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Storia greca
(Archivio - personaggi in
ordine cronologico.)
4500 - 2700: L'uomo fa la sua
comparsa a Creta e sul continente, dando avvio al periodo neolitico che
vede il diffondersi in tutto il Mediterraneo orientale di modi di vita
simili e di una civiltà per molti versi omogenea.
2700 circa: Popolazioni protoindoeuropee,
che sono state in diretto contatto con gli Ittiti, migrano dall'Anatolia
a Creta dando avvio all'età del Bronzo, più comunemente nota come
civiltà minoica; i primi palazzi compaiono nel 2000 a.C., anche se l'età
d'oro di questi complessi è tra il 1700 e il 1400 a. Cristo. E proprio
nel XV secolo a.C. due eventi mettono fine a questa civiltà: la
conquista dell'isola da parte degli Achei, che spodestano i re minoici,
e il terremoto che attorno al 1450 a.C. distrugge i palazzi.
2600 circa: Le stesse popolazioni che
avevano colonizzato l'isola di Dedalo 'conquistano' la Grecia
continentale; e proprio nel Peloponneso è stata trovata la più antica
casa greca. risalente all'Elladico Antico (2200 a.C.).
2000 circa: Una nuova invasione porta da
nord i primi Greci, che occupano il continente costituendo una violenta
frattura con la storia precedente: inizia l'Elladico Medio.
1580 circa: Micene, Tirinto, Atene e altri
luoghi del continente acquistano la fisionomia di veri e propri regni,
con i quali si delinea l'Elladico Recente o civiltà micenea. Solo un
secolo dopo la forza di queste città è tale che si spingono alla
conquista di Creta e Rodi, ma inaugurano anche le rotte dirette verso la
penisola italiana.
1230 circa: Gli studiosi pongono a questa
data la spedizione di Agamennone, Achille e Ulisse contro Troia; grosso
modo 50 anni prima del periodo che la tradizione antica riteneva
corrispondente alla distruzione della città a controllo dello stretto
dei Dardanelli.
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1200 circa: Arrivano i Dori, che
contribuiscono al crollo della civiltà micenea: l'età del Bronzo passa
il testimone a quella del Ferro, che sino all'800 a.C. corrisponde al
cosiddetto primo Medioevo greco.
IX -VI secolo a.C. Tra fine IX e inizi VIII
a.C. nasce la lingua greca, per adattamento dell'alfabeto fenicio ai
suoni tipici dell'Ellade; e compaiono le prime póleis, a sostituire i
regni omenci. Poi, la sovrappopolazione determina fenomeni di
colonizzazione, che da un lato portano alla riscoperta delle vie in
direzione dell'Asia (805 a.C.: fondazione da parte di Euboici e
Cicladici dell'emporio di al Mina presso la foce del fiume Oronte) e
dall'altra a ripercorrere le rotte marine aperte dai micenei verso il
Mediterraneo occidentale; le metropoli, cioè gli abitati della
madrepatria, fondano colonie sulla costa meridionale della penisola
italiana e della Sicilia ( il più antico insediamento in Occidente è
sull'isola d'Ischia: "Pithekoussai", 'aperta' nel 753 a.C.) e sulle
sponde del Ponto Eusino (Mar Nero). Nel 776 a.C., preso il santuario di
Olimpia, si tengono i primi Giochi, e su di essi si imposta il
calendario greco.
VI secolo a.C. Nell'età arcaica, si
delineano le diverse forme di governo delle città destinate a giocare un
ruolo di primo piano nella storia del periodo classico. A Sparta
governano cinque éfori, assistiti da un consiglio di 30 anziani
(gerusia). Ad Atene – dopo la riforma di Solone (594-593 a.C.) e le
tirannidi di Pisistrato, Ipparco e Ippia (561-510 a.C) – Clistene stende
la costituzione della città (508 a.C): i dieci demi in cui è ripartito
il territorio eleggono come rappresentanti 50 cittadini. Nello stesso
secolo Creta esce dalla storia definitivamente, mentre molte delle
colonie della Magna Grecia, della Sicilia e del Ponto Eusino si
trasformano in metropoli, fondando a loro volta abitati.
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499 a.C. Mileto, città del litorale
anatolico, capeggia un'insurrezione contro i Persiani, venendo aiutata
da Atene ed Eretria, ma nel 494 a.C. è incendiata dalle truppe inviate
da Dario, che così ribadisce la propria presenza sulla costa ionica.
