Il territorio spagnolo era abitato anticamente da popolazioni iberiche, stanziate soprattutto nelle zone costiere, e da nuclei di celti, penetrati nella penisola successivamente e stanziatisi nelle aree interne.

Tra il sec. XI e il VI a.C. si verificò l'opera di colonizzazione da parte dei fenici prima (Cadice, Málaga, Baleari) e dei greci poi. Nel sec. V a.C. cominciò anche la penetrazione cartaginese, contrastata più tardi dai romani, finché nel 226 a.C. il trattato dell'Ebro delimitò le rispettive aree di influenza.

Ben presto però gli accordi vennero violati dai cartaginesi (assedio di Sagunto) e ciò fornì l'occasione per lo scoppio della 2a guerra punica.

Conquistata l'egemonia su tutto il territorio, i romani procedettero (197 a.C.) all'organizzazione dei possedimenti spagnoli nelle due province della Hispania Citerior e Hispania Ulterior, separate dal corso dell'Ebro. La dominazione romana contribuì a una prima unificazione culturale della penisola, anche se furono necessari ripetuti interventi militari per reprimere le ricorrenti insurrezioni di lusitani e celtiberi.

All'inizio del sec. V cominciarono le invasioni barbariche: dapprima fu la volta di vandali, svevi e alani, quindi furono i visigoti a occupare il suolo iberico (507) fondandovi un regno (con cap. Toledo), che sarebbe durato per circa due secoli. I visigoti si amalgamarono con le popolazioni romanizzate, soprattutto dopo la conversione al cristianesimo di re Recaredo (589); il loro regno entrò in crisi quando sorsero conflitti per il potere e una delle fazioni chiamò in aiuto i musulmani. Questi, guidati da Tariq, in breve tempo sconfissero re Roderico e conquistarono Toledo (711). Nel giro di qualche anno tutta la S. (a eccezione delle Asturie, della zona di Pamplona, degli altopiani di Burgos e di León e di alcune aree pirenaiche) venne sottomessa. Dal canto loro gli arabi avevano riunito i territori conquistati in un califfato, con capitale Córdoba, ma la successiva frantumazione di tale organismo politico (sec. XI) agevolò l'inizio della reconquista cristiana. Verso la fine del sec. VIII infatti i franchi avevano attraversato i Pirenei e fondato una `marca' comprendente l'Aragona e la Catalogna; lo stesso regno delle Asturie si era esteso, fino a comprendere León e nel sec. X su quest'area si formarono i distinti regni di León e Castiglia.

Nel 1085 i cristiani riconquistarono Toledo, che divenne capitale della Castiglia. Si colloca in quest'epoca la figura leggendaria del Cid Campeador. Tra la fine del sec. XII e l'inizio del XIII la reconquista ebbe nuovo impulso, soprattutto per l'impegno decisivo dei sovrani di Castiglia e Aragona. Nel 1236 fu rioccupata Córdoba, nel 1248 Siviglia, nel 1262 Cadice. Nel 1270 il dominio arabo in Spagna era circoscritto al regno di Granada.

Alla fine del sec. XV il matrimonio di Ferdinando di Aragona con Isabella di Castiglia e la successiva conquista di Granada (2.1.1492) portarono di fatto all'unificazione politica della Spagna.

La scoperta dell'America.

Con la scoperta dell'America (1492) e l'inizio dell'espansione coloniale l'importanza del paese crebbe considerevolmente (esplorazioni geografiche). La conquista del Messico (1519) e del Perú (1533) favorì infatti l'afflusso di ingenti ricchezze (soprattutto oro e argento), che però servirono per finanziare le numerose guerre e per elevare il tenore di vita della nobiltà locale e non contribuirono al miglioramento del tessuto produttivo spagnolo.

Carlo V e Filippo II.

Nelle alterne e sanguinose lotte che conducono alla riforma luterana, l'imperatore Carlo V, grande difensore della cristianità, nella consapevolezza che la lotta religiosa ha assunto un significato politico, quando gli stessi sovrani francesi si alleano ai principi protestanti contro l'imperatore, finisce per concedere piena libertà di religione ai riformati. (pace di Augusta del 1555)

Nel 1516 Carlo I d'Asburgo ereditò la corona di S. e tre anni dopo venne nominato imperatore del Sacro Romano Impero col nome di Carlo V. Con i primi sovrani della dinastia asburgica la potenza spagnola raggiunse i livelli più elevati. In particolare, sotto Filippo II (1556-98), la pace di Cateau Cambrésis (1559) riconobbe alla S. il dominio su gran parte d'Italia e l'eredità borgognona, comprendente i Paesi Bassi e la Franca Contea.

Declino economico.

La rivolta dei Paesi Bassi, con la formazione dello stato autonomo delle Province Unite (1579) e la distruzione dell'Invencible Armada al largo della costa inglese (1588), segnarono un'inversione di tendenza, accentuata dal declino economico, conseguente anche all'applicazione rigorosa dei principi della controriforma, che portarono a infierire sui moriscos, quasi esclusivi esponenti dei ceti produttivi.

