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LA PATRISTICA - GLI APOLOGISTI
(Archivio - personaggi in
ordine cronologico.)
La patristica ha inizio nel II secolo con un gruppo di
scrittori chiamati « apologisti »; sono gli intellettuali convertiti al
cristianesimo, che sentono la necessità di difendere la propria nuova
religione delle accuse lanciate contro di essa dagli ambienti religiosi
ebraici e pagani, e anche da intellettuali come lo scrittore Luciano ed
il filosofo Celso. Quest'ultimo, vissuto in Egitto nel II secolo, aveva
scritto un trattato, La vera dottrina, la prima critica sistematica
dell'ebraismo e del cristianesimo, fatta da un autore colto sulla
filosofia e le religioni del tempo.
Il più noto fra gli apologisti è Giustino (nativo della Palestina, morto
a Roma, martire verso il 165) che scrisse, in greco, un Dialogo con
Trifone giudeo e due Apologie.
La sua difesa del cristianesimo s'impernia sulla perfetta continuità -
che Giustino crede di vedere - fra la migliore filosofia greca e gli
insegnamenti della nuova religione. Questa continuità viene da lui
spiegata affermando che lo stesso verbo divino (identificato con la
ragione) ispirò i profeti ebrei e i filosofi pagani: la dottrina
insegnata da Cristo, incarnazione del verbo, non può dunque che
rappresentare lo sviluppo e il coronamento dell'antica sapienza greca e
giudaica.
Questa interpretazione troppo ottimistica dei rapporti tra pensiero
classico e pensiero cristiano verrà presto abbandonata dai successori di
Giustino. Essi si renderanno conto che il problema di tali rapporti era,
in realtà, assai più complesso e richiedeva ben altro approfondimento.
A ingarbugliare la questione si introdusse inoltre fra pagani e
cristiani una corrente di pensiero - la gnosi - che acquistò un grande
peso nella cultura dell'epoca, e che richiese da parte dei cristiani un
tipo di polemica del tutto particolare.
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