490 a.C. 600 navi - 100 da guerra, le altre
da trasporto - approdano a Maratona, ma l'esercito persiano, pur forte
di 20 000 uomini, viene sconfitto da 10 000 opliti armati da Atene e
Platea: la vendetta di Dario per il sostegno greco a Mileto non è
coronata da successo.
480 a.C. Serse, al comando questa volta di
1200 navi e ben 100 000 soldati, cerca di ripetere l'impresa non
riuscita al padre: invade la Grecia da nord costruendo un ponte di navi
fra le due sponde dello stretto, sbaraglia l'eroica resistenza degli
Spartani di Leonida alle Termopili, conquista sia il santuario di Delfi
sia Atene che viene saccheggiata. Incappa però in una cocente sconfitta
nel braccio di mare tra la costa de II Pireo e l'isola di Salamina, dove
la flotta navale strenuamente voluta da Temistocle ha la meglio su
quella del persiano.
479 a.C. I Greci, che ora sono sotto il
comando degli Spartani, sconfiggono a Platea, in Beozia, l'esercito di
Serse rimasto per l'inverno in Europa; la flotta nemica viene annientata
lungo la costa della lonia, presso il promontorio di Micale e a poca
distanza da Mileto. Da questo anno gli studiosi fanno iniziare l'età
classica.
478 - 469 a.C. Atene, dove i pericoli
legati all'ambizione politica erano stati superati con l'istituzione
dell'ostracismo (488-461 a.C.) e le magistrature erano divenute cariche
elettive (gli arconti già dal 487 a.C.), stringe un'alleanza con le
città dell'Egeo: nasce la Lega delio-attica (478-469 a.C.), la cui sede
è posta presso l'oracolo di Delo; Sparta risponde a sua volta con la
Confederazione peloponnesiaca.
461 a.C. Comincia il lungo periodo di
governo di Pericle, sotto il quale il modello della democrazia ateniese
raggiunge la perfezione grazie al forte contenuto sociale che coinvolge
direttamente tutti i cittadini nell'amministrazione della pòlis. Un
primo passo falso nella politica ateniese è la decisione di spostare il
tesoro della Lega delio-attica proprio ad Atene (454 a.C.).
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431 a.C. La Pentecontaetía, il
cinquantennio dopo la vittoria sui Persiani in cui la Grecia raggiunge
l'apice del proprio splendore, termina. E sono i contrasti insanabili
fra Atene e Sparta a portare allo scoppio della guerra del Peloponneso,
che si gioca su diversi fronti. L'Attica viene subito invasa, Atene è
fiaccata dalla peste; si tenta -quasi come una sorta di diversivo - la
spedizione in Sicilia (415-413 a.C.); nel 411 a.C. la città del
Partenone vede messe in discussione le istituzioni democratiche, mentre
a fianco di Sparta scendono in campo addirittura i Persiani; nel 403
a.C., con la battaglia di Egospótami, Atene perde la propria flotta e
l'anno successivo viene espugnata da Lisandro.
404 - 371 a.C. La fine della guerra del
Peloponneso inaugura l'effimero governo dei Trenta ad Atene (403 a.C.),
ma segna al contempo l'inizio della breve egemonia spartana sulla
Grecia. Rinasce una seconda Lega delio-attica (378 a.C.), sempre sotto
l'egida di Atene ma con istituzioni più democratiche, nella quale
entrano molte città insulari e continentali.
371 - 362 a.C Tutta all'insegna di Epaminonda è la fulminea supremazia di Tebe sulla
Grecia. È lui che a Leuttra sconfigge (371 a.C.) le milizie di Sparta
ponendo la parola fine alle mire egemoniche della città peloponnesiaca.
Ed è lui che, morendo a Mantinea (362 a.C.), segna il termine del
predominio tebano.
359 a.C. In una parte di territorio fino a questo momento restato decisamente ai
'margini della storia appare l'astro di Filippo II di Macedonia. Il
divampare (356 a.C.) della cosidetta guerra sacra viene da lui
preso a pretesto per far entrare questa terra nello scacchiere della Grecia, ampliando di conseguenza la propria sfera d'influenza anche
attraverso il controllo diretto della Tessaglia e dell'oracolo di
Delfi. Atene e Tebe tentano di opporsi, ma inutilmente: nel 338
a.C. la battaglia di Cheronea segna la fine dell'indipendenza greca,
anche se strategicamente il macedone crea una Lega panellenica, con
sede a Corinto e a lui sottoposta, alla quale le città sono invitate a far
parte.
