Il tempio di Diana a Évora (sec. III-II a.C.) e i resti romani di Conimbriga sono tra i documenti più antichi dell'arte lusitana. Solo al termine della dominazione araba si ebbe la fioritura di un'arte cristiana in stile romanico portoghese (cattedrali di Braga e di Évora, sec. XII). Si affermò quindi anche in P. lo stile gotico, con la costruzione delle abbazie francescane di Santarém ed Évora, e la cattedrale di Funchal, a Madeira. Il convento domenicano di Batalha (inizio sec. XVI) e la torre di Belém (1515-20) rappresentano invece la sintesi più efficace di tardogotico e stile manuelino.

In ambito pittorico risale alla 2a metà del sec. XV il polittico di São Vicente, attribuito a N. Gonçalves, capolavoro della pittura portoghese. Influenze fiamminghe orientarono le opere successive, sia negli autori di cultura e formazione umanistica del sec. XVI (G. Lopes, Garcia e Vasco Fernandes), sia nei più tardi manieristi. In età barocca prevalsero gli influssi spagnoli e italiani (chiesa di Santa Engracia, a Lisbona) più tardi arricchiti da azulejos.

L'imponente edificio di Mafra, un grandioso palazzo-convento voluto da Giovanni V nella 1a metà del sec. XVIII, precede invece l'affermazione del gusto neoclassico, che domina nei criteri di ricostruzione urbanistica e architettonica di Lisbona (Praça do Comércio, affacciata sul Tago; Teatro dell'Opera; Palazzo Reale), dopo il terremoto del 1755. Negli stessi anni, tuttavia, la maestosa basilica di Estrêla, a Lisbona, riaffermava la persistenza del gusto barocco. In ritardo nei confronti di altri paesi europei, intorno al 1840 si affermò anche nelle arti figurative portoghesi la cultura romantica, che in pittura si concretizzò nell'interesse per la natura e per le tradizioni popolari, con le opere di Annunciação, Cristino e Leonel.

Nella 2a metà del secolo invece pittori come Silva-Porto e Marques d'Oliveira sperimentarono soluzioni naturalistiche di derivazione francese, mentre uno scultore, Soares dos Reis, approdava al simbolismo. Dopo una breve stagione futurista, di cui furono espressione i dipinti di Amadeo e Santa-Rita, divenne egemone il movimento dei pittori surrealisti (A. Pedro, Azevedo).

Negli anni '60 e '70 i problemi politici e sociali (dittatura, questione coloniale, tensioni rivoluzionarie) ostacolarono in parte l'affermazione, anche sul territorio portoghese, delle esperienze internazionali legate alla neo-avanguardia.

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