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Salonicco

La tradizione racconta che la città venne fondata nel 315 a.C. sul
sito dell'antica Therme dal generale macedone Cassandro, il quale le diede
il nome della moglie Tessalónica, sorella di Alessandro Magno. Capitale di
uno dei quattro stati della provincia romana di Macedonia, divenne un vivace
centro di scambi e di cultura grazie alla costruzione della Via Egnatia,
parte del sistema viario che univa Roma all'Oriente. Agli inizi del sec. IV,
divenne con Galerio, deciso persecutore dei cristiani, residenza imperiale,
accrescendo così la sua importanza. Con l'editto di Tessalonica (390),
Thodosio I il Grande ufficializzò la religione cristiana, confermando
l'ortodossia proclamata nel concilio di Nicea. Divenne sotto Giustiniano la
seconda città dell'impero d'Oriente, 'dietro' solo a Bisanzio: centro di
religione e cultura, conobbe allora la costruzione di
numerose chiese e
l'affermarsi di due scuole di arte musiva, una di derivazione romana,
l'altra orientalizzante. Saccheggiata da Goti, Avari, Slavi e Saraceni,
all'epoca della IV crociata fu capitale del regno latino fondato da
Bonifacio del Monferrato (1205 - 1223) e del despotato d'Epiro, Macedonia e
Tracia (1224-1246). Nel 1430 cadde sotto i Turchi e nel 1492 venne
ingrandita per dare asilo a oltre
20.000 ebrei sefarditi
cacciati dalla
Spagna, che formarono una delle più consistenti comunità cittadine e
contribuirono a farla divenire una delle città più ricche d'Oriente. Patria
di Atatùrk, primo presidente della Repubblica turca, fu agli inizi del sec.
XX culla di un movimento di rivolta che portò alla destituzione dell'ultimo
sultano e alla disgregazione dell'impero ottomano. Nell'ottobre del 1912,
durante la prima guerra dei Balcani, l'esercito liberò la città che tornò
alla Grecia. In gran parte distrutta da un gravissimo incendio nell'agosto
1917, fu ricostruita secondo il piano regolatore di un architetto francese.
Molti monumenti furono ulteriormente danneggiati dal grave terremoto del
1978.
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