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FIABE PER BAMBINI E FAMIGLIE
Raccolta di fiabe degli scrittori tedeschi Jakob (1785-1863) e Wilhelm Grimm (1786-1859)
 

Cappuccetto rosso       Folclore

La celebre raccolta di fiabe popolari, più dieci "leggende per bambini" di tema religioso, comparve in due volumi, il primo pubblicato nel 1812 e il secondo nel 1815: ebbero sette edizioni durante la vita dei Grimm, e il numero delle fiabe, con i successivi ampliamenti, giunse a 200.

Nel 1822 uscì un terzo volume, un commento alle fiabe a opera di Wilhelm. L'idea di registrare e pubblicare quanto la tradizione popolare aveva tramandato era venuta ai Grimm da due giovani poeti romantici, Achim von Arnim e Clemens Brentano, che con la raccolta di canti popolari Il Corno meraviglioso del fanciullo avevano inteso dare al popolo un testo educativo. Ma a differenza dell'Arnim e del Brentano, i Grimm riportavano fedelmente quanto la tradizione aveva tramandato, senza abbellimenti nè ritocchi. Fra gli "autori" può così essere annoverata anche Katherina Viehmann, contadina di un villaggio vicino a Cassel. Non tutte le fiabe vennero però trasferite dalla voce diretta dei contadini, ma anche da amici e familiari: le figlie del farmacista di Cassel, Wild (una delle quali, Dortchen, divenne poi moglie di Wilhelm) ; le due cognate d'una sorella dei Grimm, che venivano da Hanau; una nobile e numerosa famiglia della Westfalia. Altro materiale fu tratto da manoscritti medievali, libretti popolari e testi religiosi del tempo di Lutero. Lo spirito che animava il lavoro dei due fratelli era lo spirito "nazional-popolare", caratteristico dell'epoca in cui la Germania, occupata dalle truppe napoleoniche, si apprestava alla riscossa nazionale, e forte si faceva quindi la coscienza patriottica. Varia è la tematica di queste fiabe che, nella loro fissità atemporale e in un coro polifonico in cui si mischiano personaggi del villaggio e della foresta, streghe, maghi e apparizioni angeliche, feudalesimo e preistoria, voci buffe e solenni, ci descrivono un mondo dalle inesauribili e imprevedibili varianti. Ci sono le fiabe di giganti e di nani, di foreste e di incantesimi, di animali magici e di animali parlanti; fiabe di gente in gamba, di furbi e di sciocchi; fiabe di mistero e di paura; fiabe del diavolo, del vivere, del morire e dell'aldilà; e poi le fiabe più famose come Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel, Biancaneve, Cenerentola, Rosaspina , Pollicino, Fratellino e sorellina. I Grimm pensarono subito alle Fiabe anche come libro per l'infanzia: esso venne dedicato a Bettina von Arnim per il suo figlioletto. Appena Goethe l'ebbe letto, scrisse a Carlotte von Stein che il libro era stato fatto "per rendere felici i bambini". Esso divenne ben presto il libro su cui, per generazioni, si formarono i bambini tedeschi. E quando prese forma una produzione letteraria per l'infanzia, i volumi dei Grimm diventarono la fonte d'innumerevoli traduzioni, scelte e adattamenti in tutte le lingue: adattamenti motivati dal fatto che i Grimm furono accusati di aver scritto fiabe truci, paurose e barbariche, o rozze e illogiche; e molti redattori preferirono dare maggior risalto ai toni sentimentali e alla morale pratica che le storie contenevano. Ma il carattere scientifico della raccolta, che aprì la strada alla filologia e al folklore tedeschi moderni, diede luogo a una polemica con il Brentano e con l'Arnim.
I due poeti trovarono disadorna e povera la redazione di queste fiabe, dal momento che non distinguevano fra poesia popolare e poesia artistica. I Grimm, invece, credevano che la seconda non potesse che sforzarsi di assomigliare alla prima, che essi consideravano derivata dai grandi temi epici della mitologia germanica, come la saga dei Nibelunghi. In seguito, poi, gli antropologi e gli etnologi cercarono di risalire dalle deformazioni romantiche ai motivi primitivi che vi erano sepolti, ai particolari misteriosi che rimandavano a riti o miti dimenticati.