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Edito nel 1499 a
Venezia da Aldo Manuzio l’Hypnerotomachia è il più splendido degli
incunabuli italiani e racchiude una cultura umanistica, antiquaria,
letteraria e artistica di notevole rilievo e di ampia rilevanza per la
produzione letteraria e artistica del secolo successivo. Le
centosettantuno silografie, probabilmente di diverse mani, hanno un
inusuale peso all’interno dell’opera ed esercitarono una incessante fonte
di ispirazione per emblematisti, mitografi, impresisti e non ultimi i
pittori, riflettendo conoscenze antiquarie di fine Quattrocento sia per
quel che riguarda i rilievi, i geroglifici, i monumenti che da un punto di
vista propriamente artistico per le tangenze con la pittura antiquariale
padovana e con quella romana nell’ambito del Pinturicchio. L’opera uscì
anonima ma un acrostico formato dalle prime lettere di ciascun capitolo
permettono di identificare l’autore in «frater Franciscus Columna
peramavit». L’identità del frate Colonna è stata a lungo dibattuta tra chi
sosteneva la sua appartenenza all’ambiente veneto e lo voleva frate
domenicano di San Giovanni e Paolo a Venezia (Casella-Pozzi 1959) e chi
invece, ritenendo impossibile che un oscuro frate veneziano possedesse la
poderosa cultura umanistica e antiquaria contenuta nel romanzo,
individuava nel romano Francesco Colonna principe di Palestrina l’autore
dell’opera (Calvesi 1980; 1996), si spiegherebbero così i costanti
riferimenti a monumenti romani ed in particolare al tempio della Fortuna
Primigenia di Palestrina, gli evidenti punti di contatto con gli studi di
Annio da Viterbo e non da ultimo il peso che ebbero per l’autore le opere
di Leon Battista Alberti, al servizio a Roma dei Colonna. Il Calvesi
suppone ancora che la data 1467 segnata a chiusura del libro non indichi
l’anno di composizione ma di ambientazione, e che la prima sia da
collocare agli anni novanta; solo così sono comprensibili i riferimenti al
De re aedificatoria di Alberti del 1489, alla Cornucopia di Perotti del
1476, all’Arcadia del Sannazzaro del 1480-84, agli Epitoma di Annio da
Viterbo del 1491 circa. |