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Demetra
Nota presso i Romani con il nome di Cerere, è una
delle grandi divinità dei Greci. Dea della terra (il suo nome significa
secondo alcuni terra-madre; l'etimologia è discussa, ma per contro la
funzione della dea appare abbastanza chiara), era protettrice
dell'agricoltura e di tutti i frutti della terra.
La tradizione la voleva figlia di Crono e di Rea e sorella di Zeus, del
quale divenne anche sposa; dalla loro unione nacque Persefone, la
Proserpina dei Latini. Zeus, senza che Demetra ne fosse al corrente,
aveva promesso Persefone ad Aidoneo (altro nome di Ade, cioè Plutone, dio
degli inferi); e mentre la giovane, ignara, coglieva fiori nella pianura
di Nisa, località dalla collocazione imprecisata, secondo alcuni in Asia,
all'improvviso la terra si spalancò sotto di lei e Ade la trascinò via
con sé. Dopo aver vagato senza meta alla disperata ricerca della figlia,
Demetra apprese dal Sole che Persefone le era stata sottratta da Ade.
Furibonda, essa lasciò allora l'Olimpo, preferendo vivere sulla terra,
tra gli uomini, coprendo di favori e benedizioni tutti coloro che nei
suoi pellegrinaggi la accoglievano benevolmente e punendo crudelmente
quanti invece la respingevano. In tal modo i suoi vagabondaggi la
portarono presso
.
La collera di Demétra intanto aveva prodotto come conseguenza un
inaridimento generale della terra, che non produceva più frutti; Zeus,
allora, decise di incaricare Ermes di scendere nel mondo infero e di
riportare Persefone alla madre. Ade acconsentì alla restituzione di
Persefone, ma prima di lasciarla partire le diede da mangiare una
melagrana che si sarebbe rivelata gravida di conseguenze. Demetra infatti
riottenne la figlia e ritornò con questa sull'Olimpo; ma al tempo stesso,
per aver mangiato quella melagrana nel mondo sotterraneo, Persefone fu
obbligata a trascorrere un terzo dell'anno al fianco di Ade, rimanendo
invece sulla terra, con la madre, per il resto del tempo. La terra
riprese, allora, a produrre i suoi frutti.
Nella forma così riassunta il mito ci è stato tramandato nell'inno
omerico a Demetra, ma la leggenda subì in varie epoche e in vari ambienti
numerose modifiche e trasformazioni più tarde. Nei poeti latini, per
esempio, la scena del ratto di Persefone/Proserpina da parte di
Ade/Plutone fu ambientata nei pressi di Enna, in Sicilia; mentre
Ascalafo, l'unico che avesse visto Proserpina mentre mangiava nel mondo
sotterraneo, rivelò il fatto e fu conseguentemente trasformato in civetta
da Demetra .
Già gli antichi videro adombrati nel mito di Demetra e di Persefone
impliciti riferimenti ai cicli della natura, delle stagioni, dei
raccolti, in particolare ai frutti della terra che trascorrono parte
dell'anno nascosti sotto la superficie per poi sbocciare e fruttificare;
non senza richiami, messi in evidenza in più d'un testo filosofico e
forse anche nei misteri, al destino dell'uomo, il cui corpo sepolto sotto
terra come Persefone non impedisce però all'anima di raggiungere
l'immortalità in una continua dialettica di morte e di rinascita.
Al nucleo centrale della leggenda di Demetra, che riguarda la vicenda di
sua figlia, si aggiunsero poi in varie epoche altri miti secondari, di
minore importanza ma non meno noti. Uno di questi ricorda che Demetra,
per sfuggire alle attenzioni di Poseidone, si trasformò in giumenta; ma
Poseidone riuscì comunque a raggiungerla e da lui Demetra generò il
celebre cavallo ARIONE. Questo mito conobbe una certa diffusione
soprattutto in Arcadia, dove era collegato a una Demetra nera venerata a
Figalia raffigurata talora con testa equina: essa diede alla luce una dea
locale, Despoina, ovvero una puledra. Un'altra tradizione relativa
all'accoppiamento con Poseidone si riferiva a una Demetra Erinni venerata
a Thelpusa.
Un'altra leggenda vuole che essa si innamorasse di lasione, un giovane
cacciatore cretese (o un Ideo Dattilo?), al quale si concesse, nell'isola
di Creta, in un campo tre volte arato: dalla loro unione nacque Pluto, la
ricchezza. Si ricordava, inoltre, la punizione che inflisse a Erisitone,
il quale aveva osato distruggere un bosco a lei sacro: il giovane fu
tormentato con una terribile fame. È evidente, dall'esame dei miti più
tenebrosi che la riguardano, che Demetra, come dea della terra, può al
tempo stesso portare ricchi raccolti ma anche la siccità e la carestia.
Il suo rapporto con la terra ne fa inoltre una dea legata al mondo
infero. In Grecia si usava l'espressione «gente di Demetra» per indicare
i defunti.

Culti misterici
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