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Gli dei «nazionali»

Il nome di Marduk si rifà al supposto nome sumerico antico di Amar-utuk, «Giovane toro del sole». Attraverso la metafora della forza fisica esso esprime la massima caratteristica del dio: quella della sua potenza incomparabile.
Su questo tema è costruito il racconto dell'Enùma elis il poema creato in Babilonia per giustificare l'ascesa di Marduk  da piccola divinità della famiglia di Hammurabi a divinità nazionale. Vi si narra che la terribile Tiamat, già sposa dell'ucciso Apsù, armata all'inverosimile e dotata di uno spaventoso esercito di mostri, cui ha messo a capo Kingu, suo nuovo marito, minaccia la distruzione degli dei. Nessuno degli dei se la
sente di affrontare TIàmat, eccetto il «forte>, Marduk, figlio di Ea. Ma Marduk accetta l'impresa a condizione di ottenere il primato tra gli dei. Questi ultimi acconsentono dichiarando: «Il tuo destino sia senza pari sia superiore a quello di (tutti) gli dei [...]. Nessuno degli dei trasgredirà i tuoi ordini». Gli dei continuano apostrofandolo con il titolo di «Signore» e gli rendono omaggio esclamando: «Marduk è il re!».
Il seguito della narrazione descrive la realizzazione del progetto: Marduk affronta e uccide Tiamat e con il corpo di lei costruisce il cielo e la terra; crea quindi gli astri e stabilisce le dimore per gli dei. Anche l'idea di creare l'uomo e sua ed egli ne affida l'esecuzione al padre Ea, dio della sapienza. Gli dei esprimono tutta la loro riconoscenza a Marduk e gli edificano il prestigioso tempio di Babilonia detto Esaghila «Casa/Tempio che eleva in alto il capo». Gli conferiscono poi formalmente «la regalità degli (= sugli) dei» e «la signoria del cielo e della terra». Lo celebrano infine con i suoi 50 nomi solenni, che rappresentano anche la sintesi di tutte le divine prerogative conferitegli.
Nel racconto dell'Enùma elis si afferma in particolare che Marduk, dopo aver ucciso Kingu, «gli tolse le Tavolette dei Destini, che non erano di sua spettanza». Marduk è dunque l'attuale reggitore del mondo e si pensa che egli eserciti il governo dal suo citato santuario babilonese dell'Esaghila. Qui si celebra annualmente la solenne festa di Capodanno (akítu), durante la quale viene letto pubblicamente l'Enuma elis: in tale occasione Marduk fissa i destini di Babilonia per l'intero anno.
Marduk viene celebrato anche come dio della saggezza, del consiglio, delle arti magiche e delle guarigioni. Come tale e molto venerato e invocato. Abbiamo molte preghiere e inni in suo onore. Il suo culto è riuscito a penetrare anche in Assiria. Sposa di Marduk era Sarpanitu (m), «Colei che brilla come l'argento». Il suo emblema è il mitico mushussu, un serpente o un drago a squame, con corna, lingua bifida, zampe anteriori di leone e posteriori d'aquila, e pungiglione di scorpione. L'astro di Marduk è Giove.
 

Tema

Marduk

 

Il drago simbolo del dio Marduk, raffigurato sui mattoni smaltati che decoravano la porta di Istar, porta di accesso a Babilonia (605-562a.C.), Iraq Museum, Baghdad. Da questa porta passava la processione cerimoniale per la festa che celebrava l'inizio del nuovo anno.

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