Leggere e scrivere i numeri decimali

I numeri decimali si possono scrivere in vari modi; ad esempio, il numero 0,25 si può scrivere come oppure come .

Nella scrittura decimale di un numero decimale, la virgola separa la parte intera da quella decimale. I numeri interi sono numeri decimali con parte decimale uguale a 0.
 

1. Leggere i numeri decimali

Per leggere correttamente i numeri decimali, è sufficiente individuare il posto esatto occupato da ogni cifra che compone il numero.
 
La figura 1 ci dice quali sono i nomi delle cifre secondo il posto che occupano rispetto alla virgola.

 

 

Esempi:
● il numero 504,36 si legge: “504 unità e 36 centesimi” o anche “504 virgola 36”;
● il numero 47,8951 si legge: “47 unità e 8951 decimillesimi” o anche “47 virgola 8951”.
 

2. Scrivere i numeri decimali

2.1. Raggruppiamo le cifre a tre a tre

La parte intera di un numero decimale si scrive raggruppando le cifre a tre a tre, partendo da destra verso sinistra.

 
Esempi:
● “ottantasei milioni settecentodieci mila tredici” si scrive: 86.710.013;
● “ottantamila tre e sessantanove centesimi” si scrive: 80.003,69.
 
Nota: In genere si evita di raggruppare le cifre nei numeri a quattro cifre: “millequattrocentonovantadue” si scrive: 1492 e non 1.492.
 

2.2. Utilizziamo le frazioni decimali

Per scrivere un numero decimale è anche possibile utilizzare le frazioni decimali.
 
Esempio:
Il numero 6,789 si può scrivere anche come , oppure , o ancora .
 

3. Un po’ di storia…

La prima opera conosciuta in Europa in cui comparve una notazione per i numeri decimali (vale a dire, un modo specifico per scriverli) apparve nel 1582 con il titolo De Thiende (Il Decimo); il suo autore, Simon Stevin (conosciuto in Italia come Stevino), era un matematico fiammingo. La notazione che propose, piuttosto complessa, utilizzava un simbolo particolare per indicare le unità, un altro per i decimi, un altro ancora per i centesimi e così via.
 
Nel 1592 il matematico e orologiaio svizzero Jost Bürgi semplificò la scrittura di Stevino, utilizzando semplicemente il segno “°” per segnalare le cifre delle unità. Ad esempio, il numero 54,306 si scriveva 54°306.
 
L’italiano Giovanni Antonio Magini perfezionò la notazione introdotta da Bürgi sostituendo il pallino (°) con un punto posizionato tra le unità e le cifre decimali. È così che nacque la notazione dei numeri decimali utilizzata ancora oggi nei paesi anglosassoni. Ad esempio, nei paesi anglosassoni il numero 54,306 si scrive 54.306.
 
Nel 1608 l’olandese Willebrord Snell ideò la notazione con la virgola che utilizziamo oggi in Italia.