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Cronologia della riflessione linguistica |
| Il XX secolo e la svolta linguistica |
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Il XX secolo si caratterizza per lo
sviluppo di sistemi logici che portano, nella seconda metà del secolo, alla
costruzione di macchine per una elaborazione generale dell'informazione
(calcolatori). I filosofi anglosassoni e i positivisti austro-tedeschi
(circolo di Vienna), eredi della reazione neokantiana all'idealismo, hanno
spesso svolto un ruolo di pionieri in questo campo, facendo del linguaggio
uno degli oggetti essenziali della loro riflessione. La linguistica, tornata
a un approccio sincronico, resta relativamente esclusa da questo movimento,
fino alla fine degli anni cinquanta. Essa procede su basi autonome e
fornisce una metodologia originale (lo strutturalismo) che le riserva un
ruolo di scienza pilota tra le scienze umane. A metà degli anni trenta si
comincia a elaborare la teoria dei linguaggi formali. A poco a poco i
linguisti iniziano a interessarsi sia alla logica sia alla teoria
dell'informazione. Dopo la seconda guerra mondiale si avvia un movimento di
matematizzazione della grammatica delle lingue naturali che cerca di
collocare quest'ultima accanto alla teoria dei linguaggi formali. Questo
movimento, dominato, dal punto di vista sociologico, dalla grammatica
generativa, coincide con una crescita senza precedenti delle università e
con un'estrema specializzazione delle ricerche. Dal punto di vista
geografico è caratterizzato dall'egemonia americana. Alla fine del secolo,
il tecnicismo estremo delle discussioni incoraggia una grande proliferazione
di modelli teorici. La nuova frontiera tecnica dell'automatizzazione della
comunicazione umana determina molte attività nel settore delle cosiddette
industrie della lingua (per esempio, i dizionari elettronici). Tuttavia, non si deve pensare a uno sviluppo monolitico delle scienze del linguaggio. A fianco dei sistemi formali, continuano a svilupparsi studi empirici basati sulla diversità delle lingue, che danno luogo, in particolare, a programmi induttivi di ricerca degli universali (Greenberg) e a modelli esplicativi concepiti non (o non esclusivamente) in termini di calcolo, ma in termini di funzionalità. La specializzazione universitaria determina, analogamente, la nascita, nell'area anglosassone, di una sotto-disciplina detta «filosofia del linguaggio» che si occupa, in particolare, di problemi di riferimento e verità, ma spesso non tiene conto della diversità delle lingue naturali. Questa corrente, che deriva da una riflessione sui sistemi logici, interferisce variamente con le ricerche sulle lingue naturali, in particolare con la riscoperta dell'importanza degli atti linguistici (pragmatica). I filosofi «continentali», molti dei quali si ispirano alla fenomenologia di Husserl, hanno in gran parte rifiutato questo tipo di approccio, giudicato troppo positivista (Heidegger; Derrida, 1967; Deleuze, 1969; Apel, 1973); alcuni (Gilson, 1969) hanno radicalmente negato che una scienza positiva possa afferrare la vera natura del linguaggio. Da notare la crescente importanza dei lavori di semiotica. 1900, S. Freud (1856-1939), Die Traumdeutung. 1900, W. Dilthey (1833-1911), in Die Entstehung der Hermeneutik, propone una distinzione tra spiegazione e comprensione; le scienze della natura rientrano nel primo tipo di approccio, le scienze umane, o scienze dello spirito, nel secondo. 1900, E. Husserl (1859-1938), inizio della pubblicazione delle Logische Untersuchungen. 1901, S. Freud, in Zur Psychopathologie des Altagslebens, dà un'interpretazione degli errori linguistici, come derivanti dalle intenzioni del soggetto, alcune delle quali inconscie. 