336 - 323 a.C. Si svolge la breve ma straordinaria vicenda di conquiste di Alessandro
Magno, figlio di Filippo II di Macedonia. Nonostante l'opposizione
interna e la ribellione di Tebe, Alessandro intraprende immediatamente
la conquista dell'Oriente, lasciando il governo nelle mani del generale
Antipatro; gli bastano 12 anni (334-323 a.C.) per estendere i confini
dei territori oltre le rive dell'Indo.
323 a.C La morte di Alessandro Magno, venuta improvvisa a Babilonia quando già
accarezzava una nuova impresa (la conquista dell'Arabia), segna l'avvio
dell'età ellenistica, che è contraddistinta subito dal formarsi, sotto
una spinta disgregatrice tipica di regni troppo vasti da amministrare,
di una serie di stati indipendenti. La Grecia resta per circa 50 anni
sotto il diretto controllo di chi regna in Macedonia (dal 270 a.C., la
dinastia dei Antigoni), conoscendo un nuovo proliferare di leghe di
popoli; l'Epiro vive il dominio di Pirro (295-272 a.C.), le cui
spedizioni verso occidente (sbarco nell'Italia meridionale e tentativo
di conquista di territori) non hanno fortuna.
228 - 168 a.C Roma, forte della prima vittoria contro Cartagine (Sicilia e Sardegna
sono già due province del futuro impero), interviene nell'Adriatico
meridionale richiamata dalle città balcaniche che si sentivano
minacciate dai pirati. Le guerre d'Illiria (228 e 219 a.C.) e la prima
guerra di Macedonia (214-205 a.C.) preannunciano lo scontro diretto con
Filippo V, la cui politica espansiva nell'Egeo spinge i re di Pergamo e
di Rodi a chiedere l'intervento del Senato romano. Dopo aver sconfitto
il monarca macedone a Cinoscéfale (197 a.C.), il console Tito Quinzio
Flaminino proclama a Corinto la libertà di tutte le città della Grecia
sotto la protezione di Roma (196 a.C.). Ed è il console Lucio Emilio
Paolo a suggellare la definitiva sconfitta della dinastia macedone, travolgendo a Pidna l'esercito di
Perseo (168 a.C.).
167 - 86 a.C I Romani concretizzano il proprio controllo sulla Grecia, anche se solo nel 146 a.C. (distruzione cli Corinto) questa parte di Europa diviene provincia a tutti gli effetti, aggregata alla Macedonia: non ne fanno
ancora parte alcune città - come Atene e Sparta - che
alle guerre non avevano partecipato, ma l'influsso di
Roma è talmente forte che le istituzioni piegano verso un governo oligarchico. Il prolungamento della Via
Egnatia da,"Brundisium" (l'attuale Brindisi) a Salonicco e al Bosforo
cambia gli equilibri della regione,
accrescendo l'importanza della città macedone negli
scambi commerciali verso l'Asia Minore e favorendo
al tempo stesso la trasformazione di Atene in un grande centro di cultura. Quest'ultima perde definitivamente l'indipendenza nell'86 a.C., quando Silla la conquista e la saccheggia nel più ampio quadro
delle guerre contro Mitridate VI Eupatore.
49 - 31 a.C Gli scontri per la conquista del potere a Roma hanno il proprio
palcoscenico proprio in Grecia: Pompeo e Cesare si scontrano a Farsalo
(49 a.C.), i sostenitori della Repubblica e i seguaci di Cesare
combattono a Filippi (42 a.C.), Antonio viene definitivamente sconfitto
da Ottaviano ad Azio (31 a.C.). È ancora una volta in territorio greco
che 'finisce un'epoca e ne inizia un'altra': in quell'anno terminano
l'età ellenistica e la forma repubblicana romana, e comincia l'impero.
Fine I secolo a.C. - I d.C. Nella riorganizzazione amministrativa di Augusto Grecia e Macedonia vengono smembrate in province
autonome (27 a.C.): la prima con il nome di
Acaia. E così resta per tutta la prima parte dell'impero, anche se
Nerone decide di eliminare l'organizzazione provinciale rendendo
nuovamente la libertà a tutti i Greci. Ed è nel I d.C. che il
cristianesimo si affaccia in terra ellenica: l'apostolo Paolo viene qui
a predicare, restando scandalizzato per la ricchezza e la paganità degli
abitanti di Corinto.
