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Il lessico della politica romana
(Archivio - personaggi in
ordine cronologico.)
Cavalieri: originariamente quei
cittadini romani che, in virtù del loro patrimonio, potevano sostenere
le spese di mantenimento di un cavallo. A partire dalla tarda repubblica
tutti coloro che, grazie ai proventi di attività affaristiche e
commerciali, ebbero accesso all'ordine detto appunto dei cavalieri.
Clientela: tipico istituto romano in base
al quale una persona di condizione libera si metteva al servizio di un
potente ricavandone in cambio protezione e assistenza.
Comizi centuriati: la principale assemblea
legislativa ed elettorale romana. Eleggeva i magistrati maggiori:
consoli, pretori e censori.
Comizi tributi: l'assemblea romana nella
quale l'unità di voto era la tribù. Aperta a tutti i cittadini, eleggeva
gli edili, i questori e i tribuni militari e votava le leggi.
Consoli: i due supremi magistrati della
repubblica romana. I consoli avevano il comando militare, il diritto di
convocare e presiedere le assemblee e di proporre le leggi.
Gens: a Roma il raggruppamento costituito
da famiglie discendenti da uno stesso antenato, con culti comuni e
comuni forme di difesa.
Homines novi: a Roma i cittadini che
aspiravano alla carriera politica senza avere antenati che avessero
ricoperto le magistrature maggiori.
Nobilitas: il gruppo di famiglie che a Roma
deteneva il potere potendo vantare antenati che avevano ricoperto il
consolato e le magistrature maggiori.
Ordini: articolazione degli strati
superiori della società romana. Nella tarda repubblica fu forte la
contrapposizione tra l'ordine senatorio, detentore del potere politico,
e quello equestre, espressione delle classi affaristiche emergenti.
Patrizi: i detentori esclusivi del potere
nei primi secoli della repubblica romana in opposizione ai plebei.
Plebei: uno. dei due fondamentali gruppi
sociali di Roma arcaica contrapposto ai patrizi. Si tratta forse dei
gruppi di artigiani e commercianti che si erano arricchiti verso la fine
dell'età monarchica pur rimanendo esclusi dalla gestione diretta del
potere.
Pretori: i magistrati incaricati a Roma
dell'amministrazione della giustizia. In origine in numero di due,
furono portati a otto da Silla per far fronte alle necessità dei governi
provinciali.
Senato: il principale organo consultivo e
deliberativo della repubblica romana, formato da ex magistrati, con
funzioni importanti nella direzione della politica interna ed estera. Il
numero dei senatori fu portato a 600 da Silla.
Tribù: articolazioni dello stato romano
presso le quali dovevano venir obbligatoriamente registrati i cittadini.
Le tre originarie tribù gentilizie furono sostituite da tribù
territoriali, 4 urbane da 31 rustiche, nelle quali venivano iscritti i
cittadini sulla base del luogo di residenza.
Tribuni della plebe: i magistrati
originariamente istituiti a difesa dei diritti della plebe. In numero di
dieci, essi erano inviolabili e avevano il diritto di opporre il veto
sulle proposte di legge.
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