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Strumenti musicali tradizionali
Egitto
Tra gli strumenti arabi sono molto diffusi vari
tipi di violini, sia tradizionali che, più recentemente, di tipo europeo, ma
con accordature diverse dalla nostra. Il violino più caratteristico e più
diffuso era certamente il KAMANJAH (conosciuto anche con il nome di JOSE,
fabbricato con una noce di cocco spaccata a metà e ricoperta di pelle (di
pecora o di pesce). Tale strumento veniva suonato tenendolo in grembo,
seduti sul pavimento a gambe incrociate. Inoltre, particolarmente in
Tunisia, Algeria, Marocco, i musicisti utilizzano il RABAB, uno strumento a
due corde, ad arco, realizzato da un unico pezzo di legno con il corpo di
forma stretta e convessa. Il RABAB viene suonato con un arco in modo assai
simile al contrabbasso europeo. Le corde sono accordate alla distanza di una
quinta. Secondo alcuni studiosi, proprio il RABAB fu il precursore del
violino europeo. L'uso di un archetto per sfregare le corde è di probabile
derivazione asiatica. |
SONAGLIERA Si tratta di una sonagliera per la
danza. Abitualmente viene usata in coppia con un'altra, praticamente
identica. Le sonagliere di questo tipo sono in genere composte da una sorta
di impugnatura sagomata a maniglia, in questo caso di legno scuro, cui è
assicurato un pezzo di filo di ferro a formare un sostegno a forma di arco.
La sonagliera presenta cinque piccoli oggetti sferici, di bronzo,
attraversati dal filo di ferro che, ritorcendosi su sé stesso, li tiene
fissi nella prevista posizione. Il suono viene prodotto sia dallo
scuotimento delle singole sonagliere (ogni sonaglio contiene un batacchio di
metallo), che dalla percussione delle medesime, tra di loro o su altri
strumenti, oppure direttamente su varie parti del corpo |
Il RIQQ è un tamburello a cornice, con una
membrana del diametro di circa una decina di centimetri. La cornice, spesso
finemente decorata presenta cinque doppie aperture dette finestre, in cui
sono, posti simmetricamente a due per volta, dieci piattini di metallo. Il
RIQQ si tiene con la mano sinistra, e si batte, al centro della pelle, con
la mano destra. La membrana di un buon RIQQ (come quello esposto) è di pelle
di pesce (in questo caso di cernia). La cornice dello strumento è rivestita
di piccole, variopinte, piastre di mosaico che possono essere fatte di
madreperla, osso, corno o più spesso di legno colorato. Il suonatore di RIQQ
fa parte del complesso tradizionale della musica colta conosciuto con il
nome di TAKTH e svolge una determinante funzione ritmica d'accompagnamento.
Nel caso del DAFF (in secondo piano) si tratta di un tamburello a piattini,
assai simile al RIQQ, del diametro di una trentina di centimetri. La cornice
dello strumento presenta cinque paia di piattini, posti simmetricamente. Il
DAFF è uno strumento adibito, fin da tempi antichissimi, alla musica da
ballo femminile. Per funzioni di intrattenimento ed in accompagnamento alla
danza, era già conosciuto nell'Egitto dei faraoni. Anche nell'epoca
pre-islamica il tamburello a cornice risultava essere riservato
esclusivamente alle donne. Lo strumento si suona con la mano destra e si
regge con la sinistra. I dischi metallici forniscono, agitando il tamburello
o percuotendo contro il corpo, una sorta di effetto di tremolo. |
Senegal
Tunisia
BANDIR: Conosciuto anche come BENDIR, è un
tamburo a cornice, con una sola membrana, del diametro di almeno 40
centimetri. Nella cornice, di legno, è praticato un foro in cui si infila il
pollice della mano sinistra in modo da tenere lo strumento in verticale.
All'interno del BANDIR, sono tese due corde di risonanza (di budello), poste
a contatto della pelle tesa, lungo tutto il suo diametro. Lo strumento viene
utilizzato principalmente nel corso di cerimonie religiose. Nei paesi arabi,
dove è molto diffuso, viene utilizzato anche nelle particolari cerimonie
delle sette SUFI. La tradizione SUFI, fortemente caratterizzata
dall'utilizzo della musica, del ritmo e della danza per il raggiungimento di
particolari stati della coscienza, racconta di come jellad-ud-in Rumi,
completamente assorto nella contemplazione del Creatore e da Lui ispirato,
si mettesse improvvisamente a roteare ritmicamente su sè stesso, mentre la
sua veste, come pure i movimenti delle sue mani, disegnavano una sorta di
cerchio nell'aria (gesti che sarebbero divenuti la caratteristica |
Marocco
AL GHAITA. Siamo in presenza di strumenti di
chiara origine araba. I fiati in fotografia dispongono di un numero
variabile di fori frontali, più uno sul retro. L'imboccatura a fischietto,
alla base del cilindro porta-ancia, serve anche da appoggio alle labbra. Le
ance differiscono da strumento a strumento. Fatto abbastanza curioso, nella
musica tradizionale araba colta, l'unico strumento a fiato canonico è il
NAY, un lungo flauto utilizzato esclusivamente dagli uomini, fabbricato in
bambù. Tutti gli altri strumenti a fiato fanno invece parte della musica
popolare, come nel caso della SHABBADAH, del SURNAY, del MEJWES,
dell'ARGHUL. Con il termine AL GHAITA o AL GHAIDA si identifica, in Africa,
lo strumento equivalente al SURNAY di origine araba, un oboe ad ancia doppia
che viene suonato nei giorni di festa e durante le processioni, come
accompagnamento dei tamburi |
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LIUTO. Liuto, di medie dimensioni, del tipo a
manico lungo, di provenienza arabo-berbera. La caratteristica principale di
questo strumento è data dalla cassa di risonanza costituita da un piccolo
guscio di tartaruga su cui è tesa una membrana di pelle. La membrana è
direttamente sagomata sul guscio di tartaruga ed assicurata allo stesso per
tensione, essendo rifinita da una cucitura che ne assicura l'indeformabilità
una volta stretta attorno alla cassa ed assicurata alla base del manico. Il
manico, di legno, intarsiato, presenta tre chiavi cui sono assicurate
altrettante corde di nylon accordabili per tensione. Sulla membrana è
presente un ponticello di legno, mobile, dalla forma a "M", con le tacche
per le corde. |
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QUARQUABA. Si tratta di strumenti ritmici
(GNAWA) molto utilizzati nell'accompagnamento delle danze. Sono fatti
generalmente di ferro, forgiato o grezzo. Di varia circonferenza e spessore,
ricordano vagamente, anche nell'uso, oltre che nella forma, le ben più note
nacchere spagnole. In questo caso la forma è a 8, con quattro crotali
sovrapposti a due a due. |
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Tamburi
a caldaia Tbilat vengono utilizzati a coppie. Sono in ceramica e pelle,
riccamente decorati. Le membrane sono tese grazie a corde di budello
intrecciate ad X. Tamburi a calice monopelle, ma singoli, sono invece gli
Agoual, dalla forma più allungata. In questi tamburi, di origine araba, le
pelli utilizzate come membrana sono comunemente di montone. Gli strumenti in
questione sono suonati con entrambe le mani, appoggiandoli a terra, tra le
gambe. Spesso l'Agoual viene invece tenuto sotto un braccio e percosso con
l'altra mano. Le variazioni del timbro si ottengono percuotendo le pelli
vicino al bordo o centralmente, oppure variando la pressione del palmo
sempre sulla pelle. |