I prodromi dello scisma d'Oriente


Lo scisma del 1054 fu solo il punto di arrivo di un processo di distacco fra Roma e Costantinopoli in atto già da molti secoli. Roma rivendicava una superiorità religiosa che avrebbe dovuto determinare la sua autorità sulle altre Chiese. Il primo documento ci illustra le ragioni teologiche e storiche con cui Roma argomentava questa tesi. Il Concilio di Calcedonia del 451 si occupò direttamente del problema, stabilendo l'autonomia di Costantinopoli dalle ingerenze del pontificato romano.


LE RAGIONI CON CUI ROMA RIVENDICA LA PROPRIA AUTORITÀ RELIGIOSA
Sinodo romano del 382
Ora che abbiamo enunciato il nostro parere su tutte le Scritture profetiche, evangeliche ed apostoliche sopra elencate e sulle quali per grazia di Dio, la Chiesa cattolica è fondata, riteniamo di stabilire anche questo: benché l'intera Chiesa cattolica, allargata ormai al mondo, partecipi dello stesso connubio di Cristo, tuttavia la Santa Chiesa romana non si sovrappone alle altre Chiese in virtù di statuti sinodali, ma ha conseguito il primato per la voce del nostro Signore e Salvatore, quando dice nel Vangelo: Tu sei Pietro e sopra questa pietra fonderò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevarranno su di essa, e a te darò le chiavi del regno dei cieli e quello che legherai sulla terrà sarà legato in cielo, e quello che scioglierai sulla terra sarà sciolto in cielo. E a quella di Pietro fu aggiunta poi anche la compagnia del beatissimo apostolo Paolo, che non in un altro tempo, come blaterano gli eretici, ma nello stesso tempo e nello stesso giorno, sotto Nerone, sostenendo una acerrima lotta con una morte gloriosa ha avuto la corona del martirio insieme a Pietro; ed insieme hanno consacrato a Cristo la predetta Santa romana Chiesa e con la loro presenza ed il loro venerabile trionfo l'hanno innalzata su quella di tutte le altre città del mondo intero. Dunque la prima sede dell'apostolo Pietro è quella della Chiesa romana che non ha macchia né increspature né altro difetto.



LA RIVENDICAZIONE DELL'AUTONOMIA DI COSTANTINOPOLI DA ROMA
Concilio di Calcedonia del 451
XXVIII.
Voto sui Privilegi della sede di Costantinopoli.
Seguendo in tutto le disposizioni dei santi padri, preso atto del canone [III] or ora letto, dei 150 vescovi cari a Dio, che sotto Teodosio il Grande, di pia memoria, allora imperatore si riunirono nella città imperiale di Costantinopoli, nuova Roma, stabiliamo anche noi e decretiamo le stesse cose riguardo ai privilegi della stessa santissima Chiesa di Costantinopoli, nuova Roma. Giustamente i padri concessero privilegi alla sede dell'antica Roma, perché la città era città imperiale. Per lo stesso motivo i 150 vescovi diletti da Dio concessero alla sede della santissima nuova Roma, onorata di avere l'imperatore e il senato, e che gode di privilegi uguali a quelli dell'antica città imperiale di Roma, eguali privilegi anche nel campo ecclesiastico e che fosse seconda dopo di quella. Di conseguenza, i soli metropoliti delle diocesi del Ponto, dell'Asia, della Tracia, ed inoltre i vescovi delle parti di queste diocesi poste in territorio barbaro saranno consacrati dalla sacratissima sede della santissima Chiesa di Costantinopoli. È chiaro che ciascun metropolita delle diocesi sopraddette potrà, con i vescovi della sua provincia, ordinare i vescovi della sua provincia, come prescrivono i sacri canoni; e che i metropoliti delle diocesi che abbiamo sopra elencato, dovranno essere consacrati dall'arcivescovo di Costantinopoli, a condizione, naturalmente, che siano stati eletti con voti concordi, secondo l'uso, e presentati a lui.