La musica vocale

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La musica religiosa è fondamentale per lo sviluppo di molta musica vocale: le melodie dei salmi, per esempio, tramandate di padre in figlio dagli antichi Ebrei, furono adattate e usate per la religione cristiana dai suoi primi fedeli. I canti ebraici, insieme ai modi greci di cui la Chiesa si era impadronita al tempo della sua espansione nel mondo mediterraneo, contribuirono a dar forma alla prima musica cristiana, il canto fermo, o canto gregoriano.

Prima del XVII secolo, quando molta musica veniva scritta per essere cantata, gli adattamenti polifonici per la messa offrivano ai compositori le occasioni più straordinarie: in Italia, Giovanni Pierluigi da Palestrina (circa 1526 94) passò la vita a comporre messe polifoniche che sono ancor oggi cantate in tutte le chiese cattoliche; lo spagnolo Tomas Luis de Victoria (1540 1611 circa) fu uno dei molti compositori che scrissero adattamenti imponenti per le messe in memoria dei defunti («da requiem"); in Inghilterra William Byrd (1540 1623 circa) scrisse messe in latino per i cattolici e in inglese per la Chiesa d'Inghilterra, essendo e rimanendo tuttavia cattolico.

Un altro grande compositore per la Chiesa fu Orlando di Lasso (1530 94), noto tanto per le sue composizioni mondane chiamate ntadrigali quanto per le messe. 1 madrigali erano adattamenti musicali di liriche profane formati da sei melodie cantate in contrappunto, e furono popolari particolarmente nelle Fiandre e in Italia. dove ebbero come massimo esponente Claudio Monteverdi (1567 1643); più tardi essi ebbero una grandissima diffusione anche in tutto il resto d'Europa. Se il latino era il normale linguaggio della musica sacr a di qualunque paese, ai madrigali furono invece adattate parole della lingua di ogni singola nazione.

Quasi contemporaneamente i compositori di professione rivolsero la loro attenzione all'assolo di canto, e questo principalmente perché lo stile polifonico era arrivato al punto in cui il senso delle parole andava perduto a causa del fitto intrecciarsi della musica; un'altra ragione del nuovo interesse per l'assolo stava nello sviluppo assunto dall'armonia. Infatti a quell’epoca i compositori riuscivano già perfettamente ad arricchire un’unica linea melodica con accordi d'appoggio su strumenti come il liuto o il clavicembalo.

Uno dei primi maestri del canto fu Henry Purcell , che dimostrava un'abilità particolare nell'adattare la musica ai ritmi della lingua inglese, abilità uguagliata più tardi da Franz Schubert (1797 1828), che riuscì meravigliosamente nel fondere la lingua tedesca e la musica nelle 600 e più arie da lui scritte durante la sua breve vita Il pianoforte, fu di particolare aiuto ai compositori che scrissero canti di questo genere, in quanto strumento ideale per aumentare ed arricchire il pathos.

Il movimento religioso noto col nome di Riforma, nel XVI secolo, divise nettamente l'Europa in due parti e in Germania i luterani cominciarono a trarre dalle canzoni popolari i motivi per i loro inni religiosi e a scrivere anche melodie originali; le parole dei nuovi inni non erano, ovviamente, in latino ma nella lingua del paese, e poiché ognuno era in grado di capire e di imparare tali canti nelle chiese protestanti gli inni divennero una parte popolare e condivisa da tutti del servizio divino.

Le cantate erano scritte per sole voci, coro e orchestra; le passioni erano composizioni musicali analoghe, ma scritte in particolare per i testi del Nuovo Testamento narranti la storia della passione e della morte di Cristo, con cantanti che raffiguravano il Cristo, l'Evangelista e così via. L'assemblea al completo cantava all'unisono le parti corali di una cantata o di una passione: alcune delle opere più importanti in questo campo furono composte da Heiniich Schiltz (1585 1672) e j. S. Bach , col quale il corale raggiunse la massima perfezione.

Anche nella cattolica Italia nacque un tipo di musica abbastanza simile al precedente, l'oratorio. Sull'esempio dei protestanti, S. Filippo Neri, nel tentativo di far presa sulla gente del popolo, aveva fondato negli anni fra il 1560 e il 1570 un ordine religioso, che chiamò Congregazione dell'Oratorio, i cui sacerdoti tenevano semizi composti da tutti di rappresentazioni morali o di miracoli e da orazioni drammatiche su soggetti religiosi inframmezzate da inni popolari; nel 1600 gli oratoriani presentarono a Roma il primo oratorio, con solisti, coro e orchestra. Il resto d'Europa, e particolarmente i Tedeschi, adottarono presto la nuova forma e il tedesco Hándel rese popolare l'oratorio in Inghilterra, restando il suo Messiah, scritto in inglese, uno degli oratori più famosi e più meritatamente noti, e non solo tra quelli composti da lui.