Mitologia

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Bacco


Appellativo di Dioniso (significava forse "virgulto", riferendosi agli attributi agrari del dio; sembra fosse di origine lidia), dio greco la cui figura è una delle più importanti e complesse della religione ellenica, nascendo da una manifestazione del divino che sembra compendiare sia la realtà della vegetazione nei suoi momenti di vita, morte e rinascita, sia le componenti drammatiche dell’esistenza umana che possono riflettersi in quel ciclo.



La tradizione mitica concernente Dioniso è vastissima e ricca di elementi discordanti. Secondo una versione, Dioniso era figlio di Persefone e del suo sposo infero, il quale veniva chiamato Ade, ma anche Zeus "Katachtonios" (sotterraneo) e Zagreo (nome attribuito a Dioniso stesso). Dioniso infatti appariva come una specie di secondo Zeus, o meglio egli possedeva il doppio volto – di adulto barbato e di fanciullo – proprio di Zeus. La tradizione orfica pose in evidenza questo particolare aspetto del dio, fondando su di esso uno dei principali misteri religiosi.
Nonno nei Dyonisiaca (6, 121) narra che Demetra nascose sua figlia Persefone-Core in una grotta della Sicilia, e là Zeus in forma di serpente si unì con lei. Così fu generato Dioniso, che secondo gli orfici era destinato a regnare sull’universo succedendo a Zeus. Oltre che figlio di Persefone e dello Zeus sotterraneo, Dioniso era anche considerato figlio di Semele e di Zeus. Semele era una dea per molti aspetti analoga a Persefone. Ma quando rimase incinta di Dioniso, volle che Zeus le si presentasse in tutta la sua pienezza divina e venne incenerita dal sovrano degli dei con il suo fulmine. Dal corpo di Semele Zeus trasse Dioniso non ancora nato e lo celò entro la propria coscia, partorendolo poi sul monte Nisa. Successivamente Dioniso trasse dagli Inferi la madre Semele, la rese immortale e le diede il nome di Tiona ("colei che è in furore estatico").
Con essa, divenuta immortale, Dioniso salì all’Olimpo.

 

Orfismo

Movimento religioso e filosofico di carattere iniziatico che ebbe origine nel VI o VII secolo a . C., la cui fondazione veniva fatta risalire al mitico personaggio di Orfeo. Il suo nucleo concettuale e dottrinale era costituito dalla polarità fra l'anima umana di origine divina e il corpo inteso come prigione che costringe a una vita inferiore, fino a quando non ci si libera attraverso una necessaria serie di reincarnazioni e per mezzo dell'iniziazione misterica a pratiche di natura mistica e orgiastica, o riti purificatori che consentono di giungere secondo una visione escatologica a una nuova esistenza più pura e perfetta.
 


 

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