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Alfabeto cirillico
Cirillo e Metodio Santi, detti
“apostoli degli slavi”. Figli di un magistrato bizantino, Cirillo (Tessalonica
827-869) e Metodio (Tessalonica 815 ca. - 885) fecero parte di una
missione inviata nell’860 dall’imperatore Michele III presso i cazari,
una popolazione tatara tollerante verso tutte le confessioni, il cui
capo praticava l’ebraismo.
Nell’862-863, preparandosi a intraprendere una missione nella Grande
Moravia (oggi regione orientale della Repubblica Ceca) per
evangelizzare gli slavi, Cirillo creò il primo alfabeto slavo, detto
“glagolitico”, il cui uso è oggi quasi del tutto scomparso; per
molto tempo al santo si attribuì la creazione dell’alfabeto
cirillico, inventato probabilmente da un suo seguace.
Negli anni
seguenti i fratelli tradussero alcuni libri del Nuovo Testamento in
paleoslavo e fecero di queste traduzioni la base della liturgia in
lingua slava. Osteggiati dal clero germanico, furono convocati a
Roma da papa Niccolò I per spiegare i motivi del mancato utilizzo
del latino nelle cerimonie religiose; tuttavia, Niccolò morì prima
che raggiungessero Roma, e Adriano II, suo successore, approvò la
liturgia slava.
Cirillo morì a Roma, mentre Metodio tornò in Moravia, dove proseguì
la sua opera missionaria e divenne arcivescovo nell’869. Cirillo e
Metodio furono canonizzati nel 1881 da papa Leone XIII.
Alfabeto cirillico
Alfabeto usato dai popoli slavi di fede ortodossa, introdotto tra il
IX e il X secolo e attribuito dalla tradizione a san Cirillo.
Comprendeva originariamente 43 lettere, attualmente ridotte a 32 nel
russo, 30 nel bulgaro e serbo, 33 nell'ucraino. Basato su caratteri
greci ed ebraici, sostituì il precedente alfabeto glagolitico usato
nelle prime traduzioni dal greco dei testi liturgici.
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