La musica moderna

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La musica moderna cominciò a prender forma verso la fine del XIX secolo, quando gli esperimenti di Wagner e dei compositori che lo seguivano il tedesco Richard Strauss (18641949) e Gustav Maliler con i loro "poemi sinfonici condussero all'esplorazione di nuove scale e di nuovi strumenti. In Francia, Claude Debussy e Maurice Ravel (18751937), sotto l'influenza degli esperimenti compiuti negli altri campi artistici, non intendevano più narrare vicende come avevano inteso fare molti compositori romantici, ma piuttosto evocare stati d'animo e impressioni.

L'impressionismo musicale non fu tuttavia l'unica reazione dei compositori alla musica romantica, poiché molti si volsero nuovamente alla schiettezza della musica popolare: in Brasile Heitor Vìlla Lobos (1887 1958) fuse la musica popolare brasiliana e le forme classiche in opere come le Bachianas Brasileiras; gli ungheresi Béla Bartók e Zoltári Kodály (1882 1967) fecero serie ricerche nel campo della musica popolare ungherese genuina e dei suoi particolari ritmi.

Altri compositori rispolverarono le forme classiche e ricercarono i piacevoli effetti che era possibile ottenere dal contrappunto e dai piccoli gruppi orchestrali: un esempio classico di questi compositori è l'inglese Benjamin Britten (n. 1913), che creò molte opere per orchestre da camera. In ' Francia, subito dopo la prima Guerra Mondiale, un gruppo raggruppava i compositori che cercavano nuovi metodi di composizione musicale, metodi più economici e più obiettivi: Francis Poulenc (1899 1963) e D. Milhaud (n. 1892), ad esempio, scrissero un tipo di
musica molto vicina al jazz, suonato spesso da piccoli gruppi e che si serviva di tracce musicali in chiavi differenti (una tecnica chiama la politonalità).

Ma la terza e piú rivoluzionaria impostazione riguardava un'organizzazion
e della musica completamente nuova, che implicava l'abbandono delle scale maggiore e minore a favore del cosiddetto sistema dodecalonico, nel quale ognuna delle dodici note della scala tradizionale aveva uguale valore, mentre il sistema tonale aveva dato importanza a otto note, legate tutte alla nota tonica di una scala. Chi ascoltava per la prima volta la musica dodecafonica rimaneva interdetto, poiché non c'era una nota chiave a unificare i suoni, e quella musica atonale pareva senza significato.

L'iniziatore di questa rivoluzione musicale fu un austriaco, Arnold Schónberg (1874 1951); dopo un primo periodo durante il quale il suo stile musicale ricordava fortemente Wagner, egli partì alla ricerca di una aria musicale assolutamente nuova" che gli consentisse un maggiore controllo di tutti gli elementi di composizione. Un allievo di Schónberg, Alban Berg, introdusse elementi atonali nella sua opera Wozzeck , pur non abbandonando completamente le ancora recenti armonie romantiche. Anton von Webern (1883 1945), che studiò con Berg~ ebbe pure un certo numero di allievi: l'economia e la disciplina delle sue opere trovò riscontro in un gran numero di compositori, fra cui l'italiano Luigi Dallapiccola (n. 1904), che compone principalmente (ma non esclusivamente) sulla base delle tecniche dodecafoniche.

Seguendo la dottrina di Schónberg, alcuni compositori si servirono della tecnica dodecafonica per dar vita a un nuovo metodo di composizione, secondo il quale il compositore sceglie una particolare disposizione di dodici note, detta serie, determinando preventivamente la lunghezza di ogni nota, i motivi ritmici, eccetera; la fila può essere impiegata a rovescio o con l'inversione, ma tutte le note restano nello stesso ordine di relazione. Dal punto di vista del compositore, questo sistema presenta il vantaggio di consentire un controllo più severo dello sviluppo del motivo. Fra questi compositori, il tedesco Karlheinz Stockhausen (n. 1928) ha cercato la maniera di estendere ulteriormente questo tipo di controllo: insieme ad altri, ha preso dei suoni prodotti elettronicamente e ne ha tratto una musica elettronica che può fare a meno tanto degli esecutori quanto della notazione classica. In Francia si è sviluppato un genere analogo di musica, consistente in suoni naturali associati in modo nuovo e registrati su nastro magnetico: si chiama musique concrete.

Esperimenti di vario genere sono stati compiuti nell'ultimo decennio anche da Stravinskij , che s'è gradualmente avvicinato alla musica dodecafonica, e da Paul Hindemith (1895-1963), il pìú celebre compositore tedesco d'avanguardia, che ricercò il distacco psicologico e un estremo oggettivismo in contrapposizione al concetto dell’arte per Parte".