1901, A. Thumb (1865-1915) e K. Marbe (1869-1953), Experimentelle Untersuchungen uber die psychologischen Grundlagen der sprachlichen Analogiebildungen. 1901, B. Russell (1872-1970) scopre delle antinomie nel sistema di Frege (paradosso dell'insieme di tutti gli insiemi che deve e non deve includere se stesso). Come soluzione, il sistema dei Principia Mathematica proporrà una gerarchia di oggetti e di funzioni (teoria dei tipi). 1901, A. Naville, nella seconda edizione della sua Nouvelle classification des sciences, sviluppa l'idea di Saussure secondo cui la sociologia comprenderebbe una disciplina, la semiologia, di cui la linguistica rappresenta la parte più avanzata. 1902, B. Croce (1866-1952), Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale. 1902, L. Couturat (1868-1914), Pour la langue internationale. 1904, K. Vossler (1872-1949), Positivismus und Idealismus in der Sprachwissenschaft. In contrasto con il positivismo dei neogrammatici, lo spirito è concepito come il vero fondamento del linguaggio. 1905, K. Vossler, Sprache als Schópfung und Entwicklung. 1905, B. Russell, articolo On Denoting. 1908, A. Marty (1847-1914), Untersuchung zur Grundlegung der allgemeinen Grammatik und Sprachphilosophie. 1908, A. Meillet (1866-1936), Les dialectes Indo-européens. Sotto l'influenza del diffusionismo, della dialettologia e della geografia linguistica abbandona la nozione di proto-lingua per quella di lingua comune. 1909, P. Menzerath (1883-1954) pubblica un articolo (Psychologische Untersuchungen uber die sprachliche e Kontamination) che studia il fenomeno linguistico della contaminazione dal punto di vista della psicologia empirica. 1910, 1912, 1913, B. Russell e N. Whitehead pubblicano i Principia Mathematica, che sviluppano il programma del logicismo (la matematica pura può essere stabilita in termini puramente logici). 1910, A. Marty, Zur Sprachphilosophie. Die «logische lokalistische» und andere Kasustheorie,sulla teoria del caso. 1911-14, j. Damourette e E.Pichon, Dès mots à la pensée. Essai de grammaire de la langue francaise. Per la sua ampiezza e per la diversità dei fenomeni trattati, quest'opera rappresenta il maggiore compendio di grammatica mai pubblicato. 1911, F. Boas (1858-1942), Handbook of American Indian languages. 1911, Lady V. Welby (1837-1912), Significs and Language. The Articulate Form of Our Expressive and Interpretative Resources. Attraverso i suoi molteplici rapporti epistolari (con Peirce, Russell, ecc. ) riesce a diffondere l'idea di una disciplina, la significs, che dovrebbe vertere sulla comunicazione umana e sui mezzi per migliorarla. Le sue idee influenzeranno la scuola intuizionista olandese di matematica e logica. Ogden e Richards saranno suoi seguaci. 1915, L.
Lówenheim, in un articolo sulle possibilità nel
calcolo delle relazioni, dimostra un teorema che presto diventerà famoso e
che può essere cosí espresso: se una formula di calcolo dei predicati di
primo ordine è vera in un universo non vuoto, essa è vera per l'universo
degli interi positivi. 1915-24, Circolo linguistico di Mosca, animato da R. Jakobson (1896-1982); si interessa sia di linguistica che di tradizioni popolari. 1916, gli allievi di Saussure pubblicano il Cours de linguistique generale, sulla base degli appunti delle lezioni da lui tenute a Ginevra nel 1907, 1908-9, 1910-11. 1916, M. Heidegger (1889-1976), Die Kategorien- und Bedeutungslehre des Duns Scotus. 1916, il filosofo polacco S. Lesniewski (1886-1939) pubblica i Fondamenti della teoria generale degli insiemi, che contiene il primo approccio alla mereologia (lett. teoria delle parti). Obiettivo della disciplina è risolvere i paradossi della teoria degli insiemi senza ricorrere al formalismo logico di Russell. 