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Pleiadi

Le sette ninfe figlie di Atlante e di Pleione. I loro
nomi: Alcione, Asterope, Elettra, Maia, Merope, Taigeta e Celano., le
stelle che si possono vedere anche a occhio nudo. L'etimologia potrebbe
essere legata a plein, "navigare", indicando così il tempo propizio -
primaverile - per mettersi in mare, o a pleios, "numeroso; più".
Sull'isola di Chio, ubriaco, Orione avrebbe provato a fare violenza a
Merope (la meno luminosa, con una connotazione aggiunta un po'
moralistica), ma Zeus la salvò e mutò le sette sorelle in colombe (legato
a un'altra etimologia, "peleiades"), collocandole in cielo (il gesto
suscita l'ira del re di Chio, Enopione, e Orione viene punito con la
cecità. Costretto ad allontanarsi, si dirige a Lemno, dove Efesto,
impietosito, lo affida a Cedalione che lo conduce sul monte dell'isola e
dove Eos gli restituisce la vista).
In Grecia erano chiamate Pleiadi anche le profetesse di Dodona, in Epiro,
dove aveva sede l'oracolo di Zeus e c'era una quercia a lui consacrata di
cui si interpretava il fruscio prodotto dal movimento del fogliame.
"Tramontata è la luna
e le Pleiadi; è mezzanotte,
il tempo passa
e io giaccio sola"
Saffo, fr. 168 B V. (94 D.; 109 Gall.)
Le Pleiadi sono stelle utili all'agricoltura e ai naviganti, e forse per
questo sono conosciute nei luoghi più distanti: gli aborigeni australiani
le identificano con giovani donne che fuggono dagli approcci indesiderati
di un cacciatore che, in alcune versioni, viene per punizione castrato.
Gli hawaiani le collegano a Lono, dio dell'agricoltura e della fertilità;
il sorgere delle Pleiadi segnava l'inizio di un periodo di quattro mesi
dedicato al dio, portatore delle piogge invernali, momento di
fecondazione della terra.
"Le Pleiadi devono il loro nome, secondo Museo, al fatto di essere le
quindici figlie di Atlante e di Etra, nata da Oceano. Cinque di esse,
narra, sono chiamate Iadi, perché il loro fratello a cui erano
particolarmente affezionate, aveva per nome Ias. Quando costui venne
ucciso, durante una caccia, da un leone, le cinque sorelle anzidette,
sopraffatte da un'infinita tristezza se ne morirono. Per cui, siccome la
morte del fratello le aveva così gravemente sconvolte, furono definite
Iadi. Quanto alle altre dieci, meditarono molto sulla sorte delle proprie
sorelle tanto che sette di loro si suicidarono. Considerato come la
maggior parte di esse avesse preso la stessa decisione vennero chiamate
Pleiadi. [...]
Gli antichi astronomi hanno raffigurato queste Pleiadi, figlie di Plione
e di Atlante come già detto, staccate dal Toro. Quando Plione attraversò
la Beozia con le sue figlie, Orione eccitato, voleva violentarla e perciò
lei fuggì. Ma Orione la inseguì per sette anni senza riuscire a trovarla.
Giove ebbe compassione per queste fanciulle e le pose tra le stelle così
che qualche astronomo, più tardi, le chiamò la coda del Toro. Peraltro
Orione, ancora adesso, sembra rincorrerle nella loro fuga, fino al
tramonto. Queste stelle da noi sono state definite Vergilie, perché
appaiono dopo la primavera; in verità essi godono di un onore rispetto
alle altre, in quanto il levarsi della loro immagine preannuncia
l'estate, mentre quando tramontano arriva l'inverno; funzione questa che
non è attribuita ad altre costellazioni."
Johann Hevelius, Uranographia (1690)
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