L'importanza che Antonio Vivaldi ricopre nell'ambito della cultura
musicale europea, non solo settecentesca, è stata rivalutata di recente,
nel momento in cui la sua vastissima produzione venne catalogata e in
gran parte pubblicata dopo il 1945.
Della sua produzione data alle stampe all'epoca fanno parte 84 concerti
e 42 sonate, ma esiste un vastissimo repertorio manoscritto che fa
ammontare a circa 450 il numero dei concerti del compositore veneziano
(ma ogni tanto compaiono ancora pagine inedite), in gran parte per
violino o più violini, strumento nel quale Vivaldi fu maestro. All'oboe
dedicò 15 concerti.
I concerti più conosciuti di Antonio Vivaldi sono quelli noti con il
titolo Le quattro stagioni. L'inverno descrive i rigori della stagione
tramite la ripetizione ossessiva di un motivo eseguito dagli archi
dell'orchestra, al quale fanno da contrasto le note rapide e vibranti
dell'assolo di violino.
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Compositore e violinista, Antonio Vivaldi innovò la forma del
concerto mediante lo schema compositivo tripartito (allegro - adagio
- allegro) e l'introduzione della cadenza per il solista. I concerti
delle Quattro stagioni (1725) sono inoltre tra i primi esempi di
musica a programma per orchestra. |
Educato alla musica dal padre, violinista della cappella di San Marco, fu
ordinato sacerdote nel 1703. Quello stesso anno iniziò a insegnare
violino al Pio Ospitale della Pietà,
Conservatorio per fanciulle orfane o bisognose, dove rimase fino al
1740. Qui si dedicò, oltre che all'insegnamento, alla composizione dei
concerti e degli oratori che venivano eseguiti tutte le domeniche dalle
ospiti dell'istituto. Le sue prime raccolte di composizioni risalgono al
1705, ed è del 1713 la sua prima opera (Ottone in villa); l'attività di
violinista e la supervisione delle sue opere teatrali lo portarono
spesso a Roma e Mantova. Negli ultimi anni della sua vita, frequenti
viaggi all'estero lo condussero a Praga, Amsterdam e Vienna, dove morì
in povertà.
LA PRODUZIONE
Il catalogo vivaldiano è vastissimo: si dice che fosse capace di creare
e scrivere un concerto, in tutte le sue parti, in un tempo inferiore a
quello impiegato dal copista a stendere la partitura finale. La sua
produzione comprende concerti (478) e sonate (circa 90); opere (circa
45) e cantate (circa 40); musica sacra tra cui oratori, messe e
mottetti.
Musica sinfonica
Poiché le sonate strumentali (per uno o due strumenti accompagnati dal
solo basso continuo o dal basso continuo e archi) all’epoca seguivano in
genere una struttura già consolidata, così come la musica sacra spesso
rifletteva lo stile operistico in voga, è nei concerti che l'arte di
Vivaldi raggiunge la massima espressione, ponendosi come modello per il
futuro: tutti i musicisti, da Bach in poi, studieranno i suoi concerti e
ne accoglieranno le innovazioni nelle proprie opere.
Oltre all'introduzione della cadenza per il solista, a Vivaldi si deve
la divisione del concerto in tre movimenti, dei quali il primo e
l'ultimo hanno un andamento allegro, e quello centrale un andamento più
lento. La struttura tipica degli allegri alterna un tema eseguito
dall'orchestra, chiamato ritornello, a un episodio affidato allo
strumento solista, il solo. Mentre i ritornelli si ripetono varie volte
senza sostanziali modifiche, il solo è ogni volta diverso.
Numerosi sono i concerti composti per strumento solista, altri sono
concerti grossi e altri ancora per sola orchestra. Molti di essi sono
riuniti in raccolte: L'estro armonico op. 3 (1712), La stravaganza op. 4
(1712-1713), Il cimento dell'armonia e dell'invenzione op. 8 (1725). Di
quest'ultima raccolta fanno parte i celeberrimi quattro concerti per
violino noti con il nome di Le quattro stagioni, importante esempio di
musica a programma. In queste come in altre composizioni (La tempesta di
mare, Il cardellino, La caccia, La pastorella) Vivaldi affida alla
musica un compito quasi pittorico, cioè descrittivo di un contenuto
extra-musicale.
Produzione teatrale e vocale
Molte delle opere appartenute alla ricca produzione teatrale vivaldiana
sono andate perdute, ma i libretti sono giunti sino a noi: tra gli
autori dei testi compaiono scrittori e poeti dell'epoca come Pietro
Metastasio, Apostolo Zeno e lo stesso Goldoni. Riguardo alla
collaborazione con quest'ultimo, abbiamo notizia di un'opera tratta da
La bottega del caffè. In generale, tuttavia, questi lavori attingono i
loro argomenti alla storia antica e alla mitologia (L'incoronazione di
Dario, 1717; Ipermestra, 1733; Catone in Utica, 1737) e alla letteratura
cavalleresca (Armida al campo d'Egitto, 1718; Orlando furioso, 1727),
secondo la consuetudine del teatro barocco.
Da ricordare, all'interno della produzione di musica vocale, l'oratorio
Juditha triumphans (1716), una messa completa e diversi Magnificat e
Salve regina.
LA FORTUNA
La riscoperta della produzione del 'prete rosso' (così chiamato per il
colore dei suoi capelli) risale alla fine dell'Ottocento; ma solo nel
1947, con il completamento dell'edizione moderna delle opere
strumentali, si è consolidato il riconoscimento del ruolo assolutamente
fondamentale di Vivaldi nella storia della musica.
Durante la vita egli fu apprezzato più all'estero che in patria: mentre
Johann Sebastian Bach ne riconobbe implicitamente l'importanza
trascrivendo per clavicembalo diversi suoi concerti, a Venezia Carlo
Goldoni lo riteneva 'buon violinista ma mediocre compositore'; contro di
lui era infine diretta parte della satira feroce del Teatro alla moda
(1720) di Benedetto Marcello.
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