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CARROLL LEWIS

(Daresbury 1832 - Guildford 1898)


Scrittore inglese (vero nome: Charles Lutwidge Dodgson). Pastore anglicano e docente di matematica a Oxford, con lo pseudonimo di Lewis Carroll acquistò fama quale autore di Alice nel paese delle meraviglie (1865). Scrisse Phantasmagoria; Attraverso lo specchio (1871), il seguito di Alice; La caccia allo Snark (1876); A tangled tale; Sylvie e Bruno (1889).
 


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E' una delle opere più singolari della letteratura inglese (pubblicata nel 1865) e ormai un classico mondiale della letteratura per ragazzi. Carroll, professore di matematica, studioso di linguistica e ministro anglicano, era un assiduo frequentatore della famiglia Liddell, dove conobbe Alice, una bambina di notevole vivacità e intelligenza. A lei dedicò, prima raccontando a voce, poi per iscritto, questo piccolo capolavoro. L'opera in sè può essere letta sotto molteplici aspetti, come allegoria e come satira. E' evidente che la storia meravigliosa della piccola Alice, delle sue esperienze in un mondo favoloso e arcano riflette per molti versi la biografia privata (estremamente segreta) del professore di matematica, affascinato dalla bellezza enigmatica e, ai suoi occhi, diabolica di questo folletto del fantastico. La matrice prima - o il meccanismo narrativo - che mette in moto tutta la storia è il nonsenso.

Ecco cosa scrive in proposito Andrè Breton, uno dei padri del surrealismo, attento lettore di Carroll: "Il nonsense in Lewis Carroll deriva la sua importanza dal fatto che costituisce la soluzione vitale d'una contraddizione profonda tra l'accettazione della fede e l'esercizio della ragione da una parte. Dall'altra, tra la coscienza poetica e i rigidi doveri professionali. La caratteristica di questa soluzione soggettiva è il suo duplicarsi in una soliuzione oggettiva, d'ordine poetico: la mente, messa davanti a ogni specie di ostacolo, può trovare una scappatoia ideale nell'assurdo. L'indulgenza verso l'assurdo riapre all'uomo il regno misterioso abitato dai bambini. Il gioco dell'infanzia, come perduto mezzo di conciliazione tra azione e sogno in vista della soddisfazione organica, è così abilitato e rionorato. I poteri presiedenti al realismo e all'artificio infantile e militanti per una morale senza costrizioni, cadono in letargo tra i cinque e i dodici anni, ma sono passibili di un ricupero sistematico capace di minacciare il mondo severo e inerte in cui ci è prescritto di vivere".

Per quanto una lettura in chiave psicanalitica dell'opera riserverebbe una quantità di sorprese, è necessario cogliere il valore poetico e umano di questa straordinaria storia al di là di ogni possibile interpretazione complementare. Alice è il primo grande viaggio nel mondo sconosciuto dell'infanzia, nelle sue fantasmagoriche regioni: la realtà qui dà la mano alla fantasia: il vero e il falso si trasformano e si integrano in un tutto unico che diventa immaginazione. Alice, in un caldo pomeriggio, è seduta accanto alla sorella in un prato. E' molto annoiata e impigrita, ed ecco che le passa accanto di corsa "un coniglio bianco con gli occhi rosa". Forse la cosa non avrebbe impressionato Alice se il coniglio oltre a parlare non avesse tirato fuori dal taschino del suo panciotto un orologio. Il meccanismo d'avvio di tutta la storia non è tanto nel coniglio che corre e parla, ma nel fatto che esso abbia un taschino nel panciotto e un orologio. Alice, alquanto incuriosita, lo segue e precipita in un profondissimo pozzo. "O il pozzo era veramente molto profondo o era lei che cadeva molto adagio perchè, lungo il percorso, ebbe tutto il tempo di girar gli occhi intorno e di chiedersi cosa mai sarebbe capitato ora. Per prima cosa tentò di guardare sotto per rendersi conto di dove sarebbe andata a finire, ma era troppo buio per poter distinguere qualcosa. Guardò poi le pareti del pozzo e notò che erano coperte di credenze e scaffali di libri: di tanto in tanto c'erano carte geografiche e quadri appesi a chiodi. Passando davanti a uno scaffale afferrò un barattolo; sull'etichetta stava scritto "Marmellata d'arancia" ma, con sua grande delusione, era vuoto. Non le sembrò il caso di lasciar cadere il barattolo, aveva paura di uccidere qualcuno, ma riuscì a riporlo su una delle credenze che oltrepassò precipitando. La povera Alice precipitò ancora per un bel po' "attraverso" la terra, quando improvvisamente, pàmfete, la caduta ebbe fine e lei si trovò sopra un mucchio di foglie secche". Ha così inizio questo grande viaggio nello straordinario: Alice via via fa gli incontri più incredibili, modificando di pari passo la propria sensibilità. Così, mangiando certi cibi può aumentare o diminurire le proprie dimensioni, diventare gigantesca oppure microscopica. Fa la conoscenza di un Bruco; è invitata a un tè, dove trova il Cappellaio Matto che pronuncia assurdi discorsi, conosce fra le altre cose il Gatto Cheshire che appare e scompare a proprio piacimento, accovacciato sul ramo di un albero. Incontra la regina di Cuori e rischia di essere picchiata da un nugolo di carte da gioco che la inseguono irritatissime per il suo comportamento alquanto sbarazzino. A questo punto la bambina si risveglia dal sonno e racconta alla sorella le strane avventure vissute da lei in quel meraviglioso mondo che è l'immaginazione infantile.