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DIFFUSIONE DELLE SCIENZE OCCULTE

(Archivio - personaggi in ordine cronologico.)

Nel II secolo si diffondono sempre più delle tendenze irrazionali, presenti, ma in forma meno accentuata, da tempo. Predominano un vivo senso di religiosità che investe quasi tutti gli aspetti della vita umana, individuale e collettiva; un continuo appello alla divinità connesso con il disprezzo verso i modi di conoscenza razionali; il rifugiarsi verso esperienze
mistiche esaltanti; una credenza sempre meno controllata verso fatti ed eventi meravigliosi, misteriosi, strani ed assurdi. Alla formazione di questa atmosfera così poco favorevole al progresso della scienza contribuirono sia la struttura politica ed economica dell'impero, sia i contatti con le religioni orientali (l'egizia,l'ebraica, la cristiana), sia inoltre la stessa filosofia greca (specialmente lo stoicismo ed il platonismo). Si tratta di una tendenza che penetra poco a poco anche nel modo di affrontare i problemi dell'esplicazione della natura e dell'uomo su cui si era faticosamente venuta formando la tradizione scientifica. Si sviluppa sempre più la propensione a risolvere tali questioni in modo più consono al clima di diffusa religiosità del tempo, in modo cioè immediato. La magia, l'alchimia, l'astrologia, non sono che le diverse forme dottrinali in cui si manifesta l'atteggiamento irrazionale del tempo.
Tale dimensione era così profondamente radicata che si rileva anche in quegli autori che avevano così potentemente contribuito a far rifiorire la tradizione scientifica classica. Così Galeno, se da un lato rinnova e potenzia la ricerca biologica, dall'altro espone le sue concezioni in modo estremamente confuso. La mancanza di ordine, la prolissità, la scarsa omogeneità sono i difetti macroscopici della sua opera. Diversamente da quanto si crede, Galeno non fu un pensatore sistematico; talvolta, di fronte ad un medesimo problema, si mostra incerto o presenta soluzioni che si amalgamano difficilmente fra loro; talvolta non si preoccupa di trarre tutte le conseguenze logiche che derivano da taluni dati che accetta, e mentre sviluppa ampiamente aspetti secondari di alcune questioni, sorvola su altri, fondamentali; talvolta si avvolge in ragionamenti oscuri ed intricatissimi assolutamente non pertinenti. E se è certo che le accuse di magia rivoltegli da alcuni medici contemporanei sono il frutto di invidie professionali e che egli si mostra molto spesso scettico e incredulo verso le superstizioni mediche e la medicina popolare, è pur vero che la sua farmacopea e la sua terapeutica risultano meno controllate della sua anatomia e fisiologia: concede molto in questo campo (anche se il fatto era inevitabile) alle ricette comunemente accettate o a pratiche mediche insufficientemente giustificate o non giustificate affatto, a storie meravigliose e incredibili. Così, se Tolomeo è il sistematore e il codificatore dell'astronomia, è anche l'autore del più famoso trattato di astrologia dell'antichità (Tetrabiblos o Ouadripartitum); egli cerca, è vero, di dare una dimensione scientifica all'argomento ma il suo tentativo risulta vano e inadeguato e a volte propone o accetta delle argomentazioni così poco plausibili da rendere artificioso tutto l'insieme.

La magia, l'astrologia, l'alchimia, le dottrine che soppiantano praticamente la ricerca scientifica nel periodo in questione e in seguito presentano aspetti comuni e sono talmente solidali l'una con l'altra da riuscire difficile operare una distinzione netta. La loro origine era tradizionalmente attribuita all'oriente e vennero ben presto connesse con la religione e l'antica sapienza sacerdotale. Comunque il rivestimento mistico-religioso è senz'altro un aspetto susseguente; tali dottrine trovano i loro inizi in procedimenti pratici ed empirici. La nascita della magia è infatti collegata con la pratica medica. Plinio sottolinea ciò chiaramente nel suo excursus storico sulla magia nel libro XXX della Naturalis historia.

La magia, cioè quell'insieme di dottrine e di precetti aventi per fine di provocare degli eventi contrari al corso regolare della natura facendo intervenire forze soprannaturali, viene fatta risalire secondo la tradizione accolta da Plinio al mitico Zoroastro, originario della Persia, e la sua introduzione in occidente ad Ostane, che accompagnò Serse nella sua spedizione contro la Grecia.

L'astrologia, cioè quel tipo particolare di divinazione che cerca di derivare la conoscenza del futuro dalla posizione e dal movimento degli astri, trova il suo fondamento nelle osservazioni celesti che si riteneva fossero state compiute fin dai tempi più remoti nei templi della Caldea: al sacerdote caldeo Beroso (III sec. a.C.) si attribuiva l'onore di aver portato in Grecia la dottrina astrologica.

L'alchimia, cioè quell'insieme di metodi che si credevano atti ad operare la trasformazione dei metalli vili in oro e in argento, sorge dalle raccolte di ricette di artigiani (metallurgici, tintori, orafi) relative alla lavorazione dei metalli, ricette gelosamente conservate dai sacerdoti egizi (l'Egitto era tradizionalmente la terra di origine dell'alchimia). A Bolo Democrito, vissuto nel II secolo a.C., si fa risalire il primo trattato di alchimia, composto violando il divieto che impediva di divulgare quelle pratiche segrete. L'elemento religioso assunse però un tono predominante fino ad essere in molti testi quasi esclusivo. Si è sottolineato giustamente che il nucleo essenziale di tali dottrine si è costituito nell'ambito della cultura greco-romana e che l'accentuata derivazione orientale rispondeva in parte al gusto tipicamente greco (che si trova già in Erodoto) di considerare l'oriente come la fonte mitica di ogni saggezza. Numerosi sono infatti gli elementi della tradizione culturale greca che si sono trasfusi nelle discipline magiche: le speculazioni numerologiche, caratteristiche del pitagorismo, i misteri orfici, i miti cosmologici platonici, la credenza che gli astri fossero esseri viventi, la nozione della simpatia universale e della provvidenza che regola gli eventi, che sono temi centrali del pensiero stoico. Ma ciò che dà una caratterizzazione alla letteratura magica non sono tanto le singole asserzioni (di derivazione greca o orientale che siano) prese isolatamente, bensì il contesto in cui vengono inserite. In effetti i testi magici che si vengono diffondendo nei primi secoli dell'era cristiana sono dei veri e propri testi religiosi. I più famosi e i più tipici in questo senso sono quelli ermetici.