Secondo alcuni storici la presa anglosassone della Britannia meridionale sarebbe avvenuta in maniera pacifica, anche se nel suo De Excidio et Conquestu Britanniae Gildas (metà VI secolo) ha lasciato un ritratto a tinte fosche di questo periodo storico. Le guerre tra i romano-britannici e gli invasori juti, angli e sassoni continuarono per oltre 400 anni, con le popolazioni autoctone che furono progressivamente assorbite dai nuovi venuti]. Alcuni fuggirono in Bretagna. I vari popoli germanici che invasero l'isola furono chiamati con il nome di "anglosassoni". È dal sassone antico che derivano l'antico inglese e il Plattdüütsch.

La crescita urbana in Europa nel corso del XVI secolo.

In alcuni Paesi, come Germania, Inghilterra, Paesi Bassi, lo sviluppo urbano è particolarmente accentuato, mentre in altri l'aumento è più contenuto o addirittura vi è una leggera flessione. Lo sviluppo urbano nell'Europa atlantica e settentrionale è la conseguenza dell'azione dei due più potenti fattori di trasformazione dell'economia e della società europea del tempo: il rafforzamento delle grandi monarchie, e quindi delle loro capitali, e il costituirsi di un'economia intercontinentale sempre più integrata.

Nel corso del secolo Londra quadruplica i suoi abitanti, che passano da 40 mila a 200 mila, Parigi li raddoppia, arrivando a 220 mila, e nel Seicento Amsterdam, che all'inizio del Cinquecento è una piccola città di 15 mila abitanti circa, ne conta 65 mila. Spettacolare è anche lo sviluppo di Madrid che diventata capitale della Spagna nel 1561 con una popolazione di meno di 10 mila abitanti raggiunge i 50 mila nel Seicento, e di Siviglia, punto di riferimento dell'Impero atlantico spagnolo, che cresce da 25 mila a 90 mila abitanti. Singolare è la parabola di Anversa che, dopo un aumento spettacolare nella prima metà del Cinquecento, quando è uno dei centri commerciali e finanziari più importanti d'Europa, declina rapidamente nella seconda metà del secolo, in conseguenza del conflitto tra Spagna e Olanda e dell'ascesa di Amsterdam.

In Italia, politicamente frammentata e geograficamente lontana dai nuovi orizzonti atlantici, la crescita urbana segna il passo. Gli aumenti più spettacolari si registrano a Roma e a Napoli, che approssimativamente raddoppiano la loro popolazione. Più modesti sono invece gli incrementi dei grandi centri industriali e commerciali tradizionali del centro e del nord come Milano, Venezia, Genova e Firenze: all'inizio del Cinquecento sono ancora tra le più grandi città europee, ma non riescono a recuperare neppure i livelli demografici precedenti alla peste di metà del Trecento. La crescita urbana in Italia non sembra più dunque essere il riflesso del dinamismo economico. A crescere sono i due grandi centri politici e amministrativi, dove si concentrano enormi rendite e un grande potere d'acquisto. Le città medie e grandi della penisola, che costituiscono l'ossatura del suo sistema urbano, crescono molto poco o addirittura calano.

In Germania l'andamento appare contrastato. Alla stagnazione di alcuni centri tradizionali, come Colonia, Norimberga e Lubecca, fa riscontro la forte crescita di alcune città che meglio hanno saputo inserirsi nei nuovi circuiti: tra queste, per esempio, Amburgo e Danzica, strettamente legate all'economia dei Paesi Bassi. Tra le città dell'Europa centro-orientale, solo Vienna e Mosca emergono dalla mediocrità.

La prima locomotiva

Il mondo assiste attonito, emozionato, alla nascita del "mostro sacro": il 27 settembre del 1825 tra boati, fumo, nuvole di scintille, stridori metallici, una gigantesca macchina di sei tonnellate e mezzo di ferro, da Stockton si avventa sui binari verso il porto di Darlington, sulla costa britannica, trascinando a venti chilometri all'ora un carico di carbone. Alla guida della locomotiva c'è l'uomo in quel momento più popolare d'Inghilterra e d'Europa, George Stephenson, inventore e costruttore della macchina.
E' il primo treno merci della storia ed è l'inizio dell'epopea delle strade ferrate. Nel 1830 parte sbuffando, a 28 chilometri orari il primo treno passeggeri in servizio tra Liverpool e Manchester. Tutta l 'Europa e gli Stati Uniti si mettono immediatamente sulla scia britannica. Nel 1827 gli Stati Uniti realizzano la loro prima linea ferrata. L'anno dopo tocca alla Francia, tra il 1835 ed il 1837 seguono l'esempio la Prussia, il Belgio e la Russia.


BABILONIA | LETTERATURA STORIA FILOSOFIA | LIBRI FAMOSI | SCIENZE - BIOGRAFIE | MEDIOEVO | RINASCIMENTO