1917, L. Wittgenstein (1889-1951), Tractatus logico-philosophicus, unica opera pubblicata in vita, se si eccettua un articolo poi sconfessato. 1918, j. Gilliéron (1854-1926), La faillite des lois phonétiques. 1918, B. Russell, articolo "The Philosophy of Logical Atomism, il filosofo tornerà sulla questione nel 1924 (con l'articolo Logical Atomism), per difendere la sua posizione realista contro l'idealismo di F. H. Bradley. 1919, B. Russell, On propositions. What They Are and How ThEY Mean (articolo che segna l'inizio di una seconda fase nella filosofia di Russell). 1919, articolo di F. L. G. Frege, Der Gedanke. 1921, E. Sapir (1884-1931), Language. 1922, E. Cassirer (1874-1945), Philosophie der symbolischen Formen, I:Die Sprache. 1922, O, Jespersen 1860-1943, Language. Its Nature, Developmen and Origin. 1923, J. Vendryes (1875-1960), Le langage. Introduction linguastique à l'histoire. 1923, gli inglesi C. K. 0gden (1899-1952) e I. A. Richards 1893-1979 pubblicano una vasta sintesi sulla natura del segno linguistico (The Meaning of Meaning. A Study of the Influence of Language upon Thought and of Science of Symbolism). Divulgheranno la classica concezione ternaria del segno come relazione di un suono con un pensiero (un concetto) e un riferimento esterno. 1924, O. jespersen, Thc Philosophy of Grammar. 1924, per impulso di L. Bloomfield ( 1887-1949 ) viene fondata l'American Society of Linguistics e la sua rivista «Language». 1925, j. B. Watson (1878-1958) pubblica Behaviorism, in cui espone la sua teoria del comportamento che esclude dalla psicologia ogni ricorso ad entità mentali: «Il behaviorismo sostiene che ciò che gli psicologi hanno finora chiamato "pensiero" non è che linguaggio interiore.» 1927, K. von Frisch, Aus dem Leben der Bienen, espone i principi della comunicazione olfattiva e gestuale delle api. 1927, j. Kurylowicz (1895-1978) riconosce i primi due coefficienti sonantici di Saussure nella h dello hittita (lingua morta di cui era stata di recente decifrata la scrittura). 1928, W. Propp (1895-1970), Morfologia della fiaba (in russo): analisi della struttura delle fiabe popolari russe basata sulle funzioni dei personaggi. 1928, I Congresso internazionale dei linguisti a L'Aia. 1928, R. Carnap (1891-1970), Der logische Aufbau der Welt. 1928, D. Hilbert e W.Ackerman, nel libro Grundzúge der theorethIschen Logik, pongono il problema della decidibilità (Entscheidungsproblem). 1929, E. Husserl (1859-1938), Formale und Transzendentale Logik.Versuch einer Kritik der logischen Vernunft. 1929, G. Guillaume (1883-1960), Temps et verbe. Théorie des aspects des modes et des temps. 1929, pubblicazione delle tesi del Circolo linguistico di Praga (in particolare, V. Mathesius, H. Becker, R. Jakobson, N. Trubetzko) e S. Karcevski, vecchio allievo ginevrino di Saussure). «Non si può comprendere alcun fatto di lingua senza considerare il sistema cui esso appartiene.» 1929, le tesi di N. J. Marr (1865-1934), in seguito ai dibattiti all'Accademia Sovietica delle Scienze, sono dichiarate «espressione del marxismo in linguistica». Il linguista sovietico difende sin dall'inizio del secolo l'idea che il linguaggio è il riflesso della coscienza sociale. Soprattutto sviluppa tesi sulla preistoria dell'umanità: anticamente si sarebbe parlata un'unica lingua («la lingua japhetica») dal Caucaso e dall'Asia minore ai Pirenei; essa sarebbe in relazione con le lingue semitiche, ma da esse distinta. Le teorie di Marr, basate su arditi accostamenti, lo portano a criticare la linguistica indoeuropea, in generale, e i neogrammatici in particolare. Due volumi di testi scelti vengono pubblicati nel 1933 e nel 1936. I suoi allievi occupano posizioni strategiche nel mondo della linguistica sovietica. 