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KAFKA
LETTERE DI KAFKA ALL'AMICO MAX
"UN ALTRO SCRIVERE"
(Neri Pozza, pagg 448)
Praga, settembre 1908
Mio caro Max - sono le 12 e 30 dì notte, dunque un'ora insolita per
scrivere lettere anche quando la notte è così calda come oggi.
Nemmeno le falene si avvicinano alla luce.
Dopo gli 8 giorni felici nella selva boema - le farfalle lì volano
alte come le rondini da noi - ora sono da 4 giorni a Praga e così
inerme. Nessuno mi può soffrire e io nonposso soffrire nessuno, ma
la seconda cosa è solo la conseguenza della prima; soltanto il tuo
libro, che ora finalmente sto leggendo difilato, mi fa bene. Così
profondamente infelice, senza una motivazione,non lo ero da tempo.
Finché lol eggo mi ci aggrappo, anche se non vuole affatto essere
d'aiuto agli ìnfelìci: altrimenti devo cercare qualcuno che mi
tocchi anche soltanto con dolcezza, ed è una necessità così
pressante che ieri sono stato in hotel con una prostituta. E' troppo
vecchia per essere ancora melanconica, solo le dispiace, seppure non
la meraviglia, che non si sia così gentili con le prostitute come lo
si è in una relazione. Non l'ho consolata, poiché nemmeno lei ha
consolato me.
Saluti cordiali a te, tua moglie e a tutti, ìn particolare a Oskar,
cui non ho ancora scritto: nonostante non sussista alcun
impedimento, mi decido così difficilmente a scrivere lettere
necessariamente pubbliche.
Tuo F.
Merano, fine maggio/inizio giugno 1920
Carissimo Max, cosa hai voluto dire sulle scale - ti ricordi? con il
tuo ultimo desiderio di viaggio? Se lo intendevi come un esame, temo
che non lo supererò. Gli esami non mi temprano, quando le prendo non
rimango al mio posto, ma corro via e scompaio dietro le botte. Devo
essere lieto del fatto di non essere riuscito a sposarmi? Allora
sarai divenuto immediatamente ciò che ora sto diventando per gradi:
pazzo. Con pause di rinsavimento più e più brevi durante le quali,
non io, ma l'altro raccoglie le forze.
La cosa strana sulla quale finalmente potrei porre con una la mia
attenzione, è che tutte le persone nei miei confronti sono oltre
misura buone e, se voglio, immediatamente pronte al sacrificio, da
quella per me meno significativa a quella più eccelsa. Da ciò ho
tratto delle conclusioni sulla natura umana in genere e mi sono
sentito ancora più oppresso. Ma probabilmente non è giusto, gli
uomini si comportano in questa maniera solo nei confronti di
quell'individuo che non riescono in nessun modo ad aiutare.
Un particolare senso dell'olfatto rivela loro la presenza di un caso
del genere. Anche nei tuoi confronti Max, molte persone (non tutte)
sono buone e pronte al sacrificio, ma tu poi ricambi il mondo in
maniera incessante, è una vera e propria partita di giro (per questo
tu puoi anche bilanciare umanamente cose che io a malapena posso
toccare), io invece non pago niente o almeno non agli uomini.
Franz Kafka - Lettera al padre
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