Nel corso del sec. XVII le varie guerre si conclusero con trattati (pace di Westfalia, 1648; pace dei Pirenei, 1659; pace di Nimega, 1678) che penalizzarono le ambizioni spagnole. Solo la pace di Rijswijk (1697), al termine della guerra della lega di Augusta, consentì alla S. di recuperare alcuni territori (tra cui la Catalogna) che in precedenza le erano stati sottratti.

XVIII secolo.

Esauritosi all'inizio del sec. XVIII il ramo spagnolo della dinastia asburgica, si scatenò la guerra per la successione (1701-14). I trattati di Utrecht e di Rastatt assegnarono la corona a Filippo V di Borbone, cugino di Luigi XIV, che dovette però rinunciare, a vantaggio dell'Austria, ai domini italiani. Nella 2a metà del sec. XVIII anche la S. visse un'età di riforme, durante il regno di Carlo III. Nel 1808 il territorio spagnolo fu invaso dalle truppe napoleoniche, ma immediatamente si sviluppò un forte movimento di resistenza, appoggiato dalla Gran Bretagna, che portò alla liberazione del territorio nazionale e alla promulgazione della costituzione liberale di Cadice (8.3.1812). Tuttavia il sovrano Ferdinando VII (1814-33), impegnato anche nel tentativo di reprimere le rivolte delle colonie americane, ripristinò lo stato assoluto e attuò una politica repressiva nei confronti degli elementi liberali.

Tra il 1816 e il 1825 conquistarono l'indipendenza uno dopo l'altra tutte le colonie americane e si costituirono l'Argentina, il Cile, la Colombia, il Messico, gli stati del centro-America, l'Ecuador e la Bolivia. Nel frattempo un pronunciamento di militari appartenenti all'associazione segreta dei comuneros, guidati da R. Riego, indusse il sovrano al ripristino della costituzione del 1812. L'intervento militare della Santa Alleanza (7.4-1.10.1823) consentì però a Ferdinando di reprimere i liberali e riaffermare il suo potere assoluto. L'ascesa al trono di Isabella II diede origine a una guerra civile (1833-38) nella quale i suoi seguaci affrontarono vittoriosamente i sostenitori di Carlo di Borbone. Negli anni successivi si ebbero frequenti pronunciamenti militari, in un clima di instabilità interrotto solo dall'esito positivo della guerra contro il Marocco (1859-60). Nel 1868 una rivolta militare depose Isabella e, dopo un breve interregno di Amedeo di Savoia, portò alla proclamazione della repubblica (1873). Un nuovo colpo di stato ripristinò nel 1875 la monarchia e il trono venne assegnato ad Alfonso XII. Tra il 1895 e il 1898 il paese fu coinvolto nella guerra ispano-americana, al termine della quale la S. perdette Cuba, Portorico e le Filippine.

Allo scoppio della 1a guerra mondiale la S. si mantenne neutrale. Al termine del conflitto tuttavia un colpo di stato operato dal generale M. Primo de Rivera portò a un lungo periodo di dittatura (1923-30). Ripristinata la democrazia, nel 1931 l'affermazione elettorale di repubblicani e socialisti, che indusse Alfonso XIII ad abbandonare la S., portò alla formazione della II repubblica e alla promulgazione di una nuova costituzione.

Le destre vinsero le elezioni politiche nel 1933 e fu formato un governo che incontrò una forte opposizione popolare. Nel 1936 prevalse il fronte popolare (repubblicani, socialisti, comunisti e anarchici). Il generale Francisco Franco non accettò il risultato elettorale e insorse con numerosi reparti dell'esercito, contro il governo repubblicano. Il caudillo godeva dell'appoggio politico degli ambienti aristocratici e clericali, oltre che dell'aiuto militare fornito dai paesi nazi-fascisti (Germania, Italia). Dal canto loro i repubblicani poterono contare solo sui volontari delle brigate internazionali. Dopo oltre tre anni la guerra civile si risolse nel 1939 con la vittoria dei franchisti.

Iniziò per la S. un lungo periodo di dittatura, conclusosi solo nel 1975, dopo la morte di Franco. Nel frattempo il paese si mantenne neutrale allo scoppio della 2a guerra mondiale e praticò una politica tendenzialmente autarchica. Nel 1947 venne restaurata formalmente la monarchia. Dopo la morte del dittatore, il sovrano Juan Carlos di Borbone, con l'appoggio delle forze liberali e progressiste, ripristinò il regime democratico, presupposto ormai indifferibile per conseguire un pieno rilancio dell'economia nazionale. Nel 1978 venne approvata per referendum la nuova costituzione, che tentava anche di rispondere alle spinte separatiste di alcune aree (Paesi Baschi, Catalogna) concedendo ampie autonomie regionali. Ciò nonostante i governi che si sono succeduti (guidati dal centrista A. Suárez, sino al 1981; dal socialista F. González a partire dalle elezioni del 1982) hanno dovuto affrontare il problema drammatico del separatismo basco, che si è espresso anche con sanguinosi attentati terroristici attraverso la sua organizzazione militare (ETA). La recessione economica che il paese si è trovato ad affrontare negli anni '90 e il coinvolgimento del Partito socialista in episodi di corruzione hanno messo in difficoltà la leadership di F. González. Alle elezioni politiche del marzo 1996 si è affermato il Partito popolare di J.M. Aznár, formazione di destra già affermatasi alle elezioni amministrative del 1995, determinando una svolta nella politica del paese.

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