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Musical |
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Spettacolo musicale - teatrale, cinematografico o televisivo - che prevede l'utilizzo di musica, dialoghi (parlati e cantati) e danze. Le origini Il
m. si affermò tra il 19° e il 20° sec. negli Stati Uniti, indiretto
discendente dell'operetta europea. Antesignano del genere fu lo spettacolo
di Broadway The black crook (1866), ispirato al Faust di J.W. von Goethe.
Fondatore del m. è considerato l'irlandese V. Herbert (1859-1924), giunto
a New York nel 1886 e attivo per oltre un trentennio. Fino alla seconda
metà degli anni Venti del Novecento il m. conservò una duplice fisionomia,
tra operetta e varietà, derivante dal music-hall inglese, ma anche da
altri esempi: alla rivista parigina delle Folies Bergère si ispirò infatti
F. Ziegfeld (1869-1932), che tra il 1907 e il 1932 diede vita alle
Ziegfeld Follies.Gli anni d'oro A partire dagli anni Venti I. Berlin, R. Rodgers (1902-1979), G. Gershwin (con il fratello Ira, 1896-1983, come paroliere) e C. Porter introdussero nel m. sofisticati arrangiamenti jazz. Nel 1927 andò in scena uno dei più grandi successi di tutti i tempi, Show boat, con musiche di J.D. Kern (1885-1945) su un libretto di O. Hammerstein II (1895-1960). Nello stesso anno la casa cinematografica Warner Bros produsse il primo film sonoro, Il cantante di jazz. Contemporaneamente il m. trovò nuovi veicoli di diffusione nei dischi e nella radio. Negli anni Trenta i m. adottarono impianti narrativi più elaborati, con personaggi di maggiore spessore psicologico: Porgy and Bess (1935) di Gershwin; Hellzapoppin (1938) di O. Olsen (1850-1927) e C. Johnson. Negli anni Quaranta, accanto a spettacoli leggeri, comparve il m. patriottico come This is the army di Berlin, ma nel decennio successivo il m. tornò a misurarsi con la commedia brillante: My fair lady (1956) di F. Loewe (1901-1988); West side story (1957) di L. Bernstein, che fece rivivere in chiave moderna il Romeo e Giulietta di W. Shakespeare. Leggerezza della comicità e ambizioni realistiche continuarono a predominare negli anni Sessanta, come dimostrano diversi lavori andati in scena nel 1964: Hello, Dolly! di J. Herman e M. Stewart, Funny girl di J. Styne (1905-1994) e la produzione Disney Mary Poppins dei fratelli Robert (n. 1925) e Richard (n. 1928) Sherman. Tuttavia il m. fotografava anche gli eventi del decennio della contestazione con Hair (1968), che inaugurò l'era dei m. rock insieme a Jesus Christ superstar (1971) di A. Lloyd Webber. Tra europa e stati uniti Il m. compiva un passo introspettivo in A chorus line (1975) di M. Hamlisch (n. 1944), che diede inizio al filone del concept m., a cui appartiene anche All that jazz (1979) di B. Fosse (1927-1987), curatore nel 1972 della riduzione cinematografica di Cabaret (1966) di J. Kander (n. 1927). Le produzioni più prestigiose a partire dagli anni Ottanta sono state europee come quelle di Lloyd Webber: Evita (1979), Cats (1982) e Il fantasma dell'Opera (1988). In seguito gli Stati Uniti sono ritornati alla loro posizione egemone con i m. animati della Disney La bella e la bestia (1994) e Il re Leone (1997), e con due m. cinematografici, Moulin rouge (2001) diretto da B. Luhrmann (n. 1962) e Chicago (2002) diretto da R. Marshall (n. 1960). |
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