LA CANZONE
La canzone è la piú antica forma metrica della
lirica d'arte nella letteratura italiana. Era
accompagnata dalla musica. Dante per primo ne
espose le leggi. Essa è composta da un numero
indeterminato di_strofe (in genere 5 o 7), ed
ogni strofa da un numero indeterminatodi versi
endecasillabi o di endecasillabi e di settenari,
variamente disposti e rimati tra loro. Ciascuna
strofa è poi divisa in piú parti (comenello
schema che piú sotto riportiamo), e il tutto
termina con un« commiato » o « congedo », nel
quale il poeta si rivolge alla canzoneper darle
qualche ammonimento o per inviarla a qualcuno.
Della canzone, cosí formata, dètté mirabili
esempi, di contenuto e di perfezionemetrica, il
Petrarca, cosí che gli studiosi l'hanno chiamata
canzonepetrarchesca. Eccone lo schema:
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Fronte |
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Di pensier in
pensier, di monte in monte mi guida
amor; ch'ogni segnato calle provo
contrario alla tranquilla vita. |
Se 'n solitaria
piaggia, riva o fonte,
se 'n fra duo poggi siede ombrosa valle,
ivi s'acqueta l'alma sbigottita, |
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chiave |
e com'Amor l'envita |
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Sirima |
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or ride or piagne or teme or s'assicura
e 'I volto che lei segue, ov'ella il
mena,
si tuba e rasserena,
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ed in un esser picciol tempo dura;
onde alla vista uom di tal vita esperto
diria: — Questo arde, e di suo stato è
incerto. |
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Nel secolo XVII Alessandro Guidi
inaugurò un nuovo tipo dicanzone, la canzone
libera, nella quale le strofe, sia per il numero
ela qualità dei versi e sia per la disposizione
e libertà delle rime, sono indipendenti l'una
dall'altra. Tale tipo di canzone fu perfezionata
ed elevata alla maggior arte da Giacomo
Leopardi, e fu perciò detta canzone leopardiana.
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