1930, K. Gòdel, articolo Uber forma) unentscheidbare Satze der «Principia Mathematica» und verwandter Systeme. 1931, R. Carnap, Die physikalische Sprache als Universalsprache der Wissenschaft. Il filosofo sostiene l'idea che gli enunciati di base della scienza sono gli «enunciati protocollari», resoconti di osservazioni dirette. L'anno successivo pubblica sulla rivista «Erkenntnis» l'articolo Uberwindung der Metaphysik durch logische Analyse der Sprache. 1932, A. H. Gardiner (1879-1963), The Theory of Speech and Language, studio degli atti linguistici. 1932-35, A. Church (nato nel 1903) formula la nozione di astrazione lambda; i suoi lavori e quelli di S. C. Kleene (nato nel 1909) permettono di definire le funzioni lambda-definibili. 1933, A. Korzybsky (1879-1950), Science and Sanity, an Introduction to Non-Aristotelian Systems and General Semantics. 1933, L. Bloomfield, Language. I lavori di Bloomfield e della sua scuola, assieme a quelli di Z. Harris, definiscono il cosiddetto «strutturalismo americano», inizialmente rivolto, in gran parte, alla descrizione delle lingue orali americane (Sapir). 1933, A. Tarski (1901-1983) pubblica in polacco l'articolo sul Concetto di verità nelle lingue formalizzate. 1933, K. Goldstein (1878-1975), L'analyse de l'aphasie et I'étude de l'essence du langage, articolo pubblicato sul « Journal de psychologie normale et pathologique», in un numero interamente dedicato alla psicologia del linguaggio. 1934, A. Heyting 1896-1980, nella sua opera Mathematische Grundlagenforschung. Intuitionismus. Beweistheorie, presenta una logica adattata ai concetti intuizionisti del matematico L. E. J. Brouwer. Essa non ammette tra i suoi assiomi il terzo escluso. 1934, K. Buhler (1879-1963), Sprachtheorie. Die Darstellungsfunktion der Sprache. 1934, L. S. Vygotskij (1896-1934), Pensiero e linguaggio (in russo). 1934, K. Gódel, On Undecidable Propositions of Formal Mathematical System (articolo che introduce le funzioni ricorsive generali). 1934, R. Carnap, Logische Syntax der Sprache, tradotta in inglese nel 1936,l'opera ebbe un'enorme risonanza. 1935, K. Ajdukiewicz (1890-1963), articolo su Die syntaktische Konnexitat. Il calcolo presentato sta alla base delle grammatiche categoriali. 1935, G. K. Zipf (1902-1950), De Psycho-Biology of Language: an Introduction to Dynamic Philology. 1936, O. Neurath (1882-1945), tra i fondatori del positivismo logico, nella sua opera International Picture Language, presenta i principi fondamentali dell'ISOTYPE (International System Of TYpographic Picture Education), sistema pasigrafico il cui obiettivo è creare un certo numero di pittogrammi in sé comprensibili, senza bisogno di ricorrere a un nesso definito tra i segni e le parole. 1936, G. Gentzen (1909-1945), nelle sue Untersuchungen úber das logischen Schliessen, presenta due versioni della logica dei predicati. La prima, la deduzione naturale, si fonda su formule ipotetiche e non su assiomi. 1936, A. F. Ayer (nato nel 1910), in Language, Truth and Logic, sostiene che una frase significa letteralmente soltanto se ciò che essa esprime è empiricamente verificabile. 1936, R. Carnap, in Testability and Meaning, pone il problema dei predicati disposizionali che, come «solubile in acqua», esprimono una proprietà che si manifesta soltanto in un test specifico. 1936, W. V. O. Quine (nato nel 1908) nel suo articolo Truth by Convention critica le tesi di Carnap. 1936, A. Church enuncia la tesi secondo cui le funzioni lambda definibili coincidono esattamente con ciò che si intende per calcolo. 1936, A. Church e S. C. Kleene dimostrano l'identità della classe delle funzioni ricorsivamente calcolabili e quella delle funzioni lambda-definibili. 1937, O. lespersen, Analytic Syntax. 