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Argonauti
Gli
Argonauti sono delle figure della mitologia greca. Essi,
in numero di 55, parteciparono alla spedizione
finalizzata alla conquista del vello d'oro. Partirono
sulla nave Argo, guidati da Giasone.

Il vello d'oro era, secondo la mitologia greca, il vello
di ariete che Ermes donò a Nefele e che fu, in seguito,
rubato da Giasone
Nefele fu ripudiata dal marito Atamante, che sposò in
seguito Ino. Ino odiava Elle e Frisso, i figli che
Atamante aveva avuto da Nefele, e cercò di ucciderli per
permettere a suo figlio di salire al trono.
Venuta a conoscenza dei piani di Ino, Nefele chiese
dunque aiuto ad Ermes, che le inviò un ariete dal vello
d'oro. Esso caricò in groppa i due e li trasportò,
volando, in Colchide. Ma Elle cadde in mare durante il
volo ed annegò. Frisso invece arrivò a destinazione,
dove venne ospitato da Eete.
Frisso dunque sacrificò l'animale agli dei, donando ad
Eete il vello, che lo nascose in un bosco, ponendovi un
drago di guardia
Il vello venne successivamente rubato da Giasone e dai
suoi compagni, gli Argonauti, con l'aiuto di Medea,
figlia di Eete.
Il mito sembrerebbe rifarsi ai primi viaggi dei
mercanti-marinai proto-greci alla ricerca di oro, di cui
la penisola greca è assai scarsa. Da notare che tutt'ora
nelle zone montuose della Colchide e delle zone
limitrofe, vivono pastori-cercatori d'oro seminomadi che
utilizzano un setaccio ricavato principalmente dal vello
di ariete, tra le cui fibre si incastrano le pagliuzze
di oro.
Argo
Argo era la mitica nave che portò Giasone e gli
Argonauti alla conquista del vello d'oro.
Argo venne costruita dal carpentiere Argo, e il suo
equipaggio era protetto dalla dea Era. La principale
fonte che ci ha trasmesso questo mito è Le Argonautiche
di Apollonio di Rodi.
Secondo alcune versioni di questo mito, si diche Argo
fosse stata progettata o costruita con l'aiuto di Atena.
Secondo altre versioni questa nave conteneva nella sua
prua un frammento di legno magico proveniente dalla
forseta di Dodona che poteva parlare e fornire profezie.
Dopo il riuscito viaggi, Argo venne consacrata a
Poseidone nell'istmo di Corinto. Venne quindi
trasportata in cielo e trasformanta nella costellazione
Argo Navis.[1]
Diversi autori dell'antichità (Apollonio Rodio,
Plinio,[2] Filostefano) discussero della figura
ipotetica della nave. Veniva in genere immaginata come
una nave da guerra greca, una galera, e gli autori
ipotizzarono che fosse anche la prima nave di questo
tipo che avesse intrapreso un viaggio in alto mare.[1]
Gli autori antichi furono divisi sulle origini del nome
dato alla nave. Alcuni lo desccrissero come il nome del
suo costruttore, Argo, figlio di Phrixus; altri come la
parola greca αργός, "rapida", essendo una nave leggera;
altri alla città di Argos, dove si suppone che venne
costruita; altri ancora alle Argive, che vi salirono a
bordo, secondo il distico citato dallo statista
dell'antica Roma Cicerone nel suo primo Tuscolano.
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