Greta Garbo      Mata Hari



Nome d’arte di Greta Louisa Gustafsson (Stoccolma 1905 - New York 1990), attrice statunitense di origine svedese. Soprannominata “la divina”, studiò all’Accademia reale d’arte drammatica di Stoccolma. Dopo aver interpretato con buoni risultati alcuni film svedesi (La leggenda di Gösta Berling, 1924, di Mauritz Stiller) e tedeschi (La via senza gioia, 1925, di G.W. Pabst), l’attrice fu scritturata dalla Metro-Goldwyn-Mayer e si stabilì negli Stati Uniti.


Greta Garbo e Melvyn Douglas in una scena di Ninotchka (1939), diretto da Ernst Lubitsch.

Greta Garbo, fatale "divina" del cinema muto, riuscì a mantenere intatto il suo fascino anche con l'avvento del sonoro, a partire dagli anni Trenta. Indimenticabile interprete di Mata Hari, Anna Karenina, La regina Cristina, dopo varie prove strettamente drammatiche si cimentò nel genere brillante con Ninotchka, pubblicizzato dallo slogan "La Garbo ride!".

Il suo primo film americano, Il torrente (1926), fu un grande successo; a questo seguirono La tentatrice (1926) e La carne e il diavolo (1927), che la resero una delle dive più popolari dell’epoca. Il primo film sonoro della Garbo fu Anna Christie (1930), tratto dal dramma di Eugene O’Neill. Da allora, la voce roca e lievemente trascinata, lo sguardo intenso e l’algida bellezza della Garbo sono entrate a far parte dell’immaginario cinematografico di intere generazioni di cinefili.

Tra le altre sue interpretazioni memorabili si ricordano quelle per Cortigiana con Clark Gable (1931) di Robert Z. Leonard; Mata Hari (1932) di George Fitzmaurice; Grand Hotel (1932) di Edmund Goulding; La regina Cristina (1933) di Rouben Mamoulian; Anna Karenina (1935) di Clarence Brown, dal capolavoro di Tolstoj; Margherita Gautier (1936) di George Cukor, dal romanzo La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio; Maria Walewska (1937), ancora di Brown; Ninotchka (1939) di Ernst Lubitsch con Bela Lugosi.

Greta Garbo uscì di scena dopo aver terminato Non tradirmi con me (1941). Nel 1950 fu decretata miglior attrice dei primi cinquant’anni del secolo dalla rivista “Variety” e, nel 1954, le fu assegnato un Oscar alla carriera.

Bibliografia essenziale

Bevilacqua, M.G., Con Garbo. Un viaggio alla ricerca della Divina, La Tartaruga, Milano 1997.
Corliss, R., Greta Garbo, Milano Libri, Milano 1983.
Sapori, A., Dive, divi e divismo nella Hollywood degli anni trenta, Marsilio, Venezia 1984.
Sembach, K.-J. (a cura di), Greta Garbo. Ritratti 1920-1951, Garzanti/Vallardi, Milano 1986.