1937, A. Turing (1912-1954) propone il suo modello di macchina teorica per definire rigorosamente la calcolabilità; avanza la tesi secondo cui la «macchina di Turing» coincide esattamente con ciò che si intende per calcolo; dimostra che la classe delle funzioni calcolabili con la macchina di Turing è identica a quella delle funzioni lambda-definibili. 1938, Ch. Morris (1901-19î9) tenta di costruire una teoria del linguaggio sulla base di una teoria dei sistemi di segni; questa semiotica è divisa in tre parti: sintassi, semantica e pragmatica (Foundations of the theory of Signs). Continuerà le sue ricerche con Signs, Language and Behavior (1955). Nella sua ultima opera (Signification and Significance, 1964 adottera una teoria del segno a cinque termini. 1939, N. Trubetzkoy (1880-1938), Grundzuge der Phonologie. 1940, B. Russell, Meaning and Truth. 1941, A. Church, articolo The Calculi of Lambda-Conversion. 1942, R. Carnap, Introduction to Semantics. 1943, COLOSSUS, macchina críptografica elettrica, che utilizza funzioni booleane, entra in funzione negli Stati Uniti. 1943, W. McCulloch e W. Pitts, nel loro articolo A Logical Calculus of the Ideas Immanent in Nervous Activityy, presentano un'analogia tra sistemi nervosi e reti elettriche che permettono il calcolo delle funzioni logiche. 1943, L. Hjelmslev (1899-1965), 1 fondamenti della teoria del linguaggio (in danese). La glossematica della scuola di Copenhagen avrà una grande influenza sullo strutturalismo europeo (Martinet) e sulla semiologia (Greimas). 1944, A Tarski, articolo su The Semantic Conception of Truth and the Foundations of Semantics. 1945, j. Piaget, La formation du symbol chez l'enfant. 1946, Z. S. Harris (1909-1992), nel suo articolo From Morpheme to Utterance, sviluppa l'idea di una teoria grammaticale fondata sulla generazione di frasi in due tappe, prima le strutture di base, poi le altre strutture ottenute dalla trasformazione delle prime. 1946, E. Post, in un articolo del Bollettino della società americana di matematica, dimostra che il problema della corrispondenza tra due termini appartenenti a due diverse lingue formali è indecidibile (problema di Post). 1947, K. Pike (nato nel 1912), Phonemics: a TeChnique for Reducing Language to Writing, sintetizza la competenza degli strutturalisti americani nell'ambito della fonologia. 1947, E. Benveniste (1902-1976), Noms d'agents et noms d'action en indoeuropéen. 1948, W. V. O. Quine, nel suo articolo On What There Is, inaugura le sue ricerche ontologiche. 1948, B. Russell, Human Knowledge Its Scope and Limits. 1949, D. Hebb, nella sua opera The Organization of Behavior, presenta un modello di funzionamento psicologico in forma di reti di neuroni formali. 1949, W. Weaver e C. E. Shannon: The Mathematical Theory of Communication, che riprende tre articoli pubblicati nel 1946 nel «Beli System Technical Journal». 1950, P. W. Strawson (nato nel 1919) pubblica sulla rivista « Mind» un articolo (On Referring) che critica la teoria russelliana delle descrizioni definite attraverso la teoria delle presupposizioni. 1950, gli allievi di Marr, riallacciandosi agli interventi del biologo T.D. Lysenko all'Accademia delle scienze agrarie (1948), contrappongono alla «scienza borghese» (la linguistica europea e americana) la «scienza proletaria». La «Pravda», organo centrale del partito comunista sovietico, pubblica una raccolta di interventi di critica al marrismo, a cui rispondono i sostenitori della dottrina. Il 20 giugno lo stesso giornale pubblica un testo di Stalin che afferma che la lingua non è semplicemente una sovrastruttura, essendo comune a tutti i membri di una società e non dipendente dalla struttura delle classi sociali. A questa condanna del marrismo seguiranno, 1l 27 giugno, articoli di linguisti che riabilitano la grammatica comparata. 