L'ODE
E' un componimento lirico di varia forma metrica
e strofica e di vario contenuto; ma
prevalentemente è dí argomento amoroso, e, piú,
morale e civile: alla forma dell'ode, infatti,
si ricorre per esprimere i sentimenti piú
elevati e universali, per commuovere il popolo,
per ammaestrarlo o ammonirlo, per volgerlo al
culto delle idealità piú nobili. — Appare già
presso i Greci: fu anzi il componimento tipico
della melica: canto e musica insieme (per
esempio, in Alceo, Saffo, Simonide, Bacchilide,
Pindaro, Anacreonte). Presso i Latini (come
Catullo e Orazio) l'ode trova nella stessa
parola che usa il ritmo musicale, e prende il
nome piú generico di carmina o cantus. Neí tempi
piú moderni, in Italia, e sempre con uno schema
metrico non fisso, l'ode fu inizialmente usata
in particolar modo nel Cinquecento (es. dal
Trissino), fu rielaborata tecnicamente nel
Seicento dal Chiabrera, fu rinnovata ancora di
contenuto e di metro nel Settecento dal Panini (il
quale costitui la strofa di versi settenari e
ottonari). Nell'Ottocento l'ode continuò ad
essere abbondantemente usata: ci limitiamo a
ricordare l'ode Al signor di Montgolfier del
Monti, le due del Foscolo All'amica risanata e A
Luigia Pallavicini, gli Inni sacri del Manzoni.
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