| Oratorio
Composizione musicale per voci e strumenti, di carattere drammatico o
contemplativo, solitamente di argomento religioso. Nonostante l'impostazione
di tipo teatrale, di norma viene rappresentato senza scenografia e costumi.
L'inizio dell'oratorio risale alla metà del Cinquecento, quando san Filippo
Neri cominciò a organizzare servizi devozionali nell'oratorio di una chiesa
di Roma. I servizi comprendevano sermoni, preghiere, canto di inni e musica
sacra. Quando all'inizio del Seicento l'opera si diffuse da Firenze a Roma,
alcune sue caratteristiche, come lo stile vocale recitativo monodico e l'uso
di un libretto, furono incorporate nella musica scritta per i servizi da
oratorio. Alcuni dei primi oratori venivano rappresentati come opere, con
scenografie, costumi e movimenti in scena; in seguito venne introdotto un
narratore che spiegava lo svolgimento dell'azione. Un'altra differenza
rispetto all'opera era il maggior impiego di musica corale.
Tra i primi
autori di oratori si ricordano Giacomo Carissimi, Alessandro Stradella e
Alessandro Scarlatti. In Germania, molti compositori si dedicarono a questo
genere: tra i più importanti Heinrich Schütz e Johann Sebastian Bach. Tra
gli oratori di Bach occupano un posto di rilievo le pregevoli messe in
musica delle storie della Passione: la Passione secondo Giovanni (1723) e la
Passione secondo Matteo (1729). Con lavori come il Messiah (1742), Georg
Friedrich Händel diede inizio alla tradizione dell'oratorio inglese.
Nel corso dei successivi centocinquant'anni molti grandi compositori
scrissero oratori. Tra questi vanno ricordati Haydn, Mendelssohn, Liszt,
Edward Elgar, Berlioz, Gounod e César Franck.
Nel XX secolo, il genere ha conosciuto un'evoluzione che ha portato a un
ampliamento dei temi trattati. Se gli argomenti biblici permangono infatti
in compositori come Walton, Schönberg ed Elgar, molti oratori esplorano
ormai argomenti profani. Un genere che ha radici illustri nella musica di
Händel (L'allegro, il penseroso ed il moderato, 1740, su testo di John
Milton) e Haydn (Le stagioni, 1801, su testo di James Thomson). In questa
categoria, nel Novecento, rientrano oratori come Giovanna d'Arco al rogo
(1935) di Arthur Honegger, Oedipus Rex (1927) di Igor Stravinskij e Il
perpetuo (1931) di Paul Hindemith. |