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Epicuro
Lettera alla madre
... provocare un gran turbamento a riguardo di ciò. Difatti, le
immagini di persone assenti, che non abbiamo sotto gli occhi,
producono timore enorme; nemmeno il più piccolo, invece, se queste
persone sono presenti. Ma se tu ti metti a considerare la loro
natura, ti si presentano di fronte quelle degli assenti tali quali
quelle dei presenti. Difatti, esse non sono percepibili con i sensi,
ma solo con la mente, ed hanno, se prese in se, il medesimo potere,
nei confronti delle persone assenti, di quando ci si parano innanzi,
presenti quelle persone stesse. Dunque, mamma, per quanto riguarda
questo fatto, sta pure tranquilla. Non devi pensare che le immagini
che hai di me rivelino qualche male. Pensa il contrario, invece,
cioè che io di giorno in giorno procedo verso il culmine della
felicità, sempre acqistando qualcosa di utile. Non è difatti piccola
cosa e per me senza importanza quella che rende la mia natura simile
agli dei, e mostra che, anche malgrado la mortalità, noi non siamo
indietro alla natura immortale e beata. Quando noi siamo vivi,
godiamo di una gioia pari a quella degli dei...
...ricambierà in maniera eguale, anche se in cambio ha ottenuto una
diminuzione. Ma se non ha più sensazione, come può ricevere una
diminuzione? Ritieni allora che io sono felice in mezzo a questi
beni, mamma, e rassicurati riguardo a quel che faccio. Risparmia
invece, per Zeus!, quel denaro che continuamente mi mandi. Non
voglio proprio che manchi a te qualcosa, purché ne abbia io in
abbondanza. Voglio piuttosto avere meno io affinché non manchi a te.
Pure, io vivo nell'abbondanza, dato che i miei amici ed il mio babbo
mi mandano denaro in continuazione, com'egli ha fatto anche di
recente con l'invio di nove mine a mezzo di Cleone. Voglio che né
l'uno, né l'altra si dia pena per me, ma che stiate vicini l'un
l'altro...
Lettera ad Ermarco
Epicuro ad Ermarco, salute: Volgeva per me il supremo giorno e pur
felice della mia vita, quando questo ti scrivevo. Così acuti erano i
miei mali della vescica e dei visceri, che più oltre non poteva
procederne la violenza. Pure ad essi tutti s'adeguava la gioia
dell'animo, nel ricordare le nostre dottrine e le verità da noi
scoperte. Ora tu, come si conviene alla buona disposizione che fin
dalla prima adolescenza mostrasti verso me e la filosofia, abbi cura
dei figli di Metrodoro.
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