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Astarte è il
nome greco-romano con cui viene designata la dea fenicia Ashtart
(Astart). Venerata dalle popolazioni semitiche, il suo culto si diffonde
in tutta l'area mediterranea grazie ai Fenici. Astarte, protettrice delle
città fenicie di Tiro, Sidone, Cartagine e Biblo, è la divinità femminile
per antonomasia, la Terra Madre che, unendosi con il suo sposo celeste
Baal, «Signore potente», genera ogni essere vivente. Già dal II millennio
i Fenici la raffigurano in statuette e bassorilievi come dea madre che,
nuda, sorregge i propri seni tra le mani, oppure mentre allatta un
bambino, o ancora mentre regge fiori di loto o un disco o dei serpenti. I
caratteri di divinità procreatrice sono anche confermati dalla sua
assimilazione con l'Iside e la Hator egizie, con l'Ishtar (Istar)
babilonese, con l'Afrodite greca e la Venere latina. Per quanto la figura
di Astarte Dea Madre sia strettamente legata alla generazione e quindi
alla vita, forti sono le implicazioni con la morte; e con la rinascita:
nella città di Biblo, Astarte è associata alla figura del dio Tammuz, lo
sposo fanciullo il cui mito di morte e resurrezione è simbolo del
rifiorire annuo della vegetazione.
Il motivo del
fanciullo che muore e risorge, e della potente divinità femminile cui
egli è legato, rimanda al mito greco di origine siriaca di Adone, il
giovane amato da Afrodite e dalla divinità infera Persefone, ucciso da un
cinghiale e destinato da Zeus a trascorrere metà dell'anno con l'una, e
metà con l'altra.
Astarte, come la potente Ishtar – regina del cielo e della terra, dea
guerriera dell'amore , è anche protettrice dell'amore sessuale, di quello
casto come di quello dissoluto (forse per questo motivo nel Vecchio
Testamento il nome fenicio Ashtart è alterato in Astaroth, ovvero
Astarotte, demone dell'impudicizia). Ruolo di rilievo nel culto di
Astarte riveste la prostituzione sacra, praticata in particolare in
ambiente siriaco.
Astarte è, inoltre, dea posta in relazione con la guerra (e in
particolare con i cavalli e l'abilità equestre): in Mesopotamia ella
viene invocata da Hammurabi quale «signora delle battaglie«, gli Assiri
la rappresentano in armi in groppa ad un leone, nell'arte babilonese è
raffigurata come dea guerriera sul carro. In ambito punico Astarte viene
designata poi quale protettrice dei naviganti e in Siria il suo legame
con il mare pare in parte testimoniato dall'associazione della dea con i
pesci. Astarte è pure divinità astrale, signora dei cieli, divinità
lunare: in Grecia sarà identificata con Afrodite Urania e a Roma le verrà
attribuito l'epiteto Caelestis.
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