Mitologia

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Quadro sintetico relativo ai miti e alle leggende legate alle stelle e alle costellazioni

   Quadro sintetico relativo ai miti e alle leggende legate alle stelle e alle costellazioni derivate dalla tradizione greca la quale, attraverso i Romani e gli Arabi ha poi influenzato tutta la cultura europea.

   È bene premettere che i raggruppamenti di stelle in costellazioni sono un’operazione del tutto casuale: ciascuna cultura infatti ha composto le sue figure a cui ha dato un nome secondo la propria fantasia. L’orsa dei Greci ad esempio era un carro per i Romani, una pentola per i Cinesi, un ippopotamo per gli Egizi e un ventilabro, lo strumento usato per la monda del grano, per gli Ebrei.  

    Cominciamo quindi dalle quattro stelle sistemate a formare un inconfondibile quadrilatero con un’appendice di altre tre che presso gli antichi Greci, come detto, ha guadagnato il nome di Orsa Maggiore. Secondo la leggenda essa era la ninfa Callisto che ebbe l’onore di essere amata da Zeus di cui rimase anche incinta. Però Artemide, la legittima consorte, gelosa della bellezza della rivale, per vendicarsi dapprima la trasformò in un’orsa e poi le aizzò contro i cani (Boote, il bovaro, viene spesso rappresentato con due cani al guinzaglio, che corrispondono alla vicina costellazione dei Cani da caccia, sistemata proprio sotto la coda dell’Orsa Maggiore, mentre insegue quest’ultima che corre intorno al Polo Nord). Intervenne allora Zeus che per sottrarre l’amante a un così triste destino la trasferì in cielo dove la si può ammirare nelle sembianze di una bella e fulgida figura.  

    Cassiopea la vanitosa regina di Etiopia e moglie di Cefeo si vantava di essere più bella delle Nereidi, le ninfe del mare che, offese, si rivolsero a Poseidone (il dio che i Romani identificarono in Nettuno) il quale per punirla inviò un mostro marino con la testa di rettile, le zampe munite di artigli e la coda di pesce affinché esso devastasse le coste del regno. Cassiopea e suo marito per placare le ire del dio del mare decisero quindi di sacrificare la figlia Andromeda incatenandola ad uno scoglio dove il mostro marino (rappresentato dalla Balena, una figura che come abbiamo detto ha ben poco a vedere con i comuni cetacei) l’avrebbe potuta divorare. Sennonché sopraggiunse dal cielo Perseo l’eroe greco figlio di Zeus che salvato dalle acque dove era stato gettato, non si sa bene per quale motivo, fu poi mandato ad uccidere Medusa, l’unica mortale delle tre Gorgoni, alla quale tagliò la testa nel sonno guardando la sua immagine riflessa nello scudo per evitare di incrociarne lo sguardo che trasformava gli uomini in pietra. Dal collo sanguinante della sua testa anguicrinita (cioè con serpi al posto dei capelli) uscì il cavallo alato Pegaso, in groppa al quale Perseo si diresse prima a liberare Andromeda e poi a trasformare in pietra il mostro marino mandato da Poseidone. Poco più lontano Cefeo, pallido e smarrito, assiste silenzioso a tutta la vicenda.

    Tutte queste costellazioni sistemate nelle vicinanze di Cassiopea non sono di facile individuazione, tranne l’ampio quadrilatero di Pegaso dal quale tuttavia è possibile partire, se le condizioni atmosferiche sono favorevoli ed aiutandosi eventualmente con una mappa, per rintracciare anche le altre.

    Per quanto riguarda Orione la leggenda narra di un famoso cacciatore noto per la sua abilità, che si vantava di riuscire a sottomettere qualsiasi animale. In cielo sta insidiando le Pleiadi le belle sette sorelle figlie del gigante Atlante. Tutte queste ragazze furono spose di dei esclusa una, quella rappresentata dalla stella meno luminosa per la vergogna di essersi unita ad un comune mortale. Orione se ne era innamorato e le inseguì per cinque anni fino a quando Zeus, impietositosi, le trasformò prima in colombe e poi in stelle.

    Gli dei alla fine vollero punire il bel gigante cacciatore per la sua presunzione facendolo uccidere da uno scorpione, ma poi egli venne resuscitato da Asclepio (il corrispondente greco del latino Esculapio, dio della medicina); lo eliminerà definitivamente Diana, la dea della caccia, gelosa del rivale. Alla fine Artemide, dea della natura selvaggia, lo porterà in cielo sistemandolo dalla parte opposta a quella dell’animale che era riuscito ad ucciderlo in modo che i due non si possano più incontrare. La bellissima costellazione dello Scorpione appare molto bassa all’orizzonte nelle sere estive e mostra fra le sue chele una stella dall’evidentissimo colore rosso che fu battezzata Antares (ossia Anti-Ares, la rivale di Marte, il pianeta rosso).
 

Tema

Costellazioni



 

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