II - IV secolo I commerci che percorrono le rotte fra Roma e le province orientali
fanno della Grecia una delle zone più ricche del Mediterraneo; Atene,
grazie soprattutto al filellenismo di Adriano e di Erode Attico, è
capitale indiscussa della cultura, ma già nel 267 viene saccheggiata
dagli E'ruli: Salonicco è scelta come capitale da Galerio nel 300, poco
prima della fondazione di Costantinopoli (330) sulle sponde del Bosforo;
nel 393 si tengono le ultime Olimpiadi, dal momento che già l'anno
successivo Teodosio I vieta tutti i giochi pagani; nel 395 la
spartizione dell'impero romano assegna la Grecia alla parte orientale;
l'anno seguente i Goti saccheggiano Atene.
VI secolo Continuano le invasioni barbariche. Sono soprattutto le popolazioni
slave a scendere da nord e ad assediare nel 597 Salonicco; cosa che si
ripeterà ancora due volte: nel 677 e nel 687-688.
VIII secolo Bisanzio riprende il controllo della Grecia, che vede sostituita
all'antica provincia dell'Ellade una serie di amministrazioni più
piccole, anche se le discese dei barbari proseguono fino a tutto il X:
nel 904 Salonicco viene conquistata addirittura dai musulmani. È questo
però anche il secolo dell'iconoclastia, la lotta alle immagini sacre
sostenuta dalla riforma politico-religiosa di Leone III Isaurico.
1054 Si consuma lo strappo tra Chiesa latina e Chiesa greca sullo scoglio del
primato universale: è lo scisma d'Oriente.
1147 - 1185 I normanni arrivano sulle coste greche: Corfù cade nelle mani di Ruggero
II di Sicilia e Guglielmo II di Sicilia si impadronisce delle isole
lonie e di Salonicco (Zacinto e Cefalonia non torneranno mai più sotto
Bisanzio).
1204 - 1278 All'indomani della IV crociata (1202-1204), la famiglia francese dei
Villehardouin diventa signora della Morea (1209), una parte del
Peloponneso; già nel 1258 è però costretta a restituire a Bisanzio
quattro roccaforti, mentre il resto del principato d'Acaia passa,
all'estinzione della casata (1278), sotto i napoletani d'Angiò. Venezia,
nel frattempo, può contare su alcuni possedimenti in Messenia e, dal
1204, sul controllo di Creta.
XIV secolo Il ducato di Atene, formatosi nel '200, passò sotto il controllo degli
Aragonesi, che lo governano nel 1311-88 passando quindi il testimone
alla potente famiglia fiorentina degli Acciaiuoli. A Rodi (1309) si
insedia l'ordine dei Cavalieri dell'ordine di S. Giovanni di
Gerusalemme. Bisanzio, che controlla di nuovo buona parte della Morea,
riconquista l'Epiro e la Tessaglia, ma sente sempre più la pressione dei
musulmani, che nel 1354 si sono stabiliti a Gallìpoli sullo stretto dei Dardanelli e che nel 1394 invadono
la Morea. Anche i territori controllati da Venezia annientano: tra il
1386 e il 1395 passano sotto la Serenissima Corfù, Argo, Nàuplia e
Atene.
1453 La caduta di Costantinopoli avviene quando la riconquista bizantina di
territori amministrati da potenze straniere era da poco conclusa (1432).
Al sultano bastano sette anni per impadronirsi di tutta la Grecia,
terminando l'impresa con Mistrà nel 1460; questa parte d'Europa entra
nel distretto di Rumelia.
1523 - 1669 Il dilagare dei musulmani nei territori greci non conosce momenti di
stanca. Nel 1523 cade Rodi, nel 1571 -nonostante la sconfitta subita a
Lèpanto - Cipro, nel 1669, infine, Creta.
1797 La 'morte' della Serenissima sortisce effetti collaterali anche in
Grecia: Corfù, Cefalonia e Zacinto passano di mano tra Francesi e
Russo -Turchi prima di diventare un protettorato britannico (1816).
1821 Dal monastero di Agía Làvra immerso nelle montagne a est di Patrasso
parte il segnale della rivolta contro i Turchi che porterà
all'indipendenza della Grecia. La «rivoluzione nazionale, ha così
inizio, ma per giungere a compimento nel 1830 deve passare attraverso il
massacro di Missolungi (1826), la vittoria nella rada di Navarino
(1827) e l'accordo di Adrianòpoli fra Russia e Turchia (1829), che
stabilisce l'autonomia della nazione.
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