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Dopo la cultura dei campi di urne, sviluppatasi nei territori meridionali a
partire dal sec. XII a.C., l'area germanica vide il fiorire della civiltà
celtica, assai più raffinata ed evoluta di quella espressa, negli stessi anni,
dalle varie tribù germaniche. Le spedizioni romane, dall'età di G. Cesare in
poi, portarono le popolazioni locali a contatto con quella cultura, la quale
lasciò tracce evidenti nella struttura di diversi insediamenti urbani, nella
costruzione di edifici termali (Treviri) nonché in opere di scultura e nei
mosaici.
Dopo il periodo di invasioni barbariche, che vide un obiettivo ristagno
nella produzione artistica, se si eccettuano la miniatura e l'oreficeria, la
rinascita carolingia diede nuovo impulso, a partire dal sec. IX, anche all'arte
germanica. I documenti più significativi di tale civiltà si ritrovano
soprattutto nell'architettura civile e sono rappresentati dalle numerose
residenze imperiali o regie sparse sul territorio. Anche la scultura in bronzo (statuetta
equestre di Carlo Magno, Parigi, Louvre) e la pittura murale (affreschi di
Müstair) furono sicuramente molto praticate, ma di esse ci sono pervenuti scarsi
reperti, al contrario di quanto accaduto per la miniatura.
A partire dal sec. X
si sviluppò anche in G. l'arte romanica. In architettura una delle prime
costruzioni di questo stile fu la chiesa di S. Michele a Hildesheim (1010-33).
Da ricordare anche le cattedrali di Spira (sec. X-XI), Magonza (1100-1239) e
Worms (1171), nelle quali la spinta verticale risulta però già accentuata
rispetto agli edifici di età ottoniana. Il carattere austero ed essenziale
dell'arte romanica viene confermato anche nella scultura, come testimoniano le
porte in bronzo del duomo di Hildesheim (1015), il crocifisso di Werden (fine
sec. XI) e la Madonna del Museo di Magonza (inizio sec. XI). La scultura più
significativa del tardo-romanico è il celebre Leone di Braunschweig (1166), in
bronzo, primo esempio in area germanica di scultura monumentale non collegata a
strutture architettoniche. La plastica minore, espressione quasi sempre delle
esigenze decorative di ambienti ecclesiali, diede risultati ancora più
apprezzabili: oggetti in legno, pietra, smalto, rame, bronzo e oro, vetrate con
mosaici (significative le figure di profeti del Duomo di Augusta, del sec. XII)
e opere di miniatura sono numerose e testimoniano l'alto livello artistico di
quella civiltà. Meno interessanti risultano invece i pochi esempi pervenutici di
pittura parietale.
In G. il gotico, di derivazione francese, si affermò con un
certo ritardo rispetto al paese d'origine. In architettura sono da ricordare la
facciata e la navata della cattedrale di Strasburgo; il coro, la navata e la
facciata del Duomo di Colonia; l'insieme di quello di Friburgo in Brisgovia.
Numerosi furono anche gli edifici residenziali (palazzi, castelli). La plastica
gotica operò nel senso di alleggerire la massa scultorea, accentuandone il
linearismo e la dinamicità. Questi elementi si imposero pienamente dopo una fase
caratterizzata da un maggior equilibrio di impostazione classicista (sculture
del Duomo di Strasburgo, risalenti agli anni 1220-30; figure dei fondatori, nel
Duomo di Naumburg, realizzate intorno alla metà del sec. XIII). L'opera
scultorea più significativa del gotico maturo è considerata il Cristo e Apostoli,
nel coro del Duomo di Colonia (inizi del sec. XIV).
La pittura del sec. XIV
accolse suggerimenti italiani, trasfigurandoli e sublimandoli con la leggerezza
del gotico. Nel sec. XV anche i pittori germanici scoprirono la profondità
prospettica. Le figure più significative furono quelle di L. Moser (Altare della
Maddalena, Tiefenbronn, 1431), H. Multscher (Storie di Maria, Wurzbach, 1437) e
K. Witz. S. Lochner (Adorazione dei magi, Colonia, 1440) e M. Schongauer (La
Madonna del roseto, Colmar, 1473) rappresentarono invece gli elementi di
collegamento con la pittura fiamminga. Nel rinascimento germanico giganteggia la
figura di A. Dürer, che operò una sintesi personale ed efficace tra razionalismo
umanistico italiano e tradizione fantastica nordica (autoritratti, conservati a
Monaco, Madrid e Parigi; Adorazione dei Magi, 1504, Firenze, Uffizi; Adorazione
della Trinità, 1511, Vienna, Kunsthist. Mus.). Da lui furono influenzati gli
altri pittori del secolo, come M. Grünewald, la cui potente ispirazione
religiosa ha prodotto il polittico di Isenheim (1512-15), L. Cranach il Vecchio,
che alternò dipinti di soggetto religioso a immagini sensuali di divinità
femminili pagane, A. Altdorfer, H. Burgkmair e soprattutto H. Holbein il Giovane,
le cui opere (Cristo morto, Gli Ambasciatori) esprimono una drammatica tensione
realistica.
