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UNA
LETTERA A MARTA ABBA
E così meditava una rivalsa contro d'Annunzio
Pirandello non ha mai perdonato a
d'Annunzio il successo facile e precoce. Non dintenticando che la relazione
con la Duse ha spalancato al concorrente i teatri, mentre a lui ogni porta
era sbarrata, coglie al balzo l'opportunità, che Torre gli offre nel 1931,
di mettere in scena la vicenda amorosa tra Gabriele ed Eleonora. Ne parla in
una lettera a Marta Abba, con un'eccìtazione che tradisce il malumore
vendicativo:
«In questo momento mi telefona Torre dal suo ufficio per dirmi che ha finito
di leggere l'ultimo lavoro di Jacinto Benavente Il rovescio della porpora,
che ha avuto in Ispana un grarzdissimo successo; e desidera che io te lo
segnali, per il caso che Tu lo voglia prendere in esame. Il lavoro tratta
della pretesa tragedia amorosa di Eleonora Duse con Gabriele d'Annunzìo. Io
ho i miei dubbi sull'esito che un tal lavoro potrebbe avere ìn Italia, dato
e non concesso che la censura lo lasci passare. (Ho pensato che forse
gioverebbe che Tu includessì nel Tuo repertorio questo lavoro. ( io l'ho
letto questa notte, non potendo dormire: non val nulla; è tutto dì maniera,
invece di commuovermi mi ha fatto ridere: ma ha una gran "partona", e c'è la
morte dì °Laura Dolenti' com’è chiamata la Duce) che fa un certo effettaccìo
(.. alla traduzione penserei io. Per la mia Marta sono disposto a fare
questo e altro».
Marta Abba
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