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La storia inizia
nell'Ottocento,quando nascono le prime grandi collane popolari, come
la "Reklam" tedesca, che hanno formato persone anche di umili
condizioni non solo prima della tv ma anche prima della radio e
persino del cinema. Per restare in Italia occorre partire dalla
'Biblioteca universale' Sonzogno. Erano piccoli libretti dalla
copertina giallastra, la carta quasi grigia, i caratteri
piccolissimi vietati ai presbiti. Più di una generazione di persone
dalla scarsa scolarità si è educata su quei libri, in cui non si
trovavano solo opere di narrativa. Nel 1900 la "Biblioteca"
pubblicava la prima traduzione italiana delle leggi delle Dodici
Tavole. Il fatto straordinario era che i fedeli della collana
leggevano tutto, 1`Universale" Sonzogno (un volumetto costava 25
centesimi) era il paradiso dell'autodidatta, che vi poteva trovare
anche i libri che il parroco sconsigliava. Per questo quei volumetti
erano compitati a lume di candela, rubando ore al sonno, da operai
socialisti e anarchici, che divoravano Voltaire e Goethe, Rousseau e
I fiori del male di Baudelaire, Lazarillo di Tormes e Foglie d'erba
di Withman. Ma non era solo editoria per autodidatti. In un
intervista di Corrado Stajano a Eugenio Garin, il grande storico
della filosofia confessava di essere nato alla cultura sui titoli
della "Universale" Sonzogno.
Il modello era stato imitato nel
secondo dopoguerra da quella" Universale economica" detta poi del
Canguro, prima ancora di fiorire per i tipi di Feltrinelli,quando
appariva in librettini lunghi e stretti e veniva venduta alle feste
dell'Unità. Non si pensi che perché era d'ispirazione comunista
ospitasse solo scrittori marxisti: vi si trovavano Boccaccio e
Merimée, Maupassant e Dickens, oltre naturalmente tanti russi, pre e
post rivoluzionari. |
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Ed era più o meno l'epoca in cui
nasceva la Bur, forse la più fortunata e longeva di tutte le sue
consorelle, su cui si è educata la generazione divenuta adulta nel
dopoguerra (ma in fondo anche buona parte della precedente), coi
suoi volumi formato libro da messa,copertina grigia da involto di
macellaio o di droghiere, pagine fitte ma legatura indistruttibile,
da poter essere letti in ogni situazione - e il gioco di ogni
bibliofilo consiste non nel ricordare che cosa la Bur abbia
pubblicato bensì scoprire qualcosa che non abbia pubblicato, nel suo
svariare dalle Notti attiche di Aulo Gellio al Visconte di
Bragelonne, da Lope de Vega a Sabatino Lopez.Poi c'erano le collane
per raffinati, come i "Classici del ridere" di Formiggini, e quelle
per i giovani. La "Scala d'oro", faceva raccontare i classici delle
letteratura . Una collana giovanile popolarissima è stata "La
biblioteca dei miei ragazzi" di Salani. Essa non proponeva grandi
capolavori, ma romanzetti scritti per lo più da attempate signore
francesi per giovanette francesi, apparse in francese nella
Bibliothèque de Susette. Tradotte in italiano, grottescamente
adattando nomi di persone e di luoghi a situazioni nazionali, mentre
la storia e le illustrazioni rinviavano evidentissimamente a un
altro paese, quei libretti cartonati hanno fatto sì che coloro che
oggi hanno superato almeno i cinquanta non possano non fremere
ascoltando titoli come La piccola pantofola d'argento, Otto giorni
in una soffitta, L'erede di Ferlac, La torre dell'alchimista, Il
mistero del castello, La pupilla del cardinale, Un pierrot e tre
bambine, Per l'onore di Roccabruna, La tribù dei conigli selvatici,
I fantasmi maliziosi, Il castello di ghiaccio, Il mistero di
Morande, La torre del nord, La teleferica misteriosa, Il
braccialetto indiano, Il circo Barletta, Il signor Tito poliziotto
privato... |