Il neoplatonismo



La «scolastica» neoplatonica
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 II neoplatonismo è l'ultima manifestazione del platonismo nel mondo antico. Esso riassume e porta alla formulazione sistematica, e (con Proclo) addirittura scolastica, le tendenze e gli indirizzi che si erano manifestati nella filosofia greca e alessandrina dell'ultimo periodo. Elementi pitagori­ci, aristotelici, stoici vengono fusi con il platonismo in una vasta sintesi che doveva influenzare potentemente tutto il corso del pensiero cristiano e medievale, e, attraverso di esso, anche quello del pensiero moderno. Il neo­platonismo è così la manifestazione più cospicua dell'orientamento religioso che prevale nella filosofia dell'età alessandrina. Esso è altresì la prima forma storica della scolastica, se con tal nome s'intende la filosofia che cerca di realizzare una comprensione razionale delle verità religiose tradizionali. Difatti l'atteggiamento religioso implica che la verità come tale non va cercata: essa è stata rivelata ed è garantita dalla tradizione. Dall'altro lato, occorre comprendere, spiegare e difendere tale verità; e a questo scopo viene utilizzata la filosofia che meglio vi sì presta, in questo caso il platonismo.

Il neoplatonismo quindi non ha niente a che fare con il platonismo originario ed autentico. E invece una specie di scolastica che utilizza il platonismo, in confusa mescolanza con altri elementi dottrinali eterogenei, allo scopo di giustificare un atteggiamento religioso. Il fatto che Proclo, il più consapevole rappresentante della scolastica neoplatonica, abbia considerato spuri la Repubblica e le Leggi di Platone, che mal si prestano, per il loro dominante interesse politico, ad essere utilizzati ai fini di un'apologetica religiosa, è una prova evidente della cesura che c'è tra platonismo e neoplatonismo e della impossibilità di utilizzare quest'ultimo come elemento di comprensione storica del platonismo originario.

Fondatore del neoplatonismo è AMMONIO SACCA, vissuto tra il 175 e il 242 d. C. senza lasciare alcuno scritto. Egli era bracciante (donde il soprannome di «Sacca»); in seguito insegnò in Alessandria la filosofia platonica.
Tra i suoi scolari si annoverano ORIGENE, che non è da confondere con l'Origene cristiano, e CASSIO LONGINO (circa 213-73), retore e filologo, sotto il nome del quale ci è giunto lo scritto Sul sublime, che però non è suo.



La maggiore figura del neoplatonismo è PLOTINO. Nato a Licopoli in Egitto nel 203 o 204 d. C., partecipò alla spedizione dell'imperatore Gordiano contro i Persiani per conoscere le dottrine dei Persiani e degli Indiani; al ritorno si stabilì in Roma, dove la sua scuola ebbe tra i suoi ascoltatori numerosi senatori romani. L'imperatore Gallieno e sua moglie Salonina furono tra i suoi ammiratori. Egli morì in Campania a 66 anni, nel 269 0 270 d. C.

Il suo scolaro PORFIRIO di Tiro (nato nel 232-33 e morto a1 principio del lV secolo) pubblicò gli scritti del maestro ordinandoli in sei Enneadi, ossia libri di nove parti ciascuno. Porfirio è anche autore di numerose opere originali. Tra queste particolarmente importanti una Vita di Plotino, una Vita di Pitagora e l'Introduzione alle Categorie di Aristotele che è un commentario allo scritto aristotelico in forma di dialogo. L'interesse fondamentale di Porfirio è pratico-religioso. Egli trae dalla dottrina di Plotino motivi per difendere la religione pagana.

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PLOTINO

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