modo da ritrarre i costumi e le condizioni di un dato momento storico, pur atteggiando con libertà d'invenzione i caratteri e le situazioni accessorie (esempi assai belli i due drammi manzoniani); il dramma psicologico, che porta sulla scena invenzioni e intrecci possibili nella vita comune, per lo piú le passioni d'amore, con il fine di rappresentare lo stato morale degli uomini quale si rivela nell'intimità della famiglia e dei rapporti privati; il dramma sociale (detto anche « a tesi »), con cui, attraverso la rappresentazione di fatti della vita sociale, considerata nei suoi aspetti pubblico e privato, e di caratteri umani, corrispondenti alle virtú e ai vizi prevalenti nella società, intende alla dimostrazione di una verità d'indole etica e a dare con tal mezzo ammaestramenti di vita morale privata e sociale.

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