Musica profana
Sotto questo nome si raggruppa la musica non legata al rito liturgico. Del
canto profano latino dell'alto Medioevo, della cui esistenza si trova un'eco
nelle innumerevoli condanne pronunciate dalla Chiesa, non è rimasto nulla.
L'unico documento apprezzabile, la raccolta tedesca di canti goliardici (Carmina
burana), è del sec. XIII. La prima fioritura di canzoni profane in volgare
si ha nella Francia meridionale (dal sec. XI al XIII), nell'area della
lingua d'oc, con l'arte trovadorica. Si tratta di un'arte colta e raffinata,
probabilmente originata dall'innodia latina e dalla farcitura dei tropi.
Anche al di là della Loira, nei terrori della lingua d'oïl, vengono
coltivate le stesse forme di canzone (sirventese, jeu parti, lai, virelai,
rondeau, ecc.) ma con minore ricercatezza ed artificio. Il genere si propaga
fino ad influenzare lo stile dei Minnesänger tedeschi e l'arte trovadorica
italiana (della cui musica non abbiamo testimonianze). In Italia nasce, in
seno alla devozione popolare, e si sviluppa una forma di canzone religiosa
in volgare, la lauda, di carattere dialogico che embrionalmente costituisce
il nucleo della sacra rappresentazione del sec. XV. Il primo esempio di
teatro profano in musica di cui si conosce l'esistenza è Li Gieus de Robin
et de Marion (ca. 1283) di Adam de la Hâle, una sorta di commedia pastorale
dove i brani cantati sono integrati con una partitura costituita da canzoni
(di origine popolare, usate per la prima volta in contesto drammatico),
danze e pezzi strumentali. Nel Trecento, con la nascita dell'Ars nova, la
musica profana è praticata soprattutto in Italia nelle forme del madrigale e
del balletto. In seguito, a contatto con la scuola franco-fiamminga, le
forme di genere profano proliferano (Dufay introduce perfino nella messa
canti fermi profani). Di grande interesse è la chanson per le possibilità di
sviluppo offerte alla tecnica contrappuntistica, ma accanto a essa nella
storia del genere non vanno dimenticate le forme profane a carattere
strofico come la frottola, lo strambotto, i canti carnascialeschi, le
canzoni a ballo, i volkslied. Col Rinascimento cresce l'interesse per tutte
le forme di musica profana. La musica rappresentava un elemento immancabile
durante i ricevimenti, i trofei, i banchetti e tutte le cerimonie a
carattere pubblico, ufficiale e brillante. In queste occasioni di corte
nasce la prassi di riunire elementi artistici differenti (ma senza
accompagnare l'azione drammatica) come il canto, la musica strumentale, la
danza, la scenografia, ecc., riunendoli in un unico spettacolo capace di
colpire la fantasia dei convitati (una sorta in fieri di antecedente
melodrammatico). Le principali forme profane di quest'epoca (a cui si
possono aggiungere il balletto, l'intermedio, il lied polifonico) sono la
chanson polifonica francese ed il madrigale italiano. Il madrigale è un
genere nuovo mentre la chanson rappresenta il perfetto coronamento della
produzione franco-fiamminga e costituisce un elemento di continuità con il
secolo precedente mediando una sorta di unificazione tra epoche diverse. Il
declino della polifonia e la nascita e lo sviluppo del melodramma cambiano
il panorama musicale e tutto ruota intorno al nuovo genere che dominerà
incontrastato per secoli le scene della storia musicale. In esso e al suo
fianco, nella cantata, nel lied, nella musica cameristica, fino alla
canzonetta dei nostri giorni, la musica profana ha ragion d'essere.
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