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CENTAURI
Figure singolari, metà uomo e metà
cavallo, i Centauri vivono in montagna e nelle foreste, si nutrono di
carne cruda e hanno costumi rozzi e brutali; secondo alcune fonti
discendono dalle nozze tra Issione e Nefele, eccetto due di essi, che non
hanno il temperamento selvaggio dei loro congeneri, sono ospitali e non
ricorrono alla violenza: Chirone e Folo; il primo è nato dagli amori di
Filira, una figlia dell'Oceano, e di Crono, ed è immortale; il secondo,
Folo, è figlio di Sileno e di una ninfa dei frassini.

E' celebre, a proposito della rozzezza dei Centauri, la
lotta che essi ingaggiarono con i Lapiti, un popolo, anch'esso rozzo e
violento, che abitava in Tessaglia, capeggiato dal re Piritoo. In
occasione del matrimonio di Piritoo con Ippodamia, i Centauri - che
abitabano nei monti boscosi del Pelio - furono invitati in Tessaglia ma,
durante il banchetto nuziale, uno di loro - Eurizione - ubriaco, cercò di
portar via con violenza la sposa. Ne nacque una lotta violenta nel corso
della quale Piritoo, aiutato da Teseo e da Nestore, riuscì ad avere
ragione dei Centauri, che, sconfitti, batterono in ritirata e si
rifugiarono sul monte Pindo.

I Centauri alla corte del re
Piritoo. Pittura parietale del I sec. da Pompei.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Nonostante la loro
rozzezza i Centauri vengono spesso indicati come accompagnatori del carro
di Dioniso e alcuni di essi, ingentiliti dal contatto con popolazioni
civili. Furono versati in molte arti e conoscenze, tra le quali anche la
medicina, in cui era particolarmente abile Chirone.
I Centauri intervengono in vari miti, ma soprattutto in quello di Eracle.
Andando a caccia del cinghiale d'Erimanto, Eracle giunse da Folo, che lo
accolse bene, gli servì cibi cotti, riservando solo a sé quelli crudi e
gli offrì del vino da un orcio che gli era stato donato da Dioniso. Ben
presto, attirati dall'odore del vino, i Centauri della montagna vennero
armati di rocce e di abeti, per assalire la caverna di Folo. Ma Eracle ne
fece strage a colpi di torcia e di frecce, inseguendoli fino al capo
Maleo, dove si erano rifugiati presso la grotta di Chirone.
Altro Centauro che interviene nella storia di Eracle è Nesso, che
provocherà la morte dell'eroe. Aveva già partecipato all'assalto contro
Folo ed Eracle e, cacciato dall'eroe, si era stabilito sulle rive del
fiume Eveno, dove faceva il traghettatore.
Qui un giorno arrivò Eracle con la moglie Deianira, per attraversare il
fiume; egli l'attraversò a nuoto e affidò Deianira al traghettatore
Nesso, che durante il tragitto tentò di violentarla; Eracle lo trafisse
perciò con una freccia. Per vendicarsi, il Centauro morente diede a
Deianira una tunica intrisa del proprio sangue, assicurandole che se
l'avesse fatta indossare al marito, questo le sarebbe stato per sempre
fedele. Ma quando Eracle indossò la veste impregnata, questa s'attaccò al
suo corpo, strappandogli brandelli di carne se egli tentava di
strapparla, tanto che alfine, non resistendo al dolore l'eroe si fece
bruciare gettandosi sul rogo.

Eracle, Deianira e
Nesso in una pittura parietale del I sec., dalla Casa del Centauro a
Pompei.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Ma il più noto di
tutti i Centauri è Chirone. Viveva sul monte Pelio in Tessaglia, in una
grotta ed era amicissimo degli uomini, saggio e benevolo. Protesse in
particolar modo Peleo e suo figlio Achille, questi fin da bambino, quando
lo operò al piede, sostituendogli l'osso che si era bruciato a seguito
delle pratiche di magia di sua madre Teti; e fu poi il suo dotto
pedagogo.
Secondo i testi antichi, oltre all'educazione di Achille, fu affidata a
Chirone anche quella di altri eroi o semidei, come i Dioscuri, Teseo,
Diomede, Giasone, Asclepio; Apollo stesso avrebbe ricevuto le sue
lezioni.

Asclepio su uno
statere da Epidauro.
Monaco, Staatliche Münzsammlung
Quando vi fu
il massacro dei Centauri operato da Eracle, Chirone, il quale era a
fianco dell'eroe, fu ferito da questo accidentalmente: una freccia gli
produsse una grave piaga. Chirone cercò di applicarvi un unguento, ma le
ferite provocate dalle frecce di Eracle erano inguaribili; allora egli
volle morire, ma non poteva, essendo immortale. Infine Prometeo, nato
mortale, s'offrì di cedergli il suo diritto alla morte. E così Chirone
potè trovare riposo.
La leggenda conosce anche delle Centauresse, che sono le femmine dei
Centauri e vivono con loro sulle montagne.

Due Centauresse
incoronano Venere. Mosaico, III-IV sec. a. C.
Tunisi, Museo del Bardo
Sul
modello dei Centauri esistono rappresentazioni di altri esseri di natura
mista, come - per esempio - le Sirene e il mostro Echidna, ma anche gli
Ittiocentauri, per metà uomini e metà pesci. Costoro ("Centauri-Pesci")
sono esseri marini che sembrano non aver avuto alcuna esistenza nei
racconti popolari, ma che formano un tema piuttosto diffuso nell'arte
plastica ellenistica e romana. Il corpo fino al busto è come quello di un
uomo, come per i Centauri. La parte bassa è quella di un pesce. Questi
esseri hanno sovente zampe simili a quelle di un leone. Figurano nel
corteo delle divinità marine, accanto agli ippocampi (cavalli marini).
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