Disciplina che studia la storia della musica in tutti i
suoi aspetti (manifestazioni e usi della musica, elementi compositivi, forme
e generi, compositori e interpreti, mezzi di produzione e di esecuzione,
opere) inquadrandola criticamente nella più vasta storia della cultura e
dell'arte. Oltre ai metodi propri dell'indagine storica generale, la
storiografia della musica si avvale anche dell'approfondita conoscenza della
tecnica musicale e della sua evoluzione. Già nell'antichità greca alcuni
scrittori (Aristosseno, Plutarco e altri) avevano delineato tratti di storia
della musica. Ma fino al XVIII secolo la musica del passato non conobbe un
interesse sistematico e tentativi di sintesi, anche se non mancarono nel
Medioevo e nel Rinascimento (si ricordi per es. lo svizzero Henricus
Glareanus), occasionali rievocazioni e isolati spunti di riflessione teorica.
Nel '700, la coscienza storicistica che si diffondeva nelle culture
occidentali investì anche la storia della musica, determinando la riscoperta
di stili e autori del passato e trovando nuovo alimento nell'idealismo
romantico. Sul finire del sec. XVIII comparvero i primi lessici
storico-biografici (Sébastien de Brossard, Johann Mattheson, Johann
Gottfried Walther), le prime grandi opere di erudizione musicale (Giovanni
Battista Martini, Martin Gerbert, Friedrich Wilhelm Marpurg, Jean-Benjamin
de Laborde), e soprattutto alcuni trattati di storia della musica in cui la
ricerca e la sistemazione dei dati anticipano le metodologie storiografiche
moderne (Charles Burney, John Hawkins, Nikolaus Forkel). Ricco di opere
basilari fu il sec. XIX, dai lavori colossali di August Wilhelm Ambros,
François-Joseph Fétis, Carl Georg von Winterfeld e Raphael Georg Kiesewetter,
alle prime biografie critiche di musicisti (Otto Jahn, Franz Chrysander,
Alexander Thayer, Philipp Spitta) e alle prime edizioni degli opera omnia di
compositori; nuovi impulsi determinarono, nell'età del positivismo, il
sorgere di una storiografia della musica incentrata sulla ricerca
documentaria, sull'indagine filologica (Edmond de Coussemaker, Hugo Riemann,
Robert Eitner, Pierre Aubry), sulle strutture del linguaggio e sulla
riscoperta delle tradizioni autoctone (Raffaele Casimiri, Edmund Fellowes,
Higinio Anglés, Hans Joachim Moser ecc.). In seguito all'introduzione della
storia della musica come materia d'insegnamento presso l'università (che
avvenne tra il finire dell'800 e il principio del '900) la disciplina
conobbe un decisivo impulso e un moltiplicarsi di studi; subito dopo, a
causa della situazione politica nel vecchio continente e alla conseguente
emigrazione di molti studiosi dall'Europa all'America, un'importante scuola
musicologica si sviluppò intorno agli anni '30-'40 anche negli Stati Uniti,
grazie a personalità quali ad es., Alfred Einstein, Edward Lowinsky, Manfred
Bukofzer, Gustave Reese.
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