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Non c'è più
il modo simbolico come suprema strategia del linguaggio, parliamo
indirettamente, di sguincio e di striscio, sempre per simboli, perché
siamo malati di linguaggio. Dove non c'è regola riconoscibile non c'è
neppure deviazione della norma. Tutti parliamo in poesia, tutti sveliamo
qualcosa, anche quando diciamo che pagheremo l'assicurazione martedì. Che
pena, un mondo così dannatamente orfico, dove non c'è spazio per il
linguaggio del portinaio. Dove non può parlare il portinaio, tace anche il
poeta. |