Manifesto degli
scienziati razzisti
Nell'ottobre 1938 anche l'Italia, come la Germania, si dotò di una
legislazione antiebraica, sulla base della quale si dispiegò una capillare
persecuzione nei confronti di questa minoranza religiosa. Sulla base di tale
legislazione gli ebrei italiani furono privati di fatto della cittadinanza:
non potevano possedere beni oltre certi limiti, né essere assunti nella
pubblica amministrazione civile e militare, né sposarsi con non ebrei. Il 14
luglio 1938 sul "Giornale d'Italia", apparve un Manifesto degli scienziati
razzisti, che definì la cornice ideologica all'interno della quale si
iscrisse il progetto legislativo. Da tale documento sono estratti i brani
che seguono.
1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una
astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica,
materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da
masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri
fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.
Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze
umane superiori o inferiori, ma soltanto che esitono razze umane differenti.
[...]
6. Esiste ormai una pura "razza italiana". Questo enunciato non è basato
sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto
storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di
sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni
popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di
nobiltà della Nazione italiana.
7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta
l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo.
Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti
di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un
punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose.
La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e
l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia
le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli
Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un
modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi
caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee,
questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di
se stesso e di maggiore responsabilità.[...]
8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali)
da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. Sono perciò da
considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di
alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche
le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie
ideologiche assolutamente inammissibili.
9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso
dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in
generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha
lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di
assimilazione fu sempe rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano
l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è
costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli
elementi che hanno dato origine agli Italiani.
10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non
devono essere alterati in nessun modo. L'unione è ammissibile solo
nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero
e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e
differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi
altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato
dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà
diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.
Manifesto degli scienziati razzisti, in "Giornale d'Italia", 14 luglio 1938.
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