1951, Preliminaries to Speech Analysis di Jakobson, Fant e Halle. 1951, Z. S. Harris (1909-1982), Methods in Structural Linguistics. 1951, W. V. Q. Quine, nel suo articolo Two Dogmas of Empiricism, critica le nozioni di sinonimia e analiticità che stanno alla base del sistema di Carnap. 1952, Z. S. Harris pubblica su «Language» un lungo articolo in cui definisce l'analisi del discorso come studio delle classi d'equivalenza contestuali nell'enunciato. Questo metodo consente l'analisi dell'enunciato consecutivo (scritto oppure orale) di lunghezza superiore alla frase canonica studiata dalla tradizione logica e grammaticale. 1952. L T. Gelb. A Studi of Writing. 1953. W. V. O. Quine. From a Logical Point of View. 1953, L. Wittgenstein, Philosophische Untersuchungen, ms. in 693 sezioni redatte negli anni 1936-45 e 1947-49; si tratta del piú compiuto testo postumo; la sua presa di distanza critica dal Tractatus segna l'inizio della filosofia del secondo Wittgenstein, cui si ispirerà la filosofia del linguaggio ordinario; avrà una notevole ripercussione sulla riflessione linguistica. 1953, J. Lacan (1901-1981), al congresso di psicoanalisi di Roma, presenta una comunicazione sul ruolo del linguaggio nell'inconscio. 1953, R. Barthes (1915-1980), Le degré zéro de l'écriture. 1956, edizione inglese degli articoli di Tarski, Logic, Semantics, Metamathematics. 1956, R. jakobson (1896-1982), Two Aspects of Language and Two Types of Aphasic Disturbances. 1956, R. Jakobson e M. Halle, Foundamentals of Language. 1956, pubblicazione postuma di B. L. Whorf (1897-1941), Language, Thought and Reality, raccolta di note personali e di articoli pubblicati. 1956 colloquio intitolato Artificial intelligence, presso il Dartmouth College (New Hampshire). 1956, colloquio di Royaumont, che vede riuniti Austin, Ayer, Quine, Strawson e alcuni fenomenologi francesi. 1957, A. N. Prior (1914-1969), Time and Modality. 1957, Chomsky : in Syntactic
Structures, N. Chomsky (nato nel 1928) riprende l'idea di una teoria
grammaticale basata sulla produzione o generazione di frasi secondo un
duplice processo: vengono innanzitutto generate delle strutture di base
(struttura profonda), le quali vengono poi sottoposte a trasformazioni
(struttura superficiale). La grammatica è intesa come un insieme di
componenti algoritmiche che generano le frasi della lingua. La componente
sintattica è prioritaria e autonoma rispetto alla componente semantica. Le
regole della grammatica possono essere paragonate alle regole di riscrittura
dei linguaggi formali. In seguito, Chomsky cambierà posizione su
parecchi punti, ma il suo
programma di ricerca comporterà sempre l'assunzione di entità intenzionali
(mentalismo).
(1973) vengono formulati
alcuni nuovi elementi: applicazione cieca delle regole di trasformazione
indipendentemente dalle relazioni grammaticali o semantiche; le regole
semantiche (componenti interpretative della grammatica) si applicano alla
struttura profonda e alla struttura superficiale; alcune proprietà del
linguaggio sono colte in base a principi molto generali, le norme che non
hanno la forma di regole di riscrittura (per esempio: nessun sintagma
nominale che si dirama a sinistra sotto un altro sintagma nominale può
essere ricavato da quest'ultimo); le regole di trasformazione vengono
sostituite da una regola generale di spostamento degli elementi della
struttura profonda («muovi alpha», dove «alpha» può essere una qualsiasi
categoria); gli elementi spostati lasciano delle «tracce»; tra la struttura
superficiale e la rappresentazione semantica prende posto una nuova
componente, la forma logica.
1970,
Pragmatica and Intensional Logic.
Historiographia linguistica»
(Amsterdam, 1974) e « Histoire, épistémologie, langage» (Lille,
1979). |