Nel corso del sec. XVI l'architettura segnò il passo, perché le
continue guerre sostenute da Carlo V e soprattutto i conflitti religiosi
ostacolarono la committenza e la progettazione di opere impegnative: in ogni
caso gli edifici costruiti (soprattutto castelli e palazzi nobiliari)
conservarono l'impronta dello stile gotico. La scultura invece diede risultati
di rilievo soprattutto con le produzioni lignee della G. meridionale, di
soggetto religioso.
All'inizio del sec. XVIII risalgono i primi documenti di
architettura barocca. Vennero realizzati nell'area meridionale, dove operavano
artisti austriaci come J.B. Fischer von Erlach e L.J. von Hildebrandt, che
avevano studiato e rielaborato l'architettura barocca italiana, come poi fecero
i fratelli Georg, Christoph e Johann Dientzenhofer (Duomo di Fulda) e il figlio
di Christoph, Kilian Ignaz (S. Nicola a Praga), B. Neumann (castello di Würzburg),
D. Zimmermann (santuario di Wies), G. Baehr (chiesa evangelica di Nostra
Signora, a Dresda), C. Tumb e F. Beer, della scuola del Vorarlberg. La scultura
barocca, tra '600 e '700, fu influenzata dalle esperienze italiane e fiamminghe,
rielaborate in sintesi originali soprattutto da B. Permoser, M. Braun e A.
Schlüter, attivi nei primi decenni del sec. XVIII; nelle zone meridionali
l'attività scultorea venne praticata in funzione decorativa, come completamento
delle strutture architettoniche. Tra i pittori sono da ricordare A. Elsheimer,
celebre per i suoi paesaggi notturni; C. Flegel, autore di nature morte; J. Liss,
le cui favole mitologiche risentono dell'intenso cromatismo assorbito dalla
scuola veneziana. Negli ambienti di corte si era poi affermato un manierismo
raffinato ed elegante. Ma ancora una volta furono le arti minori a raggiungere i
risultati più significativi, soprattutto le porcellane rococò e i mobili dalla
linea raffinata (inizi sec. XVIII).
Tra il sec. XVIII e XIX si affermò il gusto neoclassico: L. von Klenze ne diede
una magistrale interpretazione architettonica a Monaco con la Alte Pinacotek
(1826-30) e i Propilei (1846-60), mentre a Berlino K.F. Schinkel operò una
sintesi più complessa (Altes Museum, 1824-30; Werdersche Kirche, 1825-30),
ricuperando elementi gotici e giungendo a soluzioni già intrise di romanticismo.
In ambito scultoreo il maggior artista neoclassico fu J.A. Carstens, che si
ispirò all'ideale di assoluta armonia teorizzato da Winckelmann, mentre J.G.
Schadow ne diede un'interpretazione potentemente realistica. Neoclassicismo e
spiritualismo di tono medievale furono gli orientamenti pittorici prevalenti nel
sec. XIX. Al primo filone sono da ascriversi i paesaggi dominati e costruiti
dall'uomo di J.A. Koch e la produzione di G. Schick. Al secondo la natura
spiritualizzata ritratta da C. D. Friedrich e i dipinti dei maestri Nazareni (F.
Overbeck, F.J.H. Olivier, J. Schnorr von Carolsfeld). A. Böcklin produsse opere
di grande tensione drammatica, mentre A. Feuerbach si segnalò per i raffinati
ritratti e H. von Marées per la tendenza idealizzante che seppe infondere nei
suoi dipinti. Infine M. Liebermann, con la sua vena schiettamente impressionista,
avviò la pittura germanica in direzione delle più moderne acquisizioni.
I primi
decenni del sec. XX videro una grande vitalità del movimento architettonico,
attestata dalle diverse esperienze dello Jugendstil, del Deutscher Werkbund e
soprattutto dal Bauhaus. La stessa fertile vitalità si ritrova in ambito
pittorico, in cui si devono segnalare i movimenti Die Brücke, a Dresda, che
rappresentò la prima reazione programmatica all'impressionismo; del Blaue
Reiter, a Monaco, che introdusse all'arte astratta ed ebbe figure di spicco
quali F. Marc e V. Kandinskij; del dadaismo, con la sua impostazione fortemente
anti-razionalista; e della Nuova oggettività, con il suo esasperato realismo.
Dopo l'intermezzo degli anni dominati dal nazismo, l'arte tedesca è tornata a
produrre opere di rilievo, soprattutto in campo architettonico (impianti
olimpici di Monaco di F. Otto, 1972; importanti interventi urbanistici a Berlino).
Tuttavia la divisione della G. in due stati con caratteristiche ideologiche
divergenti ha avuto i suoi effetti sulla produzione artistica: mentre la RDT ha
percorso la strada del realismo socialista, gli artisti della RFT, legati alle
esperienze occidentali, si sono cimentati con successo soprattutto
nell'astrattismo (Wols, H. Hartung) e nel concettualismo (J. Beuys).