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Il
diluvio
La letteratura di culture e tradizioni tra loro molto diverse e lontane
porta con sé il ricordo e la descrizione del diluvio universale. Di
questa devastante catastrofe ambientale si narra non solo in area
mediterranea, ma anche in America, nel lontano Oriente e in Polinesia.
Questo dato ha portato numerosi studiosi a interrogarsi sulla realtà
concreta di questo evento. La scoperta (nei 1872) e la decifrazione delle
tavolette in cuneiforme del palazzo di Assurbanipal a Ninive, che ci
hanno trasmesso l'Epopea di Ghilgames, ha messo in luce evidenti
parallelismi e coincidenze con il racconto dello stesso evento narrato
nella Bibbia.
Al di là della datazione attribuita a questa redazione del poema
dell'eroe di Uruk, Ghilgames, l'opera conservava certamente un nucleo più
antico probabilmente tramandato oralmente nei secoli. di cui si sono
rinvenute altre redazioni incomplete, ma più antiche.
Anche il Noè sumero Utnapistim (a cui sono attribuiti diversi altri nomi)
si salva dal cataclisma, durato sette giorni e sette notti, in un'enorme
barca, fino alla ricomparsa del sole. Altrettanto coincidono i segnali
dello scampato pericolo: il corvo prima, la colomba bianca poi.
Lo stesso racconto compare nella mitologia greca. E' la storia di
Deucalione e Pirra, gli unici esseri umani che troveranno scampo
all'enorme cataclisma per poi dare vita a una nuova generazione umana.
buttandosi alle spalle le «ossa della Madre», le pietre che sono sulla
terra: dalle pietre lanciate da Deucalione nacquero uomini, da quelle di
Pirra donne.
Tutte queste narrazioni sottendono un'idea di rinnovamento dell'umanità,
una cesura tra un'antica generazione e quella nuova, avvenuta in tempi
antichissimi.
La presenza di questo evento in letterature così distanti tra loro hanno
spinto a cercare prove scientifiche della realtà del diluvio:
l'archeologo inglese Sir Leonard Wolley portò avanti, tra il 1929 e il
1934, una campagna di scavi nella città di Ur. Trovatosi dinanzi ad un
consistente strato alluvionale privo di reperti si dichiarò convinto di
aver trovato la prova della realtà effettiva del diluvio universale.
Conferme provenivano dalla Lista dei Re Sumeri e dalla Bibbia, secondo
cui Noè giunse salvo in terra di Canaan da Ur.
Tale situazione, però, si presenta in diversi siti mesopotamici, ma non
in tutti, e gli strati alluvionali non sono databili alla stessa epoca.
Una posizione diffusa e largamente accreditata considera il diluvio non
come un singolo evento climatico e ambientale catastrofico, ma una fase,
databile probabilmente alla fine dell'ultima glaciazione del Pleistocene,
che produsse continue e abbondanti piogge, oltre che un nuovo assetto
climatico del pianeta. Il ricordo di questo periodo fu tramandato
oralmente di generazione in generazione, fino a prendere forma nel
racconto di un evento fondamentale per la storia dell'umanità.
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