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Nietzsche
Seconda lettera spedita a Burckhardt il 5
gennaio 1889
Jacob Burckhardt
Caro signor professore,
alla fine sarei stato molto più volentieri professore basileese che
Dio; ma
non ho osato spingere così lontano il mio egoismo privato, da
tralasciare, per causa sua, la creazione del mondo. Lei vede,
bisogna fare sacrifici, come e dove si viva. – Tuttavia, mi sono
riservata una piccola camera da studente che si trova di fronte al
Palazzo Carignano (- nel quale sono nato come Vittorio Emanuele) e
oltre a ciò permette di sentire, dal proprio tavolo di lavoro, la
magnifica musica nella Galleria Subalpina. Pago 25 franche con
servizio, preparo il mio tè e faccio tutte le spese da solo, soffro
di stivali rotti e ringrazio ogni momento il cielo per il vecchio
mondo, per il quale gli uomini non sono stati abbastanza semplici e
silenziosi. – Poicè sono condannato a intrattenere la prossima
eternità con cattive spiritosaggini, ho qui un’attività scrittoria,
che invero non lascia nulla a desiderare, molto carina e
nient’affatto faticosa. La posta è a cinque passi, imbuco io stesso
le lettere per trasmettere il grande fogliettonista “der grende
monde”. Naturalmente, sono in stretti rapporti con il Figaro, e
affinchè lei abbia un’idea di quanto io possa essere innocuo,
ascolti le mie prime due cattive spiritosaggini:
Non prenda troppo sul serio il caso Prado. Io sono Prado, sono anche
il padre di Prado, oso dire che sono anche Lesseps…. Vorrei dare ai
miei parigini, che amo, una nuova idea - quella del criminale
dabbene.
Seconda spiritosaggine. Saluto gli immortali. Daudet appartiene ai
quarante.
Astu
Quel che è spiacevole e nuoce alla mia modestia è che io, in fondo,
sia ogni nome nella storia; anche per i figli che ho messi al mondo
le cose stanno in modo tale, che rifletto con una qualche diffidenza
se tutti quelli che vengono nel “regno di Dio” vengano anche da Dio.
Per due volte, questo autunno, mi sono trovato, vestito il meno
possibile, al mio funerale, dapprima come conte Robilant (- no,
questi è mio figlio, in quanto io sono Carlo Alberto, la mia natura
sotto) ma Antonelli ero proprio io. Caro signor professore, lei
dovrebbe vedere questo edificio; dato che sono assolutamente
inesperto nelle cose che creo, a lei qualsiasi critica; io sono
grato, senza poter promettere di trarre vantaggio. Noi artisti siamo
incorreggibili. – Oggi mi sono vista un’operetta –genial-moresca – e
anche constatato con piacere, in questa occasione, che adesso Mosca
come pure Roma sono cose grandiose. Vede, anche per il paesaggio
cono mi si nega del talento. – Rifletta, facciamo una bella
chiacchierata, Torino non è lontana, per ora non ci sono impegni
professionali molto seri, sarebbe possibile procurare un bicchiere
di valtellinese. Prescritto il negligè. Con cordiale affetto, Suo
Nietzsche
Riguardante la seconda spiritosaggine in cui Nietzsche si firma
Astu..
Che cosa significa “Astu”? Secondo il Bernoulli, a cui rimandano
tutti i commentatori, Astu sarebbe per Aster, l’eroe che s’incontra
nella satira di Daudet, apparsa nel 1888 col titolo L’Immortel e
diretta contro l’Accademia di Francia. Si tratterrebbe insomma di un
lapsus patologico di Nietzsche, in preda ai sogni provocati dal
cloralio.. Sembra poco probabile che Nietzsche, dopo aver scritto
giusto il nome di Daudet, storpi poi aster in Astu. E se fosse un
nome inventato da lui? Un amico torinese appassionato cultore di
Nietzsche, cioè Italo Dongiovanni, ha perfino pensato che Astu
volesse dire “astuto”.. è un’ipotesi come un’altra…
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