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È apparso qualche anno fa in Francia un libro di Jean-Francois Gautier, intitolato L'univers existe-t-il? Esiste l'universo? Bella domanda. E se l'universo fosse un concetto come l'etere cosmico, il flogisto, la cospirazione dei Savi Anziani di Sion?
Le argomentazioni dí Gautier sono filosoficamente sensate. Quella dell'universo, come totalità del cosmo, è una idea che proviene delle più antiche cosmografie, cosmologie e cosmogonie. Ma si può descrivere, come se lo si vedesse dall'alto, qualcosa entro cui siamo contenuti, di cui siamo parte e da cui non possiamo uscire? Si può dare geometria descrittiva dell'universo quando non esiste uno spazio fuori di esso su cui proiettarlo? Si può parlare di inizio dell'universo, quando una nozione temporale come quella d'inizio deve riferirsi al parametro di un orologio, mentre l'universo è al massimo l'orologio di se stesso e non può essere riferito a nulla che gli sia esterno? Si può dire con Eddington che "un centinaio di miliardi di stelle costituiscono una galassia; un centinaio di miliardi di galassie costituiscono l'universo" quando, osserva Gautier, mentre una galassia è un oggetto osservabile, l'universo non lo è, e quindi si sta stabilendo una analogia indebita tra due entità incommensurabili? Si può postulare l'universo per poi studiare con strumenti empirici questo postulato come se fosse un oggetto? Può esistere un oggetto singolare (certo il più singolare tra tutti) che abbia per caratteristica quella di essere solo una legge? E se la storia del Big Bang fosse un racconto altrettanto fantasioso di quello gnostico che voleva l'universo nato dal lapsus di un Demiurgo maldestro?
In fondo questa critica della nozione di Universo ricalca la critica kantiana della nozione di Mondo.
Visto che a qualcuno il sospetto che il sole non girasse intorno alla terra è parso a un certo momento storico altrettanto folle ed esecrando che il sospetto che l'universo non esista, è utile tenere la mente sgombra e fresca anche per il momento in cui la comunità degli uomini di scienza decretasse che l'idea di universo è stata una illusione, come la terra piatta e i Rosa-Croce.
In fondo il primo dovere dell'uomo di cultura è quello di tenersi all'erta per riscrivere ogni giorno l'enciclopedia.


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